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| Autore | Messaggio |
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deltagolf VIP


Numero di messaggi: 3871 Età: 55 Località: LSZL Data d'iscrizione: 03.02.08
 | Oggetto: Re: Alcuni viaggetti Lun Mar 30, 2009 7:11 pm | |
| | Lauretta ha scritto: | | quindi se un ulm immatricolato, che so io, in svizzera, venisse a volare in italia, sarebbe consierato come aviazione generale secondo la normativa? |
Credo di sì, visto che è considerato come Aviazione Generale anche in Svizzera... 
| CAT4R4TTA ha scritto: | | @deltagolf: volare in IFR e IMC è espressamente VIETATO. In quella situazione io non ero in IMC, ma quasi. Ero kmq fuori legge in quel momento xke sotto le minime. |
Ah, OK...
| CAT4R4TTA ha scritto: | | livelli semicorcolari (...che applicare in italia è quasi impossibile...) |
Impossibile, oltre che diverso in tutto il resto d'Europa... tutta Europa Est Ovest, noi Nord Sud...
| CAT4R4TTA ha scritto: | | Gli ulm devono volare con le minime AG con l'ulteriore rompimento di balle "in contatto visivo col suolo o acqua". |
Nono, la lisi della rete testis l'ha anche l'AG: il contatto visivo col suolo ci vuole quasi sempre. L'on top è permesso in precise condizioni (e detto tra noi, anche se fosse superpermesso in qualunque condizione, io non lo farei mai, perché se non ho un addestramento IFR e pianta motore, che faccio? Penetro le nubi fidandomi dell'EFIS e tutto il resto? Il mondo è (anzi ERA) pieno di gente che ha provato a fare IFR senza addestramento: è la prima causa di incidenti nell'AG. Il disorientamento spaziale lascia ben poco tempo di sopravvivenza e tutti quelli che lo hanno provato erano sicuri che sarebbero stati capaci di "orientarsi" con gli strumenti. Molto pochi di loro lo raccontano. |
|  | | Ospite Ospite
 | Oggetto: Re: Alcuni viaggetti Lun Mar 30, 2009 7:27 pm | |
| | deltagolf ha scritto: |
Il disorientamento spaziale lascia ben poco tempo di sopravvivenza e tutti quelli che lo hanno provato erano sicuri che sarebbero stati capaci di "orientarsi" con gli strumenti. Molto pochi di loro lo raccontano. |
L'addestramento, che io faccio in maschera settimanalmente, serve proprio per questo...
@Lauretta: la normativa non è così chiara ed assoluta; diciamo che l'orientamento attuale è questo, ma in verità è un enorme vuoto legislativo, di conseguenze si applica il buon senso e "la norma" |
|  | | deltagolf VIP


Numero di messaggi: 3871 Età: 55 Località: LSZL Data d'iscrizione: 03.02.08
 | Oggetto: Re: Alcuni viaggetti Lun Mar 30, 2009 7:57 pm | |
| Vorrei farti una domanda; forse vado OT. Se non ti andasse di rispondere, non è un problema; amici come prima. Se lo staff lo ritenesse opportuno, sposti pure dove meglio crede questo mio post.
Partiamo dai fatti:
I PLUS: - sei indubbiamente un pilota esperto; - fai un numero di ore all'anno a dir poco impressionante per un pilota sportivo; - hai una macchina che conosci profondamente e ben strumentata; - fai periodico addestramento in maschera; - conseguentemente dovresti avere un sufficiente addestramento se non all'IFR, almeno a attraversare un breve strato di nubi senza andare in vite.
LO STATU QUO: - voli in una nazione che fa scappare la poesia anche ai santi ed invita alla trasgressione, se no si combina poco.
I MINUS: - sei conscio che il volo in certe condizioni è illegale, con tutto ciò che comporta in termini legali, appunto, assicurativi e magari morali, ma questo è individuale.
Per ciò che ho visto in Internet, mi pare di capire che sei una persona tutta d'un pezzo: ottimo professionista, politicamente impegnato, attivo nel sociale in una battaglia tutt'altro che facile. Insomma, mi sembri uno tosto. La domanda è questa ed è esclusivamente professionale; lungi da me fare domande personali.
Quando insegni, riesci comunque a trasmettere concetti "legali" agli allievi quando magari un'ora prima o un'ora dopo sei proprio tu a intraprendere un volo "illegale"? Ti prego di notare le virgolette, perché non voglio che sembri che stia facendo il processo a qualcuno. E' solo per fare passare certi concetti.
