Inglese subito, col PPL; mandatory.
In attesa di CPL, navigare TANTO, girare più aeroporti possibili, entrare e uscire da spazi aerei controllati, parlare TANTO in radio, pianificare TANTO, (anche voli che non farai mai, ma pianifica per imparare a comprendere e a risolvere le problematiche) perdere il timore reverenziale dell'aeroporto grande, del controllore esigente, dello spazio aereo limitato e trafficato.
Questo servirà molto quando poi si fa il CPL; le ore passate a svolazzare sul cielo di casa, ai fini della crescita professionale servono a pochino.
Quando avrai il PPL vuole dire che sei fully qualified a volare da solo in giro per il mondo, quindi prendi e
VAI.
Se non te la senti da solo, prenditi un safetypilot, ma che sia chiaro che il comandante sei tu e che lui interviene solo in caso di difficoltà reale, ovvero non fare quelle cose magari comode, ma per nulla formative, anzi, che fanno disimparare, tipo uno che pilota e uno che fa la radio, uno che pilota e l'altro che guarda la navigazione, uno che pilota e l'altro che spippola sul cruscotto.
Se hai macchine con strumentazione tipo G1000, ben vengano, ma che sia un ausilio, non lo strumento principale di navigazione.
Devi sapere sempre arrivare dovunque con una bussola, un orologio e una carta, nient'altro, perché potrà capitarti di restare solo con quello.
(Leggi qui)Abituati ad essere un pilota completo ed autonomo.
La MCC la affronterai quando salirai su macchine MC; fino a che sei su macchine SP vola da SP.
Ottimo, se hai un compagno di volo fidato, fare uno l'andata e uno il ritorno, così i costi si dimezzano, ma ognuno è comandante e ognuno decide per la sua tratta.
Un Padova Sabadell si impone; trovati le carte, i bottlang, pianifica per bene, se vuoi discuti con un istruttore ferrato in navigazione la tua pianificazione (ma che sia ferrato) e poi
VAI.
Se sul tragitto trovi una regola o una normativa che non comprendi, vuole dire che quel tragitto non è alla tua portata; trova una soluzione.
Quando sarai in volo non ci sarà l'istruttore o l'amico saputone a spiegarti cosa significa quella cosa sulla carta: devi capire e sapere tu.
L'aereo non lo sa che hai 45 ore, il traffico intorno a te neppure e nemmeno il cattivo tempo... quindi pianifica alla tua portata, con chiarezza e completezza; devi saperti arrangiare da solo, dal sapere dove comperare le cartine (oggi con internet è facilissimo, ma solo dieci anni fa trovare le carte della Spagna, per esempio, comportava settimane di attesa e anche questo andava pianificato), dove leggere NOTAM e METAR (idem come sopra... che disperazione, fino a pochi anni fa trovare i NOTAM o sapere la meteo: giri di telefonate in tutte le lingue del mondo...) eccetera, eccetera.
A queste condizioni, non hai limiti, tranne il denaro, quindi
VAI.
Ascolta gli istruttori, diffida degli "esperti" che sanno loro come passare nel tale CTR senza accendere la radio o come andare da A a B anche se non ci sono le minime meteo perché tanto prima vedi l'osteria del Bepi, poi la pianta che ha segato il Pasqualino e dopo la villetta della morosa del Giuanin, e
VAI.
Per chi vuole fare il professionista le ore tra PPL e CPL sono lì apposta per rompere il cordone ombelicale col giro campo e con qualcuno che ogni volta ti dice "questo va bene e questo no" e imparare a decidere da solo e per te stesso indipendentemente da quello che dice il resto del mondo, ovvero per imparare a essere un pilota e non uno svolicchiatore della domenica.
Fonia inglese fluente e brillante, pianificazione super accurata, un minimo di capacità per non tirarsi in testa un bimotore e tre menate di IFR ed è bello che fatto un CPL; alla fine un pilota professionista non è uno che sa fare chissà cosa con la cloche, anzi, per la stragrande maggioranza della sua carriera terrà l'aereo in volo livellato.
E' semplicemente uno che sa decidere e cavarsela in ogni situazione...