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 Esistono le piste corte?

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deltagolf
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MessaggioOggetto: Esistono le piste corte?   Mer Ott 28, 2009 8:41 am

Ringhiotauro ha scritto:
UE UE SBORONI.......

Uno è istruttore...... con 31049581'3495 ore di volo (DELTA)
L'altro CAMPIONE ITALIANO con 3490581 abilitazioni..(DJBerto)

Povero Ringhio.....

400 metri... col PA 28???? dici davvero???? Azz....


Prendo spunto dalla simpatia di Ringhio per approfondire un attimo il discorso piste corte, che troppo spesso rappresentano un limite anche per chi ha un’esperienza superiore alle semplici ore per superare un esame di PPL.
Chiunque ha un minimo di esperienza di volo sa bene che un aereo meno lo tocchi e meglio va; questo è particolarmente valido in fase di crociera, un po’ meno nelle fasi in cui l’aereo gioca lento e vicino al suolo.
Qua la autorità di comando delle parti mobili diventa minore e quindi l’intervento del pilota deve essere maggiormente accentuato e preciso; l’atterraggio è una di queste fasi.
Purtroppo anche il recupero da assetti strani diventa più difficoltoso, perché l'aereo risponde meno e quindi va da se che se in crociera sfioriamo i comandi, in atterraggio è meglio carezzarli con la stessa delicatezza con la quale si spalma il fissan sul sederino di un neonato, perché se ci mettiamo in condizioni rognose, magari non ne usciamo più.
Alcuni aerei, poi, alle basse velocità offrono anche il problema dell'inversione dei comandi (alcuni motoalianti, per esempio) che tu dai alettone di qua e lui butta giù l'ala di là... Divertente eh?

Allora: bisogna lavorare POCO e BENE!
Ovvero fare esclusivamente la cosa giusta al momento giusto, niente di più e niente di meno (Questo alla faccia di chi dice che il volo è prima di tutto libertà...)

Il lavorare bene comincia al suolo: prima di decollare abbiamo già calcolato esattamente quanto spazio necessità alla macchina per atterrare e fermarsi, in funzione di mille parametri, quali temperatura, stato della pista, peso, coefficiente di frenata e altre cose che ben conosciamo.

Diciamo che spannometricamente e giusto per avere una cifra di cui parlare, un P28A, un C172 o cose simili si fermano tranquilli in trecentocinquanta metri o meno, senza toccare i freni o sfiorandoli proprio all’ultimo giusto per uscire ad un raccordo prima.
Quella è la distanza che ci serve, il resto è asfalto o erba che, per quanto ci riguarda, potevano coltivare a girasoli che non ci cambiava una virgola.

In finale c’è uno e un solo pensiero che deve transitare nella mente del pilota: velocità e aiming point.
Arrivando alla giusta velocità sull’aiming point, c’è una quota precisa, che l’allievo deve avere imparato a conoscere meglio del suo brutto grugno (gli allievi hanno tutti un brutto grugno…) alla quale si fa la flare e si imposta l’assetto di contatto, che l’allievo deve altrettanto conoscere meglio del suo brutto grugno.

Messo quell’assetto, l’unico muscolo del corpo che deve funzionare è l’alluce del piede da dare per tenere l’asse pista.
L’aereo è basso, lento, ormai in effetto suolo: non è più il momento di mettersi a sderivare o a sbattere alettoni ed elevatore.
Si sta fermi come gatti di marmo con le zampe ingessate: la partita ce la siamo già giocata e se abbiamo giocato le carte giuste la macchina va giù felicissima e morbida morbida; ci saremo mangiati al massimo quindici – venti metri di pista, più i trecentocinquanta che ci servivano per fermarci, vuole dire che i girasoli possono essere piantati a trecentosettanta metri e non toccheremo neanche un petalo.

Se qualcosa non ci convince mentre giochiamo a fare il gatto di marmo, c’è una cosa sola intelligente da fare: motore e via.
Quante volte, troppe volte ho visto alettonate paurose, pompate galattiche sull’elevatore, spedalate degne del giro d’Italia a quote e a velocità ridicolmente basse, pur di metterlo giù.

