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| | Autore | Messaggio |
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marcoBCN Gold Wings


Numero di messaggi: 703 Età: 24 Località: Padova-Barcellona Data d'iscrizione: 04.09.08
 | Oggetto: Riattaccata Gio Giu 11, 2009 6:53 pm | |
| Dopo un paio di brutte esperienze da spettatore mi è sorta una domanda: perchè è così difficile riattaccare?? A me è stata insegnata così: prima di tutto un buon atterraggio lo avrò solo con un buon avvicinamento. L'avvicinamento non è buono? riattacca, punto. A 300ft dalla soglia pista, sei allineato?La velocità è giusta?La quota?La configurazione? Se sono sbagliate vuol dire che in 800ft non sei riuscito a correggere gli errori, di certo non lo farai in 200. Riattacca, punto. Se tutto questo va bene e continui con l'avvicinamento, non scartare l'idea della riattaccata, quindi mano destra sul motore e sempre pronto a dare potenza e piede destro. E questa la teoria...ma poi nella pratica cosa succede? In genere, presumo, la decisione della riattaccata si ha in condizione di "forte stress", sbaglio? Perchè in quel momento è difficile (se lo è) prendere questa decisione?
Grazie |
|  | | Massy Bronze Wings


Numero di messaggi: 119 Età: 25 Località: Chiari - BS Data d'iscrizione: 07.08.08
 | Oggetto: Re: Riattaccata Gio Giu 11, 2009 7:27 pm | |
| quello che tu scrivi ha un ottimo senso....sui libri... nella realta putroppo entrano in gioco mille altri fattori, relativi allo Human Factor tra cui fatica stress, la fissazione...per farti un esempio stupidissimo, il semplice fatto di essere in ritardo ti porta a volere mettere le ruote a terra a tutti i costi, sei talmente fissato che l' unica cosa che potresti sentire è il collega che fisicamente ti leva le mani dal volantino allorquando si esce da SOP e Normal Procedures...oppure la stanchezza, la voglia di terminare un lunghissimo 6 sectors day ti porta a vedere solo l' atterraggio e nient'altro, o magari hai un appuntamento importante dopo il volo tanto che fisicamente sei sull' aereo ma la tua mente non si è mai staccata da terra e mai mossa da li...mi è capitato al simulatore, grazie a dio di vedere gente che si fare 1500' con una luce rossa che gli trapana gli occhi o un aural warning da stordire un sordo senza nemmeno accorgersi di nulla atterrando come se nulla fosse, io sono stato uno di quelli...
resta cmq il fatto che siamo essere umani, non ci sono storie...
Ultima modifica di Massy il Gio Giu 11, 2009 7:36 pm, modificato 1 volta |
|  | | rgava Silver Wings


Numero di messaggi: 426 Età: 19 Località: LIPU (Padova) Data d'iscrizione: 31.05.08
 | Oggetto: Re: Riattaccata Gio Giu 11, 2009 7:27 pm | |
| Per la poca esperienza che ho (poco più di 20 ore), non posso di certo dare grandi pareri... posso dirti che non mi è mai passato per la mente di riattaccare fino ad adesso... e credo che l'emozione, l'adrenalina che si ha quanto si fa atterrare un aereo, e soprattutto la sottovalutazione dei rischi che si corrono, purtroppo possano offuscare quel senso responsabile a chiedersi "riattacco o atterro?"... in internet girano di quei video, e davvero lo spettatore si chiede "perchè non ha riattaccato? avrebbe evitato di finire in spiaggia e distruggere l'aereo così"... la riattaccata dovrebbe essere una manovra come tutte le altre, eseguita per corregere una serie di errori che se si sarebbero prolungati, avrebbero potuto portare a conseguenze gravi.. non è detto poi... si può riattaccare in condizioni più o meno critiche.. ovviamente, ripeto, non posso dare grandi pareri... e credo che un pilota professionista, invece, non avrebbe problemi a decidere se serve o no una riattaccata, perchè avrebbe già raggiunto un livello di concentrazione e di sangue freddo, che un pilota alle prime armi come me non riesce a provare perfettamente, in quanto mi trovo impegnato a fare il controllo incrociato degli strumenti, a manovrare e a fare comunicazioni allo stesso tempo e il tutto richiede allenamento sono d'accordo con quanto afferma marco beacon...  |
|  | | marcoBCN Gold Wings