Te lo chiedo perché, insegnando a mia volta, mi sento profondamente coinvolto in ciò che insegno e nel rigore che cerco di trasmettere agli allievi, al punto che anche se nessuno mi guarda o mi giudica, non riesco ad andare in volo anche per affari miei senza avere fatto tutto per benino e senza neanche lontanamente avvicinarmi al limite della legge, anche se la legge talvolta è stupida e lo so bene e anche se talvolta sarei tecnicamente in grado di andare ben oltre a ciò che la legge, in quella circostanza impone.
Io dico sempre agli allievi che anche se in quel momento non c'è nessuno che ti guarda e ti giudica, c'è sempre il volo che ti giudica e il giorno che ti giudicherà insufficiente ti ammazzerà senza remore.
Tu che talvolta voli con la precisa coscienza di essere oltre il limite delle norme, che ne pensi?
Grazie. |
|  | | Ospite Ospite
 | Oggetto: Re: Alcuni viaggetti Lun Mar 30, 2009 9:40 pm | |
| Ottime domande.
La risposta è assolutamente si, io insegmo sempre e solo la legalità, con un "però".
Nel corso vds ti insegnano troppo poco, o meglio non ti insegnano la cosa fondamentale, la gestione dell'imprevisto.
Tutti e ripeto tutti i piloti, nuovi o vecchi con cui ho a che fare, se fanno lezione con me prima o poi faranno qualche ingresso in vite, qualche stallo strano, qualche minuto in IMC (quello vero...) e qualche 10 minuti per imparare, in maschera, che entrare in IMC significa ammazzarsi se non sai cosa fare.
A tal proposito ti faccio vedere una cosa: www.sandrocherubini.it/imc.pdf
Questo è un corso che ho organizzato di IMC simulato. Ti dico solo che in 10 ore dopo aver sparso la voce ho finito i posti disponibili dal successo che ha avuto.
La gente, che fortuntamente sa di essere ignorante in qualche argomento, è assetata di conoscenze come queste.
Chiunque quando vola deve farlo in sicurezza e nel ripsetto delle regole, ma questo può non bastare ed a volte le regole vanno disapplicate per poter raccontare di averlo fatto. |
|  | | deltagolf VIP


Numero di messaggi: 3871 Età: 55 Località: LSZL Data d'iscrizione: 03.02.08
 | Oggetto: Re: Alcuni viaggetti Mar Mar 31, 2009 8:40 am | |
| | CAT4R4TTA ha scritto: | Ottime domande.
La risposta è assolutamente si, io insegmo sempre e solo la legalità, con un "però".
Nel corso vds ti insegnano troppo poco, o meglio non ti insegnano la cosa fondamentale, la gestione dell'imprevisto.
Tutti e ripeto tutti i piloti, nuovi o vecchi con cui ho a che fare, se fanno lezione con me prima o poi faranno qualche ingresso in vite, qualche stallo strano, qualche minuto in IMC (quello vero...) e qualche 10 minuti per imparare, in maschera, che entrare in IMC significa ammazzarsi se non sai cosa fare.
A tal proposito ti faccio vedere una cosa: www.sandrocherubini.it/imc.pdf
Questo è un corso che ho organizzato di IMC simulato. Ti dico solo che in 10 ore dopo aver sparso la voce ho finito i posti disponibili dal successo che ha avuto.
La gente, che fortuntamente sa di essere ignorante in qualche argomento, è assetata di conoscenze come queste.
Chiunque quando vola deve farlo in sicurezza e nel ripsetto delle regole, ma questo può non bastare ed a volte le regole vanno disapplicate per poter raccontare di averlo fatto. |
Grazie per la tua risposta. In volo, qualunque tipo di volo, la coscienza della propria ignoranza è la migliore assicurazione sulla vita. In volo si deve imparare, sempre e comunque e nessun posto è migliore per imparare che laddove c'è l'errore ed è quindi da chi sbaglia di più che spesso si apprende di più. Sono storiche ormai le mie litigate, avvenute in altra sede, con chi, forte delle sue quattrobotte, della sua divisa dorata, delle sue migliaia di ore affermava di non avere più nulla da apprendere da un allievo che vola sul cessnino, ma anzi di potere insegnare lui chissà che cosa a chi vola in cessnino pur non volando più quella macchina da decenni, solo perché il suo gioiello alato era più grosso, più lucido, più rumoroso.
L'allievo insegna tantissimo perché ti dimostra errori dei quali non conoscevi neppure l'esistenza e di conseguenza ti insegna che si può sbagliare anche così e che in qualche modo quell'errore va corretto. Di conseguenza è chi insegna colui che apprende di più e, se facciamo nostro l'assioma che chi più apprende più diventa bravo, dovremmo dire che un istruttore dovrebbe diventare molto bravo mentre chi vola in ambienti asettici ed automatizzati apprende poco e cresce poco. Obiettivamente in certi ambienti di mediocri ne vedo tanti, ma non è questo il tema del mio post.