Dovete sapere che per capire la qualità di una scuola c'è un buon sistema: stare seduti qualche ora a fianco della testata pista e vedere come lavorano gli allievi; spesso si vedono reiterare errori che stanno a significare che lì c'è un buco dell'insegnamento.
Lo faccio abbastanza spesso e altrettanto spesso capita di vedere, mentre lavori tu, l'omino con la cadreghina che ti spia.
Quando volete sapere come lavora una scuola, chiamate l'amico istruttore, dategli una cadrega e un fiasco di vino per ingannare il tempo e fatelo sedere in testata pista.
In capo a un paio d'ore vi dirà vita morte e miracoli di quella scuola.

Spesso, seduto per mezze giornate intere a lato di piste dove operano scuole che amano definirsi “professionali” perché snobbano chi fa il PPL e accettano solo candidati all’ATPL (ce n’è tante…) ho visto numeri assurdi pur di metterlo giù e non ho potuto pensare che per fortuna esistono gli autoland, sennò quei poveri allievi come faranno tra pochi anni a mettere al suolo un liner se fanno fatica a mettere giù un monomotore?

Allora, ricapitolando:

1) Calcolo dello spazio che ci vuole per fermarsi
2) Aiming point e velocità
3) Quota PRECISA per tirare la flare
4) Assetto PRECISO durante la flare
5) Fermi come gatti di marmo
6) Qualunque cosa non ci piaccia al 110% motore e via. (Non è la riattaccata ad essere un atterraggio abortito, ma è l'atterraggio che è una riattaccata abortita!!)

A questo punto che davanti ci siano 400 metri di erba o il Kennedy Space Center Shuttle Landing Facility, non ci cambia un piffero.

Ergo: le piste corte non esistono. Esistono piloti che non sanno atterrare, quello sì ed esiste una ingiustificata "paura" dei campi corti spesso innescata dagli istruttori, che trovano più comodo lavorare su piste lunghe, così giù si va sempre e non si perde tempo a fare riattaccare.
Alla fine si riesce così a portare l'allievo all'esame con qualche ora di volo di meno e quindi avendogli fatto spendere di meno; peccato che quell'allievo saprà operare solo da quella pista lunga da qui all'eternità.

Non serve avere un milione di ore o essere campioni italiani; basta essere addestrati ed allenati; fate tanta erba (ho detto "fate", non "fatevi" tanta erba!!!!!) e tante piste corte.
Riattaccate con noiosa ripetitività e se il vostro istruttore non vuole, cambiate istruttore; ci sono meravigliose aviosuperfici di cinquecento metri di erba, magari con le piante su una testata, che offrono la possibilità di provare atterraggi in condizioni impegnative e, magari, anche di essere svegli nella navigazione, perché un prato camuffato da pista si fa più fatica a trovarlo che la pista di Venice Tessera e così non vi servirà domani un GPS per andare a Malpensa...
(Non sto scherzando; ricordo di avere accompagnato un pilota di liner che non sapeva andare a Malpensa perché l'aeroplanetto che portavamo là per essere revisionato non aveva il VOR funzionante. Lui ormai di guardare fuori non si ricordava più.)

Giusto per informazione, dove volo io l’esame PPL prevede come prima manovra tre giri campo, con contatto entro 15 mt dalla soglia pista di cui uno in simulata avaria motore.
Se non si supera questo, niente esame; ciò significa che qualunque pilota con 45 ore deve essere in grado di mettere giù una macchina che conosce, su una pista con ingressi a zero, in condimeteo decenti, nei primi 15 metri.

Se proprio vi incaponite a metterlo giù lungo e veloce, non pensate di attaccarvi ai freni; i freni dei normali addestratori sono ridicolmente inefficaci e servono giusto a dirigere l’aereo al suolo e a tenerlo fermo in testata pista prima del decollo.
Dopo il contatto, quando siete ben certi di essere al suolo, tirate forte e tenete su il muso più che potete.
L’effetto frenante è di gran lunga più evidente che non a pestare sui freni.

