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| | Massi'...son ragazzi...ovvero : puo' capitare a tutti.. | |
| | Autore | Messaggio |
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Stratocaster Bronze Wings


Numero di messaggi: 109 Età: 47 Località: Verona Data d'iscrizione: 10.04.09
 | Oggetto: Massi'...son ragazzi...ovvero : puo' capitare a tutti.. Lun Dic 14, 2009 2:09 am | |
| Stasera, voglio raccontarvi della mia seconda missione "seria" da solo, dopo Montichiari : Bosco-Trento-Bosco, dopo circa 22 ore di lezione...  ..ma soprattutto vi raccontero' qualcosa che mi e' successo, che fortunatamente non mi ha fatto fare una figuraccia barbina... Allora..: il volo era pianificato da almeno due settimane, ma sempre rimandato a causa del maltempo : Bosco-Bardolino-Ceraino-Avio-Ala-Rovereto-Punto Sierra-Trento. Calcolate le RM i tempi-tratta e quant'altro, segnate le leg sulla cartina, eccomi in aeroporto, pronto a prendere l'I-CENE per questa che era una tratta che avrei voluto fare da quando volavo VDS, ma che avevo sempre evitato perche' un po' spaventato dal volo in piena Val d'Adige. Ultima occhiata a Metar e TAF, telefonatina all'aeroporto di Trento per le ultime notizie ( pista in uso, QNH e meteo + varie ed eventuali), ed eccomi a volteggiare sul I-CENE nel sacrosanto ma inevitabile balletto dei controlli, accurati e con calma. Partenza per pista 08, al posto della solita 26 il che mi ha costretto ad abbreviare leggermente le quote di retrazione flaps e virata controbase ( se si usa la 08, in pratica punti le vicine colline di Verona) ma tutto ok : quello che ad un allievo sembra impegnativo in due con l'istruttore a causa del peso, da solo alla fine diventa un tranquillo esercizio come tanti altri... Comunque, lascio Bosco, e poco prima di lasciare l'ATZ, comunico il passaggio con PD Info, sulla quale trovo la voce di una fanciulla, molto chiara e squillante...oh...tenete conto che ho avuto poche possibilita' di contattare PD Info finora, comunque, si tratta di un "contatto lampo", poiche' lasciato Bardolino, imboccando la Val d'Adige a 1500 QNH, si e' immersi nel silenzio radio, almeno fino a Rovereto, dove e' possibile sentire TN radio.. Comunque il viaggio in valle scorre tranquillo ( era gia' stato fatto due settimane prima con l'istruttore), a parte un po' di turbolenza nel restringimento di Avio...poca roba, e le tappe scorrono con poca differenza dagli stimati sul mio cosciale... A TN, invece di un diretto per la 36, classico per chi arriva da sud, mi viene comunicato di approcciare con circuito standard per la 18..il che mi costringe ad un sottovento un po "sandwich" tra la pista e le montagne, ma soprattutto ad una base a "biscotto", visto l'esiguo spazio per volare un classico circuito, con le sue leg ben distinte... Atterraggio morbidissimo, vengo indirizzato ad una delle nuove piazzole dell'aeroporto dai gentilissimi ragazzi della torre....un po' di fatica, perche' non sono famigliare con l'AD, ma alla fine parcheggio a fianco di un bel SR-22 con marche tedesche.... Piccola pausa all'ARO e un velocissimo caffe' con un amico di Trento allertato all'uopo, e qui succede il fattaccio..: saluto l'amico Alessandro, e mentre mi incammino verso la porta di entrata del piazzale, conscio di essere in ritardissimo ( erano le 14,20 e alle 15.00 un altro allievo a VR avrebbe dovuto usare l'aereo), faccio un inventario di tutti i documenti e cosuccie che avevo portato con me...ma..orrore che veggo..? Non trovo piu' le chiavi dell'aereo !! Rivolto almeno tre volte le tasche, ripercorro esattamente tutti i camminamenti fatti, ma..niente !! Potete immaginare che cosa mi stava passando per la testa...a parte la figura di palta, immaginavo il casino di dover aspettare un altro mazzo di chiavi e il caos che tale cosa avrebbe causato negli strettissimi sked tra un allievo e l'altro il