Peraltro ho sempre affermato che il giorno che penserò di essere bravo sarà il giorno in cui smetterò di volare, perché una sana fifa e il concetto molto chiaro della mia ignoranza e dei miei enormi limiti è ciò che mi tiene in vita.
Detto questo, devo tuttavia ammettere che i concetti insiti nella tua risposta rappresentano gli antipodi della mia mentalità aeronautica, che è quella che poi cerco di trasmettere agli allievi. Rispetto il tuo modo di pensare, perché fa parte di me il rispettare chi la pensa diversamente, chi ha diversa idea, ideologia, religione, colore della pelle e quant'altro, però consentimi di pormi almeno in atteggiamento critico sia pure, come ripeto, nel reciproco rispetto.
L'antipodalità (se si dice così...) del mio pensiero viene dall'esperienza personale e da ciò che ho visto nei tre decenni abbondanti nei quali ho bazzicato l'ambiente aeronautico. (Anzi, se ci mettiamo anche l'aeromodellismo, che insegna tantissimo, i decenni diventano più di quattro, quasi cinque...) L'insegnamento dei rudimenti dell'IFR ai piloti VFR è una strada già percorsa più volte in passato, con la assolutamente apprezzabile idea che così, se qualcuno ci si fosse trovato, avrebbe saputo come tirarsi fuori ed altrettate volte fu abbandonata perché si rivelò inefficace. Infatti la conta dei morti ha dimostrato che sono state di più le persone che si sono cacciate nei guai per eccesso di confidenza (tanto lo so fare, tanto ho già provato, tanto ho gli strumenti, tanto ho le cartine, tanto, tanto, tanto...) di coloro che salvarono la pelle essendosi trovati in IFR per fatalità.
Lo stesso vale per l'introduzione all'acrobazia, fatti salvi gli stalli e un altro paio di figure come lazy eights e chandelles che sono sufficienti a dimostrare alcuni tipi di assetti in piena sicurezza e rispetto della struttura di un aereo non certificato acro e che quindi non può fare acro, come la stragrande maggioranza degli aerei di AG e tutti gli ULM. Sono figure espressamente studiate per dare all'allievo la necessaria sensibilità, soprattutto del piede, senza valicare il limite fisiologico, legale, strutturale e addestrativo dell'acrobazia. Tra coloro che frequentarono corsi di introduzione acro a fini preventivi, furono più coloro che si ammazzarono provando conati di figure rispetto a quelli che si salvarono perché si trovarono involontariamente in assetti inusuali.
L'analisi di questi "errori" del passato, oltre a fare dismettere questo tipo di "corsi preventivi", ha fatto sì che si sia creato un ambiente ad alta esigenza professionale laddove si fa della AG seria (e già per questo devo escludere parecchio del nostro povero paese...) Decenni di errori e di buchi in terra hanno insegnato che la strada più efficace, anche se fallibile, come fallibile è tutto ciò che è umano, è la prevenzione. NON ci si deve trovare in certe condizioni, NON ci si deve trovare in certi assetti, eccetera eccetera. Per fare ciò si è ricorsi a precise vie di addestramento, a precise legislazioni e, non ultimo, ad una precisa armonizzazione a livello globale delle metodiche di insegnamento e della legislazione aeronautica in genere.
Oggi il pilota formato, addestrato ed allenato sa come prevenire la possibilità di trovarsi in IMC, sa come prevenire l'eventualità di andare in assetti inusuali, sa in parole povere essere un pilota sicuro e disciplinato. Se in queste condizioni ci si trova è perché ha fallito, lui per primo e chi l'ha formato per primissimo, perché in realtà, non "ci si trova", ma "ci si è messo", per disattenzione, superficialità, spavalderia, chissà cos'altro.