L’unico limite reale della pista corta, quindi, è quello di calcolare con esattezza se poi da lì ce la fate a ridecollare, altrimenti fare portare via l’aereo smontato e caricato su un autotreno vi costerà qualcosina.
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MessaggioOggetto: Re: Esistono le piste corte?   Mer Ott 28, 2009 11:21 am

deltagolf ha scritto:


L’unico limite reale della pista corta, quindi, è quello di calcolare con esattezza se poi da lì ce la fate a ridecollare, altrimenti fare portare via l’aereo smontato e caricato su un autotreno vi costerà qualcosina.


Ah ecco... aspettavo questa frase.... Era per quello che mi insospettiva la pista da 400 metri....

Comunque ieri ho fatto dei touch con istruttore a Cremona... tutto ok... Solo una cosa stava per fregarmi, un effetto luce e foschia sulla pista incredibile che falsava la profondità della pista. Comunque tutto ok.

Una domanda, è pericoloso fare touch and go su piste corte? secondo me se non si è veolci nel:

"tira giu" i flap
"rimetti" aria fredda
"dentro" motore

e soprattutto fare il tutto guardando sempre avanti per non incorrere in sbandate da rally.... forse un po di rischio c'è...

chiaramente non a Cremona dove c'erano 650 mt di pista, lì se tocchi nel punto giusto hai tutto il tempo.... intendo su certe aviosuperfici...
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MessaggioOggetto: Re: Esistono le piste corte?   Mer Ott 28, 2009 1:43 pm

L'aria fredda la devi avere già rimessa prima di fare la flare, perché se devi riattaccare con urgenza quei cento giri che ti frega l'aria calda ti fanno comodo, quindi non è una cosa da fare al suolo durante un touch and go.

Tieni conto che quando tocchi il suolo, per quanto tu lo metta giù bene e dopo una lunga flare a muso alto, hai sempre almeno una quarantina, quarantacinquina di nodi, quindi per ridecollare ti basta recuperare quindici, venti nodi, cosa che si fa in pochi secondi e pochi metri.

Direi che dei touch and go con un addestratore si fanno tranquillamente e in piena sicurezza su piste di 400/450 metri con ingressi a zero.
Sono un buon sistema per insegnare ad operare con la dovuta destrezza, ove per destrezza si intende fare movimenti rapidi e precisi al momento giusto.

Ovvio che devi guardare avanti e le mani devono andare per conto loro, ma questo direi che è la normalità di mille azioni quotidiane.
Ogni volta che cambi marcia in auto guardi il cambio? No, perché sei addestrato e allenato.

Hai presente un tedesco che cerca di mangiare gli spaghetti con la forchetta, facendola ruotare tra pollice e indice come qualunque bambino italiano di sei anni sa fare?
Ecco un altro esempio di cosa vuole dire addestramento e allenamento.

In aereo è la stessa cosa. I movimenti devono venire automatici, con la sola differenza che per automatico non significa farli senza pensare, ma farli correttamente nella maniera in cui si sono pensati.


Comunque non preoccuparti che anche da 450 metri d'erba, un po' divento a favore e un TOW adeguato, il tuo P28A lo porti via, senza caricarlo sul camion!!!
Magari non a 35 gradi, al MTOW, con i fili dell'alta tensione davanti e l'erba fradicia del temporale, ma in condizioni adeguate e con le giuste tecniche di decollo da campo corto, lo porti fuori bene.
Fattele insegnare, la prima volta che voli con un FI; non si sa mai che ti vengano buone...
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MessaggioOggetto: Re: Esistono le piste corte?   Mer Ott 28, 2009 4:03 pm

Sarà fatto Delta!!!!!!

Sto proprio cercando di capire nell'altro Topic (quello che ho scritto sulle aviosuperfici), dove andare a provare queste piste corte in erba.

Prima di chiedere all'istruttore voglio farmi un'idea di cosa scegliere.... nella mia zona ci sono parecchie avio....

Fra l'altro me ne viene in mente una adesso mentre scrivo: ARTOGNE in ValCamonica dopo il lago di Iseo verso il Tonale...

Qualcuno ci è stato?