giorno dopo....per non menzionare il fatto che avrei dovuto tornare in treno e ritornare il giorno dopo a riprendere l'aereo.. Insomma..per farla breve, dopo 20 minuti di ricerche, le chiavi saltano fuori : mi erano cadute dalla tasca a 3 metri dal cessnino, ed erano li sul piazzale... Ormai, non c'era piu' tempo e dovevo partire immediatamente....caccio tutto di dietro, e saltando scentemente i controlli mi siedo in cabina, chiudo la porta e....di colpo mi passano idealmente davanti tutti gli istruttori che ho avuto, tutti i consigli e tutto quello che ho letto, non ultime le raccomandazioni del buon Deltagolf....una occhiata all'orologio, ormai ferocemente avanti e decido che..no : devo scendere e fare sti controlli, perche' la sicurezza e' e sara' sempre sopra tutto, anche le figure di m***a.. Alla fine, sono tornato atterrando ( da schifo con 7 nodi al traverso) con circa 25 minuti di ritardo, ma riuscendo, rettificando al massimo le tratte, coordinando le volte che ho messo l'aria calda al carburatore ( ogni 7/8 minuti) e tenendo gli occhi ben aperti, a coprire TN-VR in 24 minuti, il che per l' I-CENE, che e' un buonissimo "padre di famiglia" ma e' un po' spompatiello, non e' male. Ecco...volevo condividere con voi questa esperienza...: so che di cappelle ne avro' fatte, daltronte ho poche ore all'attivo, ma ho cercato comunque di ovviare con la concentrazione e il buon senso ad una situazione spiacevole che si era creata, e che stava rovinandomi il piacere di un buon volo tra le montagne parzialmente innevate... Un saluto a tutti !! Andrea |
|  | | deltagolf VIP


Numero di messaggi: 3871 Età: 55 Località: LSZL Data d'iscrizione: 03.02.08
 | Oggetto: Re: Massi'...son ragazzi...ovvero : puo' capitare a tutti.. Lun Dic 14, 2009 10:53 am | |
| Grazie della tua "testimonianza", Strato.
Uno splendido esempio di come anche una minima distrazione possa essere foriera di guai. Una banalità come una chiave caduta in terra ha provocato una serie di potenziali eventi di pericolo che, con un po' di sf..ortuna avrebbero potuto diventare più seri.
Certo, se andiamo a guardare, ogni singolo evento è assolutamente banalissimo e quasi trascurabile: un volo con l'ansia, o almeno con la premura addosso, la rotta rettificata e quindi non rispondente a quella sulla carta, un brief meteo probabilmente non rifatto prima del volo di rientro in una zona montagnosa dove la meteo cambia velocemente.
Tutti peccati più che veniali e che, a un occhio non attento e professionale, sembrano proprio cavolate di cui sorridere. Però, quando si è visto ad esempio un jet spaccato in due a fondo pista per un copri pitot non rimosso, quando si è visto un C172 appeso al fianco della montagna perché il vento birichino era girato di circa trenta gradi in meno di un'ora e quel rotore balordo non doveva essere dietro a quella cima QUA, ma a quella cima LA', quando si è visto un DR400 nel lago, perché nella fretta di raddrizzare una rotta e con un po' di scarsa visibilità il pilota ha sbagliato valle e ora che se ne è accorto non aveva più LL100 nei serbatoi per arrivare a casa e un milione di altre cose simili, che all'origine hanno avuto peccati veniali, si capisce che, a differenza del buon Dio, il volo non perdona. Magari una volta sola nella vita, ma quella volta è abbastanza.
Allora bisogna fermarsi a ragionare, capire e non sbagliare più. Non sto ad analizzare gli aspetti tecnici (faccio o non faccio i controlli, rifaccio o non rifaccio il briefing meteo, tiro diritto invece di seguire la navigazione, tengo dentro cento giri di motore in più per fare un po' prima, lo metto giù al primo tentativo col vento al traverso o provo a rifare il giro, ecc.); Strato ha già raccontato tutto l'accaduto per benino.
Però l'occasione è ghiotta per mettere in luce alcune abitudini che sono talvolta alla base di problematiche potenzialmente pericolose.