Il concetto: "le regole vanno disapplicate per poterlo raccontare" è oggi lontano milioni di miglia dalla AG seria (e insisto con il seria, perché questo è il volo, che non lascia spazio ai mediocri) e nessuna iniziativa personale come qella che tu hai messo in atto di insegnare l'IFR a piloti VFR, per quanto lodevole ed originata dai migliori propositi, potrebbe essere attuata in un ambiente professionale come l'AG, perché, prima ancora del controllo superiore, chi ha imparato a muoversi nella AG o nel volo commerciale o comunque professionale, ha ben chiaro che fuori da certi limiti non si va. Questo non significa che nessuno ci vada: i mediocri e gli stupidi ci sono ovunque, ma non è sul singolo caso di mediocrità o di stupidità che si giudica un ambiente. Anche i lavori clinici hanno una "p" che ci dice quale sia il loro limite di attendibilità, ma non è sulla minoranza andata a buca che si valuta la validità di una terapia, di un atto chirurgico o quant'altro. Alla stessa maniera, se andiamo ad analizzare il perché di certi incidenti aerei, scopriremo che l'ingresso in IMC è stato accidentale fino a un certo punto, perché la meteo parlava chiaro, che l'ingresso in quella vite fatale è stato accidentale fino a un certo punto, perché velocità ed uso del piede erano imprecisi, eccetera eccetera. Questo non significa che non si insegnino tecniche per uscire dalla nube, o per recuperare una vite, ma è ben chiaro da subito che in una nube non si entrerà mai nel corso di una vita, perché ci sono le previsioni meteo che mi dicono se sulla tratta ci saranno nubi o meno e, soprattutto, ci sono precise norme che mi dicono che le nubi si devono tenere a centinaia di metri o a chilometri di distanza e, se il tempo cambia improvvisamente, devo avere sempre a portata di tiro un posto dove atterrare o una rotta di scampo. Se no ho semplicemente pianificato male e quindi sono un cattivo pilota: da quel momento le rogne sono tutte mie e, per la verità, di ciò posso solo dire grazie alla mia zucconeria e al mio istruttore, che non ha curato con puntigliosità la mia formazione, mi ha sciolto il guinzaglio prima di essere certo che la mia mentalità fosse altrettanto formata della mia tecnica, magari mi ha dato lui stesso un cattivo esempio.
Allora io insegno che se anche lontanamente c'è la possibilità di finire in nube, quel giorno si sta al suolo. Insegno che se si tiene pallina e paletta al centro e velocità corretta, non si finirà in assetti inusuali. Insegno quali sono le condizioni in cui si potrà finire in assetti inusuali e come evitarle. Insegno che se si va a giocare vicino alle montagne, bisogna sapere leggere l'aria e il vento, perché un rotore ti gira sotto sopra e non sarà la tua esperienza acrobatica a salvarti, così come non sarà qualche ora di prove in IFR a tirarti fuori da un CB.
Peraltro, come tu stesso dimostri, conoscere certe tecniche e sentirsi autorizzato a metterle in pratica spesso è la stessa cosa: capità di frequente. L'istruttore compiacente fa vedere una sfogata all'allievo che rompe e garantito che il pinguino appena gira l'angolo proverà a farla. Le tue foto (splendide peraltro) dimostrano come tu tranquillamente voli on top, penetri strati di nubi, voli in condizioni quasi IMC. Sei capace e sei allenato, per carità, ma semplicemente non si può fare e mi pare che tu ne sia ben conscio. Nessun pilota IFR professionista, che ne so, un pilota militare, volerebbe on top o penetrerebbe nubi o volerebbe IMC con un cessnino in VFR, perché ha ben presente una certa mentalità operativa.
Un conto è ciò che si SA fare, un conto è ciò che si PUO' fare. L'acro si può sapere fare, ma non si fa se non su un aereo acrobatico, in un box acrobatico e secondo il codice Aresti. L'IFR si fa su macchina certificata IFR, con piano di volo IFR in contatto con enti IFR, anche perché nessuno ti garantisce che, mentre tu penetri illegalmente quello strato di nubi, non ci sia un povero diavolo che invece lì in mezzo ci stava con tutti i crismi della legalità e non si aspetta di andare a sbattere contro qualcuno, anche perché per definizione, in IFR si guarda dentro e non fuori perché c'è un controllore che dirige il traffico.
E' vero, c'è il TCAS che con la sua suadente vocetta femminile comincerà a gridare TRAFFIC TRAFFIC TRAFFIC, e a indicare in un preciso settore verde quale è lo spazio di cielo che ti salverà la ghirba, ma se il TCAS fallisce? Tutto ciò che funziona si può rompere e la ridondanza, estrema, enorme, infinita, è la prima arma della Flight Safety.
Insomma Amico mio, come hai visto la pensiamo profondamente diversamente in fatto di volo. Personalmente continuerò a rabbrividire nel vedere un istruttore ULM organizzare sua sponte un corso IMC, indipendentemente dalla propria capacità e continuerò ad indicare come "cattivo esempio" i filmati che mostrano il volo VFR in condizioni IMC.
La capacità è una cosa, la legalità è un'altra cosa. Personalmente quando vedo una legge che giudico errata mi adopero per farla cambiare, ma fino a che c'è la applico.
