In caso di piantata motore, finire in un campo vuole dire probabilmente danneggiare l'aereo e con ogni probabilità al di sopra dell'economicità della riparazione, quindi in soldoni, buttare via l'aereo.
In caso di uso del balistico, probabilmente accade lo stesso, quindi sappiamo che in un caso o nell'altro rischiamo seriamente di avere un aereo da buttare o gravemente danneggiato.
Un'emergenza convenzionale richiede capacità, allenamento, preparazione, un bel po' di fondoschiena e ha discrete possibilità di esitare comunque in un incidente.
Cioé, facendo emergenza convenzionale il rischio di farsi male seriamente o di ammazzarsi è tutt'altro che lieve.
Col paracadute balistico diciamo che è quasi vero l'opposto, cioé che per farsi male ci vuole un po' di sf...ortuna.
Quindi se pianta motore, balistico e via, come peraltro ha fatto il pilota del filmato all'inizio di questo thread, che probabilmente poteva giocarsi le proprie carte in un'emergenza convenzionale, visto che alla fine aveva solo un'elica rotta, ma l'aereo era integro, ma non c'ha pensato due volte ad usare il paracadute.
Inoltre, senza balistico una collisione in volo significa morire e stop; senza balistico un cedimento strutturale significa morire e stop.
Quindi, se diamo per buone le mie ipotesi sopra esposte, che sono certamente perfettibili ma non credo che siano molto lontane dalla realtà, possiamo dire che avere un paracadute balistico è "quasi" la garanzia di sopravvivere a una piantata motore o ad un evento catastrofico come una mid air collision o a un cedimento strutturale.
Lo stesso discorso vale, ad esempio, per chi ha un sedile eiettabile.
Però il sedile eiettabile ce l'ha un pilota militare con un elevatissimo grado di professionalità; il balistico rischia di averlo qualunque domenicale e attualmente è già montato anche su diversi ULM oltre che sulla quasi totalità dei deltaplano.
Allora la mia domanda è questa: con la mentalità del piffero che gira nell'ambiente AG, quanti saranno i domenicali che prepareranno il volo meno bene, che si guarderanno in giro poco o nulla, che faranno gli asini con la Vne o con l'acro dove non si può fare, perché alla peggio tiro il balistico e amen?
Come quelli (e sono tanti) che oggi pensano: tanto i motori non piantano mai.
Non è che un po' di sana paura aiuta tanto tanto la sicurezza?
Non è che l'incremento di sicurezza indiscutibilmente elevatissimo che apporta il paracadute balistico dovrebbe essere dapprima preceduto da un'adeguato ritocco della mentalità dei piloti?
Oggi pochissimi piloti si ricordano come si fa un'emergenza, perché effettivamente è "quasi" vero che i motori non piantano praticamente mai.
Quasi vero.
Se i motori aeronautici fossero certificati solo se con certezza piantassero almeno una volta ogni cento ore, non ci sarebbe un solo pilota che non si manterrebbe allenato nelle emergenze simulate.
Di fatto invece, quando si fanno i biennal flight check, se ne trova forse uno su cinquanta che saprebbe riportare l'aereo in pista.
In un prato, neanche a parlarne, perché nessuno ormai vola cercando un prato, invece di guardare il panorama, fare le foto, giocare con l'ultimo gadgettino elettronico.
Allora, a fronte di alcuni incidenti sventati, perché poi di fatto davvero i motori piantano poco e gli aerei non si rompono se si usano nell'inviluppo di volo, quindi grazie a Dio anche il balistico si usa molto poco, quanti incidenti in più ci saranno per colpa di un atteggiamento più leggero dei piloti?
Di più o di meno degli incidenti a lieto fine grazie al balistico?
Insomma, i morti aumenteranno o diminuiranno?
Questo mi fa abbastanza pensare, perché se domani mi viene addosso uno col Cirrus e il balistico, perché invece di guardare fuori stava con gli occhi sul Garmin1000, poi per terra ci vado anch'io che il balistico non ce l'ho.
Lui rompe l'aereo e al massimo pagherà la franchigia dell'assicurazione.
Io che sono povero e ho il cessnino muoio ed era colpa mia solo a metà, perché anch'io avrei dovuto vederlo.
Peraltro è noto che nella stragrande maggioranza delle situazioni chi viene da una direzione vede meno di chi arriva dall'altra, (sole, foschia, sfondi di colore diverso, eccetera) e la sicurezza, pur essendo sempre affidata a quattro occhi, in realtà statisticamente pesa di più su due occhi e meno su altri due.
Ma se gli altri due non guardano fuori?
Gli aerei, per assurdo, se sono troppo sicuri sono meno sicuri di un aereo meno sicuro...
E come sempre, concludo con la mia solita parola magica: MENTALITA'.
Speriamo che l'avvento dei balistici non contribuisca a sgretolare quel minimo di mentalità che ancora si trova nell'ambiente sempre più giocattolaro dell'AG perché a quel punto saranno di più le vite perse invece di quelle salvate.
Un po' come sta succedendo sui campi di sci: attrezzi troppo facili e performanti e la gente si fa male.
Quando facevo agonismo io, (prego osservare il fanciullo all'opera
QUI!! ad età comprese tra quella di Edobb e quella di Lauretta) che lo slalom speciale si faceva con balestre da due metri e zero cinque che non giravano neanche a sparargli, sulle piste tutti andavano adagino e con attenzione.
Poi è diventato troppo facile e ogni dimenica ci scappa il morto.
Il volo rischia di fare questa fine.