Rizzardo mi fece il primo esame per il primo PPL, troppi anni fa.
Per rinnovare, in teoria bastano dodici ore nel secondo anno della durata del rating SEP (parliamo di PPL), di cui almeno una con FI per il biennal flight check.
(Le JAR dicono nell'anno - i novanta giorni prima della scadenza sono un'invenzione italiana)
Se non hai le dodici ore puoi rinnovare tramite proficiency check pratico e teorico.
Se è fatto bene un proficiency check PPL attuale è più impegnativo di un esame CPL di vent'anni fa.
Se è fatto bene... se invece c'è la scuola furbina che "adempie" alle formalita in maniera italica, allora non lo so.
Questo in teoria; in pratica, chi ha le dodici ore e basta ha un livello addestrativo chiaramente insufficiente ed è bene che vada in volo esclusivamente con un FI al suo fianco, o meglio ancora, come accade nelle società di lavoro aereo più qualificate e attente, che l'aereo non venga neanche noleggiato senza un FI.
Da evitare assolutamente, soprattutto in caso di livelli addestrativi così bassi, di andare in volo con il classico amico saputone; più di un incidente è capitato perché chi stava a destra ha messo le mani dove e quando non doveva.
La MCC è una cosa seria e richiede un preciso addestramento.
E' molto più sicuro un pilota con dodici ore, ma solo, che un pilota con dodici ore con di fianco il saputone che si sente investito dei gradi di FI e gli sembra doveroso dare consigli, o peggio intervenire, per correggere errori che probabilmente non sa neppure riconoscere.
Il riconoscimento dell'errore e il pilotaggio dal posto di destra sono di gran lunga gli aspetti più rognosi del corso per divenire FI e quando qualcuno viene escluso, è spesso in queste fasi; peraltro, se queste fasi sono difficili per un CPL addestrato ed allenato, oltre che formato da un corso per FI, si può capire cosa possano essere per un pilota che non abbia alcun tipo di formazione al riguardo, ma solo il "merito" di fare qualche ora di volo di più all'anno.
Certo, con quello che costa volare, fare tante ore è difficile, ma meglio pagarsi un FI ed evitare guai, spaventi o, se va male, le pesantissime franchigie sull'assicurazione che applicano buona parte degli aero club.
Il meglio, ovviamente, sarebbe potere volare almeno una trentina di ore l'anno, con frequenza settimanale (35/40 minuti settimana) ed alternando un volo di piacere con un volo di ripasso delle procedure: stalli, virate strette, volo lento, emergenze simulate, touch and go, go around.
Questo è l'unico sistema per mantenere un livello addestrativo sufficiente (non buono, sufficiente) per operare in sicurezza, con tempo buono e calma di vento.
Altri programmi volatori o addestrativi porgono il fianco a "buchi" entro cui alla lunga è impossibile non infilarsi.
Purtroppo credo che il 98% dei piloti sportivi non faccia nulla di tutto ciò e questo è evidente nel corso dei biennal flight check, dove la maggioranza non ha più una minima idea non di come condurre un'emergenza, ma nemmeno di non cercare di rialzare un'ala durante uno stallo con gli alettoni.
Significa che hanno perso totalmente i fondamentali e che in caso di guai non sapranno da che parte girarsi.
Peraltro l'ultimo incidente capitato vicino alle mie parti è dovuto a uno stallo a bassa quota, dovuto all'essere finiti in volo troppo lento senza neanche accorgersene (quindi nessuna memorizzazione degli assetti) e tentato di correggere tirando la barra fino in fondo e dando alettoni dall'altra parte...
Fortuna che i nostri aeroplanetti perdonano proprio tutto, ma meglio non approfittarne troppo.