Magari, se mi ci mettessi, sarei un padreterno ad asportare una cataratta, chi lo sa, ma siccome non sono un chirurgo oculista, anche se avessi le mani più fini del miglior chirurgo del mondo non potrei farlo. Ma dubito che avrei le mani più fini del miglior chirurgo, perché il miglior chirurgo o magari anche uno normale ha seguito un preciso iter addestrativo che si è formato in una certa maniera sulla base dell'esperienza di anni o di secoli, da Ippocrate e Galeno di Pergamo in su ed è quindi mutuata dalle cose ben fatte e dagli errori. Il do it yourself, anche se spesso animato dai migliori propositi, è quasi sempre foriero di guai o di imprevisti.
In fondo questa direi che è la grande differenza di mentalità tra AG e ULM e l'ENORME livello di pericolo che ne deriva. Più che una differenza di mentalità, si tratta proprio di un abisso tra due mondi acomunati dall'unico punto di operare su macchine volanti, ma con principi profondamente diversi. E' un abisso che mai si potrà colmare, almeno fino a che i nuovi allievi AG e ULM non verranno formati con medesima mentalità e medesimo approccio al volo o, meglio ancora, fino a che questo stupido buco legislativo esclusivamente italico non verrà tappato e il mondo ULM verrà accomunato all'unico mondo che deve esistere: quello delle macchine volanti e dei piloti, con le loro regole, i loro diritti, uguali per tutti, i loro doveri, uguali per tutti, le sacrosante sanzioni, rigide, per chi sgarra e mette a rischio la propria vita, quella degli altri con cui vola e quella di tutte le persone per bene sopra alle quali si vola. Per questo da anni diserto i cieli italiani: per sopravvivere; hai visto mai che mentre volo con visibilità ai limiti minimi della norma, al di sopra di mille piedi ground, alla distanza minima consentita dalle nuvole e, magari, mentre sono impegnato un attimo a guardare dentro per leggere una carta o uno strumento, mi sbuca un aeroplanetto che a quella quota e in quella nube non ci doveva proprio stare e mi sbatte in terra?
Grazie tanto! Il cielo è già sufficientemente pieno dove le regole vengono seguite puntigliosamente e ci vogliono mille occhi, mille orecchie e tanta precisione e tanto rigore per diventare vecchi volando. Io sono sulla buona strada, ormai, ma un paio di decenni ancora me li concederei volentieri svolicchiando, a Dio piacendo. Meglio calcare i cieli di una nazione dove tutti (davvero tutti) sono uguali e dove tutti (quasi tutti) si comportano in maniera omogenea. Rimane il cretino di turno, per carità, ma fino a che gli aerei serviranno a portare essere umani in cielo, un cretino lo troveremo sempre. Inutile che mi ci metta anch'io ad allargare la schiera o che insegni ad altri come fare.
Preferisco essere un esempio col mio comportamento e volare io per primo in maniera ancora più rigorosa e precisa di quanto non spieghi agli allievi. Da quando esiste il mondo, il comportamento o il cosiddetto buon esempio sono la base dell'educazione dei neonati di qualunque specie: bimbi, cuccioli di animali, allievi piloti. Personalmente mi sentirei molto a disagio e francamente molto ipocrita nell'insegnare con fervore certi concetti e poi dimostrare col mio comportamento che quanto spiegato in aula si può aggirare in volo.
Quest'ultimo, però, è esclusivamente un parere personale che applico conseguentemente ancor più esclusivamente alla mia persona. Ognuno è padrone delle proprie scelte e del proprio essere.
Con immutata cordialità.
deltagolf
Ultima modifica di deltagolf il Mar Mar 31, 2009 1:19 pm, modificato 2 volte |
|  | | Jacopilot Admin


Numero di messaggi: 2990 Età: 22 Località: Padova Data d'iscrizione: 01.02.08
 | Oggetto: Re: Alcuni viaggetti Mar Mar 31, 2009 12:59 pm | |
| Quoto in pieno Deltagolf...certi esempi sbagliati non dovrebbero assolutamente essere trasmessi. _________________ www.cirrusaircraft.it Boeing 737-800NG First Officer Improvvisamente mi risvegliai e con mio grande sollievo scoprii di non avere la terra sotto i piedi  |
|  | | marcoBCN Gold Wings


Numero di messaggi: 703 Età: 24 Località: Padova-Barcellona Data d'iscrizione: 04.09.08
 | Oggetto: Re: Alcuni viaggetti Mar Mar 31, 2009 2:01 pm | |
| Anch'io quoto in pieno DG. |
|  | | Lauretta Platinum Wings


Numero di messaggi: 1675 Età: 20 Località: Milano Data d'iscrizione: 27.04.08
 | Oggetto: Re: Alcuni viaggetti Mar Mar 31, 2009 2:33 pm | |
| | deltagolf ha scritto: | L'analisi di questi "errori" del passato, oltre a fare dismettere questo tipo di "corsi preventivi", ha fatto sì che si sia creato un ambiente ad alta esigenza professionale laddove si fa della AG seria (e già per questo devo escludere parecchio del nostro povero paese...) Decenni di errori e di buchi in terra hanno insegnato che la strada più efficace, anche se fallibile, come fallibile è tutto ciò che è umano, è la prevenzione. NON ci si deve trovare in certe condizioni, NON ci si deve trovare in certi assetti, eccetera eccetera. Per fare ciò si è ricorsi a precise vie di addestramento, a precise legislazioni e, non ultimo, ad una precisa armonizzazione a livello globale delle metodiche di insegnamento e della legislazione aeronautica in genere.
