Un sorriso ci sta sempre bene, non preoccuparti; basta non fare un thread solo di sorrisi sennò diventiamo Cleartoland, the heart of ridicolous wings...
Il guaio degli uccelli è che si abituano e dopo un po' se ne fanno un baffo del falco meccanico, degli scoppi, delle sirene, persino dei falchi veri, perché presto si rendono conto che non attaccano nessuno, perché anche i falchi preferiscono mangiare il filet mignon che gli porge il falconiere invece di ammazzare un passerotto.
D'altra parte se hanno imparato a convivere con i jet in decollo, un aeromodello pitturato come un falchetto farà paura per ben poco tempo.
Io credo che col bird strike ci dobbiamo imparare a convivere: adesso c'è un po' la psicosi e basta un bozzo su un 737 per guadagnarsi la prima pagina, ma se andiamo a guardare esattamente quanti incidenti sono stati provocati da uccelli e quanti hanno causato guai, siamo su numeri che ci dicono che il fenomeno ha che una significatività statistica meno che minima.
E poi ci sono cose che fanno parte dell'aria, come il wind shear, il cattivo tempo e, ovviamente il volo degli uccelli.
Prevenire completamente non si può, perché non si può cambiare il tempo o ammazzare tutti gli uccellini: dobbiamo solo conoscere il problema e inventarci le procedure per venirne fuori.
Direi che i casi di Ryan a Ciampino, il tre e venti di New York e altri casi che si sono risolti con un flame out di un solo motore, quindi con atterraggio assolutamente normale, ci rassicurano sul fatto che le procedure ci sono e sono valide.
Ovviamente aumentando il traffico aereo aumenteranno i casi di bird strike, i casi di incidente per WS e tutto il resto, perché l'unico aereo che non cade di sicuro è quello che non vola.
Impariamo bene delle procedure e, se sfortuna vuole, siamo pronti ad usarle.
I colleghi che ci si sono trovati, fino a qua si sono comportati egregiamente: non possiamo che migliorare.
E non ultimo, chi tanto odia gli aeroporti, guardi intorno a sé e mi dica quanti uccelli vede nella sua città ingolfata di automobili.
Noi abbiamo il problema opposto: troppa fauna (da qualche parte c'è anche il problema lepri, in altre parti del mondo i cervi, le renne, ecc. ecc.)
Da me usiamo le pecore come tosaerba ecologico, autodissodante e autoconcimante; da altre parti le mucche e siamo inglobati in una delle più ampie aree di riproduzione dell'avifauna dell'Europa del sud, che trova ancora spazio perché c'è l'aeroporto, sennò lì sarebbe tutto cemento, come intorno e addio trampolieri, falchi pellegrini, martin pescatori, folaghe, tarabusini e mille altri uccelletti, oltre che farfalle e libellule rare, tartarughe dal carapace verde e arancione, serpenti d'acqua, piante rarissime e altre meraviglie simili
Gli aeroporti si avviano a diventare le ultime oasi naturalistiche, in barba a chi ci predica contro.