Fanno spesso raduni e rally...
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MessaggioOggetto: Re: Esistono le piste corte?   Mer Ott 28, 2009 7:42 pm

Se vuoi andare in piste "corte" e abbastanza infognate vai a S. Stino di Livenza, Montegaldella, Blu Silos ecc...è pieno! Laughing


Guardate questo video per esempio: case a lato pista, alberi in testata....
Raccomandazione: applicare sempre e comunque alla lettera, le flight tecniques riportate sul manuale!!!!!in questo atterraggio, i miei colleghi, hanno sbagliato (parere personale) nel non seguire le flight tecniques prescritte portando ad una corsa di atterraggio decisamente lunga. Avrebbero dovuto interrompere l'avvicinamento con una riattaccata già in corto finale visto la quota e velocità eccessiva...

è andata bene, ma ancora qualche metro ed erano in mezzo alle pannocchie Wink

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Improvvisamente mi risvegliai e con mio grande sollievo scoprii di non avere la terra sotto i piedi

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MessaggioOggetto: Re: Esistono le piste corte?   Mer Ott 28, 2009 10:01 pm

Che brutta roba era sto video... Rolling Eyes
Quoto Jacopo...

P.S montegaldella è davvero interessante... Laughing

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MessaggioOggetto: Re: Esistono le piste corte?   Mer Ott 28, 2009 10:55 pm

Scusate l'ignoranza stratosferica ma ci sono carte con le aviosuperfici segnate?

L'unica cosa che ho fatto è scaricare sul gps (tranquillo Delta, lo uso sporadicamente, sono della vecchia scuola) alcune avio, potrebbero sempre venire utili in caso di problemi. Però non ho nient'altro.

Forse avioportolano???
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MessaggioOggetto: Re: Esistono le piste corte?   Mer Nov 25, 2009 7:16 pm

Riprendo questo argomento perché ho trovato in rete questo filmato che mi sembra molto interessante, soprattutto per quanto riguarda un punto che avevo citato più sopra:

deltagolf ha scritto:
In finale c’è uno e un solo pensiero che deve transitare nella mente del pilota: velocità e aiming point.


Allora, si può vedere come nel filmato, girato al famoso e difficile aeroporto di Tegucicalpa, siano un milione gli ostacoli intorno alla pista, alcuni dei quali realmente si sfiorano durante il circuito.
Questo è un esempio veramente estremo di come ciò che deve interessare al pilota deve essere esclusivamente seguire il circuito, che ovviamente è pensato in modo di non andare a sbattere contro alcun ostacolo e poi concentrarsi sull'aiming point.
Così facendo, anche una pista pazzesca come Tegucicalpa diventa una pista di 1800 mt, che non sono così pochi e, se ben usati, sono sufficienti a mettere giù anche un 737.

Viceversa se in un circuito come questo o in situazioni similari si permette che la nostra attenzione sia distolta da problematiche diverse da quota di circuito, velocità ed aiming point, allora diventa dura.

Vi prego anche di notare la precisione degli assetti e la decisione, ma nel contempo delicatezza, nell'impostare angoli di bank precisi e poi mantenerli, come si diceva più sopra:

deltagolf ha scritto:
bisogna lavorare POCO e BENE!
Ovvero fare esclusivamente la cosa giusta al momento giusto, niente di più e niente di meno


Buona visione


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MessaggioOggetto: Re: Esistono le piste corte?   Mer Nov 25, 2009 8:49 pm

Fantasticooooooooooooo!!!!!!!!!
Un finale che dura 14sec...davvero bellissimo ed operativamente esaltante...non trovo altre parole Laughing

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MessaggioOggetto: Re: Esistono le piste corte?   Mer Nov 25, 2009 9:56 pm

DjBerto ha scritto:
...non trovo altre parole Laughing

Certo che non ci sono parole: quando si pilota col volantino in mano e guardando fuori, ogni aereo è finalmente un aereo e non un coso che vola da A a B e questo video ne è la dimostrazione.
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MessaggioOggetto: Re: Esistono le piste corte?   Gio Nov 26, 2009 11:43 pm

URCA!!!

Non parlo più... sto zitto e me lo rivedo per 400 volte....

Che delicatezza da chirurgo...

La virata a sinistra non finiva mai....
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