Oggi il pilota formato, addestrato ed allenato sa come prevenire la possibilità di trovarsi in IMC, sa come prevenire l'eventualità di andare in assetti inusuali, sa in parole povere essere un pilota sicuro e disciplinato. Se in queste condizioni ci si trova è perché ha fallito, lui per primo e chi l'ha formato per primissimo, perché in realtà, non "ci si trova", ma "ci si è messo", per disattenzione, superficialità, spavalderia, chissà cos'altro. |
sono d'accrordo pressochè su tutto quanto hai scritto, eccetto questa parte... è vero, esiste la diattenzione, la spavelderia, la superficialità e io aggiungerei anche l'incoscenza, ma passi per le condizioni meteo che in linea di massima ci vengono offerte con grande "precisione" da metar, taf e quant'altro e di conseguenza, se finisci in nube è perchè volevi finrci o, sei stao distratto e superficiale nella lettura... gli assetti inusuali credo però possano capitare....a me personalmente non è mai successo, ma credo sia una cosa che non dipenda prettamente dal pilota...nel senso che ci si potrebbe trovare in un qualunque assetto inusuale anche se non si era li a fare gli sciocchi sopra il campo con manovre al limite del possibile per farsi fotografare da quattro persone li sotto... sbaglio? non lo so, è un dubbio/curiosità che mi è sorto leggendo....ci si può trovare in assetti inusuali semza aver fatto qualche cavolata?! ovviamente non parlo dei casi in cui si siano di mezzo avarie o quant'altro..,  |
|  | | deltagolf VIP


Numero di messaggi: 3871 Età: 55 Località: LSZL Data d'iscrizione: 03.02.08
 | Oggetto: Re: Alcuni viaggetti Mar Mar 31, 2009 3:46 pm | |
| Mi fai una domanda che richiederebbe un lungo papiro per rispondere e mi pare che per oggi abbia abusato abbastanza dello spazio su cleartoland. In un assetto inusuale si può finire fondamentalmente per quattro motivi:
1) Volontariamente 2) Errore 3) Avaria 4) Condimeteo
Tolta l'avaria, le altre tre ipotesi sono prevenibili con l'addestramento, l'allenamento, la mentalità. L'avaria, se è fatale, ciccia! Se non è fatale, ovvero se ad esempio un comando risponde poco e male, o niente del tutto, è correggibile secondo le tecniche che vengono normalmente spiegate in un corso PPL - nel corso ULM non so.
Qualunque sia il motivo per cui si finisce in assetti strani, le tecniche insegnate nel corso PPL prevedono il controllo dell'aereo senza uno dei comandi (senza alettoni, senza direzionale, senza elevatore, eccetera, lavorando con ciò che resta, ovvero gli altri due comandi, più trim, più motore.) La rimessa da assetti inusuali e la sensibilizzazione della risposta ai comandi viene effettuata durante stalli, dove si insegna che il piede è l'ultimo a perdere effetto, chandelles e lazy eights.
L'ingresso in vite non è previsto ed è espressamente proibito sugli addestratori o comunque sugli aerei non certificati per questa figura, trattandosi a tutti gli effetti di figura acrobatica. Un aereo non certificato per la vite, come un addestratore, se effettua una vite ha il CN scaduto e si ferma. Non so cosa accada per un ULM.
Per quanto riguarda un eventuale corso di "prova" dell'acrobazia, come ho scritto sopra, nei decenni si è notato uno scarso rendimento ai fini del recupero di assetti inusuali, per i quali ci sono già le tecniche sopra descritte e invece qualche guaietto quando qualcuno con poca zucca dopo avere fatto tre capriole col CAP 10 e un istruttore acrobatico di fianco si è poi sentito "capace" di rifare la stessa figura da solo e con un aereo non acrobatico. Qualcuno si è scavato la fossa a sto sistema.