Numero di messaggi: 703 Età: 24 Località: Padova-Barcellona Data d'iscrizione: 04.09.08
 | Oggetto: Re: Riattaccata Gio Giu 11, 2009 7:44 pm | |
| | Massy ha scritto: | quello che tu scrivi ha un ottimo senso....sui libri... nella realta putroppo entrano in gioco mille altri fattori, relativi allo Human Factor tra cui fatica stress, la fissazione... |
è proprio questa parte che mi interesserebbe conoscere meglio..presumo che tutto ciò sia approfondito e studiato molto bene soprattutto dagli istruttori, ma purtroppo sul mio libro non c'è moltissimo..e nemmeno su uno che mi sono comprato che è come il nostro Trebbi ma FAA.. Grazie Massy e rick per le vostre opinioni! |
|  | | Lauretta Platinum Wings


Numero di messaggi: 1670 Età: 19 Località: Milano Data d'iscrizione: 27.04.08
 | Oggetto: Re: Riattaccata Gio Giu 11, 2009 7:48 pm | |
| io non la reputo una decisione poi così difficile da prendere;da "fifona", se non sono sicura del mio avvicinamento, mi sembra sbagliato, o è sbagliato, riattacco e senza pensarci due volte, magari poi accorgendomi che non sarebbe servito, ma nell'incertezza, riattacco sempre...poi a terra pensino quello che vogliono... poi certo, l'human factor entra sempre in gioco, come diceva Massy, non posso che essere ovviamente d'accordo... |
|  | | marcoBCN Gold Wings


Numero di messaggi: 703 Età: 24 Località: Padova-Barcellona Data d'iscrizione: 04.09.08
 | Oggetto: Re: Riattaccata Gio Giu 11, 2009 9:06 pm | |
| Anche qui... http://www.youtube.com/watch?v=w8yx5T2Oejc Però da fuori mi sembra come più "semplice" dire "io avrei riattaccato.." |
|  | | Lauretta Platinum Wings


Numero di messaggi: 1670 Età: 19 Località: Milano Data d'iscrizione: 27.04.08
 | Oggetto: Re: Riattaccata Gio Giu 11, 2009 9:10 pm | |
| | marcoBCN ha scritto: | Anche qui... http://www.youtube.com/watch?v=w8yx5T2Oejc Però da fuori mi sembra come più "semplice" dire "io avrei riattaccato.." |
sinceramente non capisco dove sia la difficoltà nel dire "riattacco"  |
|  | | marcoBCN Gold Wings


Numero di messaggi: 703 Età: 24 Località: Padova-Barcellona Data d'iscrizione: 04.09.08
 | Oggetto: Re: Riattaccata Gio Giu 11, 2009 9:20 pm | |
| MM...secondo me la difficoltà sta nel doverlo fare quando non si è preparati a farlo, e cioè la nostra attenzione è troppo focalizzata su qualcos'altro.. |
|  | | deltagolf VIP


Numero di messaggi: 3820 Età: 55 Località: LSZL Data d'iscrizione: 03.02.08
 | Oggetto: Re: Riattaccata Gio Giu 11, 2009 9:23 pm | |
| Non riattaccare, se necessario, è solo l'ultimo di una catena di errori, cominciata molto lontano, spesso da chi ti ha creato una certa mentalità e ti ha concesso di pensare che anche l'errore può diventare normale, giustificandolo con logiche di stanchezza, di compagnia o quant'altro.
Poco importa se hai fatto cinque, dieci o trenta atterraggi in un giorno, come ne fa un istruttore ogni giorno della sua vita passata a fare giri campo nei quali ogni atterraggio non è un semplice sommarsi di procedure supportate da mille diavolerie elettroniche, ma spesso è un tentato omicidio da parte dell'allievo e una sfida con se stessi tra la voglia di arraffare i comandi e quella di lasciare i comandi ancora un decimo di secondo all'allievo, affinché sbagli ancora un po', affinché capisca ancora un po'. Decimi di secondo ogni volta pagati con ettolitri di sudore. E questo non per una, non per cinque, ma per decine di volte al giorno, senza abbassare per un solo minuto del volo la vigilanza, esattamente come un domatore di tigri, che la volta che si distrae becca una zampata letale.
Se non eri all'altezza, per qualunque motivo, non dovevi essere lì. Se ci sei, qualcuno ha sbagliato. Chi, non lo so: dipende. Tu, la compagnia, il medico, lo psicologo, ma lì non dovevi esserci.
Fai il pilota? Il tuo lavoro è un 6 tratte al giorno? Se non sei in grado lì non ci devi essere. Fai l'istruttore? Il tuo lavoro è trenta atterraggi al giorno sulla lama del rasoio? Se non sei in grado lì non ci devi essere.
Non riattaccare, se serve, è un errore, punto e stop.
Se qualcuno pensa che non riattaccare possa diventare normale perché la teoria è una cosa e la pratica è un'altra, IMHO sbaglia grossolanamente.
Opinione personale, forse forgiata da un libro voli nel quale gli atterraggi sono pressoché il triplo delle ore volate e nenache uno di questi è avvenuto con qualcosa di diverso del sudore, il fondo dei pantaloni, gli occhi e la decisione "riattacco o ci sto". Nessun armamentario elettronico: solo mani e umano pensiero.
Ricorda sempre: un atterraggio è una riattaccata mancata, non viceversa. Non permettere mai nella tua carriera aeronautica, qualunque essa sia, che qualcuno o qualcosa faccia cambiare questo tuo modo di pensare.
Questa è una delle pietre miliari della flight safety, di quelle che si rabbrividisce quando si sentono messe in discussione.
Il tutto sempre e profondamente IMHO.
Ultima modifica di deltagolf il Ven Giu 12, 2009 7:20 am, modificato 2 volte |
|  | | marcoBCN Gold Wings


