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 Riattaccata e chinetosi. Il fattore psicologico influisce??

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AutoreMessaggio
marcoBCN
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MessaggioOggetto: Riattaccata e chinetosi. Il fattore psicologico influisce??   Sab Nov 14, 2009 9:27 pm

Prima di iniziare premetto che non sapevo dove postare questo argomento: admin, e aprila sta sezione di medicina aeronautica =D scherzo, se dovete spostare spostate Wink
detto ciò....... Nell'ultimo volo che ho fatto, alle maldive, abbiamo dovuto riattaccare per 2 condizioni che complicano non poco la vita a chi stà lì davanti: ceiling basso e forte vento (raffiche a 35kts), inoltre pioveva. Durante la salita e l'holding alcuni passeggeri sono stati male, persino una mia collega. Da quando il comandante ha dato manetta per riattaccare a quando abbiamo visto nuovamente il suolo saranno passati 5 minuti circa, tutti in mezzo alle nubi e con una moderata turbolenza. Mi sento di dire che, chi si è sentito male, probabilmente stava soffrendo di chinetosi (mal di movimento). A questo punto, però, mi sono sorte parecchie domande!
In base a cosa si è più o meno soggetti a questa patologia? Posso capire un pax ai primi voli, ma la collega che fa questo lavoro da 8 anni? è una questione anche psicologica?
Quello che pensavo in quel momento è che per chi conosce il nostro mondo sà che la riattaccata è un qualcosa di normale, di sacrosanto, che quando va fatta va fatta, ma un pax che magari ha pure paura di volare e si fa tutta la discesa con turbolenza, si vede avvicinare al suolo ed è lì che quasi esulta per essere tornato a terra sano e salvo, ma poi via, tutto motore (e fidatevi che dall'idle a GA il 76 fà un bel casino =D mmusicaaaaa maestrooooooo lol! ), di nuovo nuvole, nessun riferimento visivo, ancora turbolenza...magari tutto questo influisce! è possibile? e se si,in che modo? Io, ben cosciente della normalità della nostra fase di volo, ho continuato con i miei compiti, fornendo assistenza ad i pax...ma è probabile che io non ne abbia sofferto proprio perchè sono più abituato da un punto di vista fisco al volo? Il nostro corpo si abbitua e quindi ci può rendere meno "vulnerabili"?
Vi chiedo scusa per come ho scritto, non si capisce veramente na mazza!!

NB: Non vi dico che applauso all'atterraggio, mai sentito un boato del genere =D
E non vi dico che bello il viaggio di ritorno, ad evitare le perturbazioni grazie al radar meteo, andavamo a zigzag =D


Ciao e grazie a tutti!!

Marco
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deltagolf
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MessaggioOggetto: Re: Riattaccata e chinetosi. Il fattore psicologico influisce??   Dom Nov 15, 2009 8:40 am

Riporto ciò che scrissi qualche anno fa su una rivista di divulgazione scientifica e che ho già messo a disposizione della comunità aeronautica in altre occasioni:

La chinetosi, così si chiama il mal d'aria o mal di mare o mal d'auto, è causata dall'ipersollecitazione del vestibolo e dei canali semicircolari presso il quale ha sede il senso dell'equilibrio, che ci consente di percepire la nostra posizione spaziale nonché le accelerazioni.
Un fluido viscoso e dei minuscoli cristalli di carbonato di calcio, gli otoliti, contribuiscono al corretto funzionamento del sistema, muovendosi all'interno dei canali semicircolari (il liquido) o sollecitando le pareti del vestibolo a cui sono adesi (gli otoliti).
Ovvio che in corso di accelerazioni o di cambiamenti d'assetto, gli otoliti ed il liquido di pilota e passeggero si muovono alla stessa maniera e quindi, in teoria, le sensazioni percepite dovrebbero essere le stesse.
Tuttavia l'addestramento gioca un fattore chiave in questo sistema, insieme ad altri fattori (tatto, vista) e pertanto un soggetto addestrato o semplicemente abituato, sortisce minori effetti dagli scossono che i lsistema vestibolare prende.
Un caso classico è il marinaio che mangia tranquillo mentre i passeggeri vomitano l'anima.
La concentrazione dovuta alla guida dell'auto o al pilotaggio dell'aereo contribuisce ad attenuare le sensazioni sgradevoli, per cui è difficile che chi è ai comandi soffra di chinetosi.
Oltre a questo, ovviamente, il pilota sa cosa sta facendo e quindi è preparato alle accelerazioni che verranno, mentre il passeggero le subisce più passivamente e le avverte maggiormente.
Nausea, vomito, traspirazione, brividi, senso di malessere generale, tachicardia, affanno respiratorio, vertigine (intesa come capogiro), a volte scariche intestinali, il tutto con andamento ciclico e parossistico nel senso che spesso il soggetto, dopo avere sopportato conati di vomito o scariche si sente temporaneamente meglio, per poi ricominciare da capo.
Non si presenta sempre con tutti questi sintomi, non si presenta sempre con gli stessi sintomi nello stesso soggetto, non si innesca nello stesso soggetto a parità di sollecitazione vestibolare, nel senso che uno magari una volta sta male per maggiori sbattimenti e una volta di meno.
E' favorito da cicli di oscillazione lunghi e periodici, meno facilmente compare per scosse secche e di breve durata.
Questo fa dell'aereo il mezzo dove meno si dovrebbe sentire il fenomemo.

Non fanno nulla i rimedi della nonna, non fanno nulla i rimedi suggeriti dai bagnini contro il mal di mare (ci sarebbe da scrivere un trattato sull'argomento, dalle acciughe deglutite con acqua di mare alle fette di limone con il sale sopra...).

La soluzione del singolo attacco passa attraverso la riduzione dell'ipersollecitazione del vestibolo e qundi il relativo sbattimento degli otoliti e da ogni cosa che possa portare al relax.
Lo stomaco vuoto accresce i crampi gastrici, lo stomaco pieno rende il vomito più abbondante e quindi la sensazione di malessere più marcata.

La chinetosi è accresciuta da ansia, sensazione visiva di movimento, odori, rumori, temperature ed umidità elevate, è ridotta da aria corrente, fresco e soprattutto tranquillità.

Per la soluzione definitiva la ricetta è allenamento, riduzione dell'ansia, partecipazione al fenomeno che innesca la chinetosi.
Esempio banale: nessuno sta male mentre guida, perché è concentrato e sa cosa sta facendo, ma i suoi canali semicircolari sono sollecitati esattamente come quelli dei passeggeri.

Tutto ciò che aiuta a fare credere che ci si sta curando, braccialetti e cose simili, ben vengano se contribuiscono a fare calare l'ansia: l'effetto placebo è una realtà provata dalla scienza ufficiale, per cui se un soggetto crede che il braccialetto lo faccia stare meglio e quindi va in auto, in mare, in volo più tranquillo, ben vengano i braccialetti, le graffette nell'orecchio e quant'altro.
L'effetto ansiolitico e l'addestramento sono alla base della soluzione o dell'attenuazione della sintomatologia
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marcoBCN
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MessaggioOggetto: Re: Riattaccata e chinetosi. Il fattore psicologico influisce??   Dom Nov 15, 2009 10:54 pm

Chiarissimo ed utilissimo, grazie mille delta!!!!!!!
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Riattaccata e chinetosi. Il fattore psicologico influisce??

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