Per cui da allora l'introduzione all'acrobazia viene compiuta solo per chi vuole prendere l'abilitazione acro e su aerei acrobatici. Peraltro, come ripeto, chandelles e lazy eights sono veramente manovre importanti ai fini della gestione dei tre comandi di volo (+ motore) e sono assolutamente formative perché la finezza e la consapevolezza della risposta ai comandi è finalizzata a percepire l'aereo nella sua interezza e quindi a portare la tua testa un po' più avanti del comportamento dell'aereo. Non tutte le manovre acrobatiche danno altrettanto, anche alla luce del fatto che a differenza della maggioranza delle manovre acrobatiche, lazy eights e chandelles durano parecchi secondi e credimi, sono secondi che passano adagio, anche se non si tirano i G, ma si impara a misurare il singolo angolo di bank, il singolo nodo, il singolo piede.
Nella chandelle, a fronte di una rotazione di 180° abbiamo nei primi 90 gradi la necessità di mantenere il bank e cambiare l'assetto, fino a posizionarci nel momento preciso in cui si arriva ai 90° ad una precisa velocità che solitamente si attesta poco sotto lo stallo (ovviamente varia da macchina a macchina). Nei secondi 90° si mantiene l'assetto e gradatamente si riduce il bank, fino ad arrivare ai 180° con le ali livellate, la prua perfettamente invertita rispetto all'ingresso in figura e la velocità che è rimasta costante e ad un pelo dallo stallo per tutta la durata dei secondi 90°.
Il lazy eight è più difficile da descrivere in parole, ma richiede un grande coordinamento di barra piede ed elevatore. Si comincia a rollare e intanto a tirare su il naso, si mantiene il bank e si appoggia in avanti, si lascia scivolare giù l'aereo e si ripete tutto dall'altra parte. Per mantenere un bank costante e non scarrocciare né dentro né fuori dalla traiettoria bisogna lavorare molto finemente di piede, perché la velocità continua a variare. E' una manovra così fine e complessa, che è inserita nell'esame CPL FAA con richiesta di avere velocità e altitudini identiche nelle due parti dell'otto.
Sono manovre poco spettacolari da vedere, danno poco "gasaggio" e tanto lavoro, ma sono grandemente impegnative ed addestrative per chi le compie, molto più di un looping o di un tonneau, soprattutto se fatti alla ridolini come tanti se ne vedono.
Gli stalli non li descrivo perché li conoscerai bene, ma sai come se l'aereo cade d'ala, sia il piede opposto che lo tira fuori e non gli alettoni che, su un'ala stallata, non funzionano manco a sparargli.
Addestrati con un istruttore in queste figure, che sono certificate come semi acrobatiche e vedrai che non temerai assetti inusuali, perché avrai coscienza precisa di ciò che succede ogni volta che tocchi un comando.
Andare più in là, con manovre acrobatiche su ULM o addestratori, oltre che proibito, è scarsamente redditizio e potenzialmente pericoloso per i motivi che ho descritto sopra, oltre a rischiare di sovraccaricare la struttura della macchina o, nel caso di AG, di fare scadere inutilmente un CN. |
|  | | Lauretta Platinum Wings


Numero di messaggi: 1675 Età: 20 Località: Milano Data d'iscrizione: 27.04.08
 | Oggetto: Re: Alcuni viaggetti Mar Mar 31, 2009 5:38 pm | |
| grazie delta!! tutto chiarissimo!  |
|  | | Ospite Ospite
 | Oggetto: Re: Alcuni viaggetti Mar Mar 31, 2009 6:25 pm | |
| Se scrivi così tanto mi perdo, sn limtato io!!!  Guarda che non siamo poi così diversi, direi che la pensiamo uguale quasi in tutto. A parte che volare on top non è vietato (in AG in assoluto, ma anche per gli ULM se lo strato non è continuo ed hai dei contatti col suolo va bene...), io non è che sia una cosa che faccio abitualmente, e kmq sia per arrivarci non buco mai le nuvole. Io sn salito nel blu a Lecco e sceso nel blu a Como, mica ho attraversato le nubi... Oltretutto l'ho fatto xe quelle nubi, in caso di necessità erano facilmente attraversabili esendo uno straterello di non oltre 3-400ft. Io organizzo un corso IMC per prevenire che la gente ci finisca dentro, insegno loro come pianificare un volo e come saper dire "no", xke se decollare è facoltativo, atterrare è obbligatorio... Del resto anche durante il PPL 1 o 2 ore di volo si possono fare in maschera per imparare qualche rudimento sigli strumenti;: che differenza c'è quindi? L'acrobazia poi non se ne parla neppure con gli ULM (...e bada bene che il mio è +6 -4) e quindi non tocco l'argomento. Gli assetti inusuali secondo me è obbligatorio che un allievo li provi; io mica faccio fare loro 3 giri di vite, li porto allo stallo, spedalo e faccio iniziare una vite... Tu hai visto il terrore negli occhi?? E l' ci sn io con loro, ma senza di me sarebbero morti. E quanti per errore entrano in vite? E se non hai mai provato che per uscire basta una manovra semplicissima e ti ammazzi è colpa tua o colpa mia che non te l'ho insegnato? ...quindi come vedi alla fine tutti e due insegnamo a sopravvivere. La differena fra che approfondisce determinati argomenti e chi non lo fa è la differenza fra saper volare e saper pilotare...e come ben sai ce ne corre!!! Se poi dai miei insegnamenti la gente crede di essere autorizzata ad andare in IMC come se non fosse nulla, beh...allora cavoli loro. Io insegno il contrario, poi loro hanno un cervello e nessuno lo comanda. Credo che il destino comune di ogni istruttore sia far sopravvivere più a lungo quanti più allievi possibili. Io per ora sono al 100% e qualcuno mi ha detto che tutto sommato quelle paure che gli ho fatto prendere sn state di grande aiuto. Ripeto, secondo me siamo dalla stassa parte del torrente...  |
|  | | deltagolf VIP


Numero di messaggi: 3871 Età: 55 Località: LSZL Data d'iscrizione: 03.02.08
 | Oggetto: Re: Alcuni viaggetti Mar Mar 31, 2009 7:25 pm | |
| | CAT4R4TTA ha scritto: | Se scrivi così tanto mi perdo, sn limtato io!!! 
