Sono abbastanza d'accordo con Jacopo.
Gli ATPL integrati spesso (non sempre...) offrono il vantaggio di costare qualche cosa di meno.
Il "quanto" varia da scuola a scuola ed in maniera non indifferente.
Tuttavia la crescita tramite il PPL offre il vantaggio di saggiare l'ambiente del volo e capirne non tanto gli aspetti tecnici, quanto il tipo di mentalità, le regole e la disciplina che lo caratterizzano.
Purtroppo in Italia, a differenza di quanto avviene in molte nazioni europee mancano i cosiddetti corsi di Istruzione Aeronautica Preliminare, dove gli aspiranti piloti civili e militari vengono vagliati in maniera decisamente severa da Istruttori specializzati a questo compito.
Questi corsi hanno lo scopo di selezionare chi è maggiormente portato e chi ha caratteristiche psicologiche, attitudinali e comportamentali più idonee alla carriera che dovrà intraprendere.
In alcune nazioni hanno anche il non trascurabile vantaggio di essere gratuiti, perché lo stato pensa che convenga investire sui giovani per avere domani dei professionisti validi e quindi l'allievo, che venga accettato o scartato non spende nulla.
A questo sistema vengono davvero filtrate le eccellenze e anche chi non ha da spendere, ma trabocca di qualità, può partecipare alle selezioni e finire ad esempio in AirForce e fare il pilota professionista senza avere mai speso una lira
Nessuno vieta a chi non supera questi corsi di farsi comunque tutte le licenze possibili ed immaginabili, ma l'esperienza dimostra che sarà comunque un mediocre.
Questo è talmente vero che sempre più AirForces e compagnie aeree selezionano esclusivamente allievi provenienti dai corsi preliminari e solo da determinate scuole, dove la selezione è rigida, competente e indipendente (cioé non importa di chi sei figlio o quanto è grande il tuo portafogli; se sei portato vai avanti, sennò sei fuori).
In Italia, in mancanza di questo e con la Aeronautica Militare che ormai assume un numero risibile di piloti, se non hai soldi il pilota non lo farai mai.
Il PPL, effettuato in una scuola qualificata e vissuto non come svago domenicale, ma come indispensabile gradino per crearsi una forma mentis, può essere un buon passaggio preliminare a costo relativamente contenuto (insomma, contenuto non tanto, ma sempre meno che un ATPL...)
Alla fine fare il pilota professionista è una faccenda di soldi da spendere (prima) e di "trovare la strada" (dopo) per entrare a lavorare, come peraltro in qualunque professione che richieda una preparazione universitaria o simile e che traghetta poi in un settore dove richiesta ce n'è poca e offerta tanta.
Fare il pilota professionista eccellente, è invece una questione prevalentemente di modo di pensare e di fare. La capacità tecnica segue di conseguenza e, alla fine, non è poi chissà che cosa.
L'approccio mentale, invece, se non ce l'hai non ce l'hai e il consiglio spassionato è quello di cambiare lavoro.
Se non sei un eccellente forse qualcuno ti darà lavoro lo stesso, specie con una raccomandazione, come spesso succede, ma qualche volta nella vita il tuo aereo ti chiederà risposte eccellenti a situazioni particolari.
In quel momento, a bordo conterà di più avere una testa giusta piuttosto che l'amico influente che ti fece sedere al posto di pilotaggio, magari a discapito di uno più bravo che però non aveva santi in Paradiso...