Numero di messaggi: 703 Età: 24 Località: Padova-Barcellona Data d'iscrizione: 04.09.08
 | Oggetto: Re: Riattaccata Gio Giu 11, 2009 9:29 pm | |
| Grazie anche a te Delta per il tuo contributo | deltagolf ha scritto: | Ricorda sempre: un atterraggio è una riattaccata mancata, non viceversa. Non permettere mai nella tua carriera aeronautica, qualunque essa sia, che qualcuno o qualcosa faccia cambiare questo tuo modo di pensare. |
Questa frase me la scriverò in molti posti..molto significativa |
|  | | deltagolf VIP


Numero di messaggi: 3820 Età: 55 Località: LSZL Data d'iscrizione: 03.02.08
 | Oggetto: Re: Riattaccata Ven Giu 12, 2009 7:52 am | |
| | marcoBCN ha scritto: | Questa frase me la scriverò in molti posti... |
(CENSURA)
| marcoBCN ha scritto: | Anche qui... http://www.youtube.com/watch?v=w8yx5T2Oejc Però da fuori mi sembra come più "semplice" dire "io avrei riattaccato.." |
Certo: seduti sulla sdraio è tutto più facile che a bordo, soprattutto sentirsi all'altezza di giudicare l'operato degli altri. In realtà giudicare il lavoro di un pilota stando a bordo è difficile, stando al suolo lo è ancora di più, anche se questo è il tuo lavoro, perché tu puoi solo immaginare cosa succede a bordo, ma non lo puoi sapere per certo. Ed è proprio qua che sta l'errore, o meglio, l'evento di pericolo, cosa che gli Aeroclub non capiscono mai, lasciando che i critici da piazzale forti della loro anzianità di iscrizione al Club, per la maggior parte delle volte non confortata da altrettanto addestramento, si accaniscano a giudicare il lavoro dei "giovani" senza nessuna preparazione in merito.
Noi non possiamo sapere perché il pilota del bimotore del filmato non abbia riattaccato e sia finito in acqua, quando un allievo alla prima ora era in grado di giudicare che stava arrivando lungo. Ecco perché si studia (e si deve applicare) Human factor.
Aveva problemi a bordo? Era stanco? Era impreparato? Era troppo tempo che non provava una riattaccata e non se l'è sentita? (Questa a mio modesto parere è l'ipotesi più probabile). Aveva la testa via perché il suo solo pensiero era di andare in quell'aeroporto per mangiare il pesce e di essere un pilota non gliene importava nulla? Aveva su la morosa e voleva fare il di più?
Questo non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che quell'atterraggio andava abortito e non è stato fatto.
Ed è qua che entra in gioco l'human factor (materia della quale mi pregio di essere istruttore e per la quale ho scritto personalmente il testo in uso, poi certificato JAR ed utilizzato a livello nazionale)
L'human factor è una materia birichina, perché non è l'aerodinamica che ci consente di sapere che se un profilo stalla a 80 kias siamo certi che saranno 80, non 79, non 81. Human factor studia l'elemento di gran lunga più fallace, più imperfetto e più variabile del volo. Ciò che vale per un soggetto, può non valere per un altro e qua sta il problema.
Sarebbe facile liquidare tutto con un "Si sà, siamo umani", ma purtroppo non possiamo fare orecchie da mercante all'human factor, perché fa parte delle famose cinque emme che compongono la flight safety:
Mission equals to
Machine, plus Media, plus Management, plus Man
Allora noi dobbiamo essere ben certi che nessun volo verrà intrapreso/svolto/concluso senza che una delle cinque emme sia al top.
Non si vola senza che la macchina sia funzionale; (Machine) Non si vola senza che la meteo sia idonea, la density altitude adatta e tante altre belle cose che riguardano l'ambiente in cui ci troveremo ad operare; (Media) Non si vola senza che il volo sia preparato e pianificato, il carburante giusto imbarcato e tutti gli altri aspetti che riguardano la gestione del volo siano stati definiti; (Management) Non si vola senza che l'uomo sia addestrato e allenato e comunque in grado psico fisicamente di svolgere quel volo; (Man)