Guarda che non siamo poi così diversi, direi che la pensiamo uguale quasi in tutto.
A parte che volare on top non è vietato (in AG in assoluto, ma anche per gli ULM se lo strato non è continuo ed hai dei contatti col suolo va bene...), io non è che sia una cosa che faccio abitualmente, e kmq sia per arrivarci non buco mai le nuvole. Io sn salito nel blu a Lecco e sceso nel blu a Como, mica ho attraversato le nubi... Oltretutto l'ho fatto xe quelle nubi, in caso di necessità erano facilmente attraversabili esendo uno straterello di non oltre 3-400ft.
Io organizzo un corso IMC per prevenire che la gente ci finisca dentro, insegno loro come pianificare un volo e come saper dire "no", xke se decollare è facoltativo, atterrare è obbligatorio... Del resto anche durante il PPL 1 o 2 ore di volo si possono fare in maschera per imparare qualche rudimento sigli strumenti;: che differenza c'è quindi?
L'acrobazia poi non se ne parla neppure con gli ULM (...e bada bene che il mio è +6 -4) e quindi non tocco l'argomento.
Gli assetti inusuali secondo me è obbligatorio che un allievo li provi; io mica faccio fare loro 3 giri di vite, li porto allo stallo, spedalo e faccio iniziare una vite... Tu hai visto il terrore negli occhi?? E l' ci sn io con loro, ma senza di me sarebbero morti. E quanti per errore entrano in vite? E se non hai mai provato che per uscire basta una manovra semplicissima e ti ammazzi è colpa tua o colpa mia che non te l'ho insegnato?
...quindi come vedi alla fine tutti e due insegnamo a sopravvivere. La differena fra che approfondisce determinati argomenti e chi non lo fa è la differenza fra saper volare e saper pilotare...e come ben sai ce ne corre!!!
Se poi dai miei insegnamenti la gente crede di essere autorizzata ad andare in IMC come se non fosse nulla, beh...allora cavoli loro. Io insegno il contrario, poi loro hanno un cervello e nessuno lo comanda.
Credo che il destino comune di ogni istruttore sia far sopravvivere più a lungo quanti più allievi possibili. Io per ora sono al 100% e qualcuno mi ha detto che tutto sommato quelle paure che gli ho fatto prendere sn state di grande aiuto.
Ripeto, secondo me siamo dalla stassa parte del torrente... |
Perdonami se scrivo tanto. Parlo poco, in compenso e chi mi conosce si meraviglia di come scrivo, quando poi in una giornata non spiccico parola. Nobody is perfect...
Beh, Sandro, che ti posso dire... Io non riesco a pensare "io insegno il giusto e poi sono affari loro se non mettono in pratica", quando poi sono il primo a trasgredire e a non dare l'esempio.
La vedo così e, vedendola così, mi sforzo di essere il migliore esempio, anche se lo strato di nubi è di trenta e non di trecento metri. E davvero non ho visto mai il terrore negli occhi di nessuno; gratitudine sì.
In piena sincerità ed onestà ti dico che se ci fosse un video come i tuoi su You tube, restituirei le mie licenze in punta di piedi e cambierei mestiere, ma questo è semplicemente il mio modo di vedere.
A mio parere in comune abbiamo solo il torrente e, spero, il rispetto di due ideologie che più diverse non potrebbero essere.
Buoni voli e lunga vita. |
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