Con le cinque emme a posto, andiamo in volo, se no no. Sappiamo altresì che il fattore umano è la prima causa di incidenti aerei, quindi tra le cinque emme dovrebbe essere la più controllata, verificata e resa il più possibile in grado di non nuocere.
Invece, ciò che si vede spesso è che questo fattore viene elegantemente trascurato. Questo avviene sicuramente ogni WE in mille aeroclub, dove troppi piloti affrontano voli al di sopra delle loro capacità o del loro allenamento, ma mi pare di capire che succede anche in mondi professionali.
Le parole dell'amico Massy, più sopra, che credo che si riferiscano a suoi episodi di vita vissuta (ma per chi voli? Solo curiosità, eh?) mi fanno capire che questo probabilmente avviene anche in settori dove la responsabilità è ben maggiore e il fattore uomo, inteso come pilota, si rende garante della sopravvivenza di centinaia di persone. Mi è sembrato di capire, ad esempio, che le logiche di compagnia (vedi il ritardo) "premano" sul piota e gli facciano scegliere l'atterraggio invece del go around. Altrettanto mi pare di capire che la fatica operazionale, protagonista di un bellissimo capitolo di Human Factor venga ignorata e che in un cockpit ci possa essere un pilota così stanco o così "fissato" al punto che si potrebbe rendere necessario che il collega gli tolga i comandi di mano. Altrettanto può capitare che venga permesso che problematiche estranee al volo (l'appuntamento importante) entrino in un cockpit ed inficino la FS.
Se davvero avvengono cose simili è chiaro che qualcosa non va e che qualcuno dovrà intervenire. Però siamo tutti piloti: quello che non dobbiamo fare noi, piloti, è guardarci bene dal dire "si sà, siamo umani", peché noi, piloti siamo parte integrante delle cinque Emme del volo.
Così come non possiamo dire (e non diciamo mai): Machine (si sà, gli aerei si rompono) Media (si sa, la meteo si guasta) Management (si sà, i voli non si preparano)
Altrettanto non possiamo dire: Man (si sa, siamo umani).
Se accettiamo o peggio mettiamo in pratica atteggiamenti simili, non stiamo facendo il massimo per la FS, quindi non siamo piloti, perché credo che sia un concetto acquisito per chiunque, a qualunque livello voli che la FS è la PRIMA responsabilità e il PRIMO obiettivo che un pilota deve perseguire.
Questa è la mia opinione. |
|  | | Massy Bronze Wings


Numero di messaggi: 119 Età: 25 Località: Chiari - BS Data d'iscrizione: 07.08.08
 | Oggetto: Re: Riattaccata Ven Giu 12, 2009 6:15 pm | |
| | marcoBCN ha scritto: | Grazie anche a te Delta per il tuo contributo
| deltagolf ha scritto: | Ricorda sempre: un atterraggio è una riattaccata mancata, non viceversa. Non permettere mai nella tua carriera aeronautica, qualunque essa sia, che qualcuno o qualcosa faccia cambiare questo tuo modo di pensare. |
Questa frase me la scriverò in molti posti..molto significativa |
ancora meglio ogni decollo è un aborto e ogni atterraggio è una riattacate... |
|  | | MaKaVeLuK Bronze Wings


Numero di messaggi: 149 Età: 20 Località: Udine Data d'iscrizione: 07.07.08
 | Oggetto: Re: Riattaccata Ven Giu 12, 2009 9:40 pm | |
| | marcoBCN ha scritto: | Anche qui... http://www.youtube.com/watch?v=w8yx5T2Oejc Però da fuori mi sembra come più "semplice" dire "io avrei riattaccato.." |
cioè ma è atterrato a pochi metri dal mare...ma cm cavolo pensava di fermarsi??? |
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