I tempi brevi tra un volo e l'altro: ahi ahi ahi, Signora Longariiiiii, diceva Mike, buonanima... un errore di troppe scuole di volo... giù un allievo, dentro un altro... Le macchine si pagano solo se volano, quindi si estrae di peso l'allievo precedente e si stipa dentro il prossimo; pronti via! L'orametro gira, l'allievo paga, le casse del club ringraziano. Un buon sistema per creare eventi di pericolo. L'aereo deve essere a disposizione dell'allievo/pilota per un tempo adeguato. Per un volo di un'ora, round robin, tra rifornimento, controlli, (ah, ho poco olio... venti minuti per trovare un meccanico che ti porta la lattina... altrimenti... ah... ho poco olio... tempo non ce n'è... e vabbé, vado via lo stesso) run up, holding point, rullaggi e tutto quanto, pensare a due ore di disponibilità macchina è il minimo. Per un volo di un'ora, ma con un atterraggio in mezzo e quindi con il raddoppio di tutto quanto sopra, magari aggravato dal fatto che non sei a casa e quindi il meccanico che ti porta l'olio o ti rigonfia la gomma non sai neppure dove cercarlo, (l'olio magari te lo sei portato da casa, ma di certo il compressore no...) pensare a tre ore è roba da ridere.
Questo significa che in una giornata lavorativa magari un aereo fa solo due voli con solo due piloti... orrore...! Però allievi e i piloti sbragano un mare di aerei: spesso non è proprio solo colpa loro, ma questo la maggior parte degli aeroclub non l'ha ancora capito.
Caffettino e chiacchiera con l'amico... bello, simpatico, un'ottima occasione per vedersi e una scusa in più per scegliere una meta invece di un'altra. Ma la missione comincia all'aeroporto di partenza e finisce all'aeroporto di destino. Sembra sciocco, ma i dieci minuti di chiacchiere in più con l'amico incidono sul volo, perché poi mettono fretta... quindi vanno pianificati anche i tempi di chiacchiera, o le gare di torte, o le visite alle stazioni radio, o gli assalti di una cagnolina simpaticissima. In auto va tutto (più o meno) bene e quando si finisce si finisce. In volo no. Ci sono le effemeridi, ci sono i tempi di riporto della macchina, c'è magari un FPL aperto con tempi precisi da rispettare.
Non passa giorno in cui non si senta discutere di determinate compagnie in cui i crew sarebbero sottoposti a presunti turni stressanti e di come questo tipo di lavoro infici la sicurezza del volo, perché il pilota è stressato e (come ha scritto qualcuno qua dentro che fa il pilota di linea) finisce che ha in mente solo di arrivare. Buona parte dei piloti della domenica sono completamente d'accordo, spesso più in nome di un certo campanilismo di compagnia, che non di una effettiva conoscenza dei fatti e delle human performances, dimenticate il giorno dopo l'esame PPL; poi, se si va a vedere, sono i primi che si autoinfliggono fattori di stress totalmente evitabili.
Come? Per esempio accettando di operare in un club dove ti costringono ad avere un aereo per un'ora per fare un volo di 58 minuti. Caspita, penso io: se il dentista dove ti servi lavora male, per non rischiare il dente magari prendi l'auto e vai nella città vicina dove c'è il dentista così bravo che ha curato il cugino dell'amico della tua portinaia. Però ogni domenica permetti che l'aeroclub di casa attenti alla tua vita perché non lascia neanche il tempo di tirare su l'astina dell'olio tra un volo e l'altro. Cavoli: il mal di denti è duro, ma morire è peggio. Io ho un aeroclub sotto casa, praticamente; andavo a volare a piedi. Oggi e da 18 anni, mi sparo 130 km AR due volte ogni WE per andare a volare in un posto che io reputo maggiormente professionale. Ci tengo alla mia vita, non solo ai miei denti e poi un'ora di volo costa 200 euro... se anche diventano 210 per la benzina, non è che mi cambi molto la vita...
Ci si autostressa anche aggiungendo elementi estranei al volo che poi diventano l'evento focale della giornata e il volo è solo un modo più figo per andarci: andiamo tutti al Cinquale a mangiare il pesce, andiamo tutti a vedere la manifestazione, andiamo tutti a visitare il museo, andiamo tutti a vedere la fiera della castagna esagonale, andiamo tutti a vedere l'esposizione del chiodo ruggine ribattuto.
Ci si autostressa altresì aggregandosi a compagnie di sedicenti esperti, all'interno delle quali se dici "Io con questa meteo non vado" o "io non decollo se non ho una check list" (e non vale scommettere se deltagolf chiederà una check list anche sul FS - vi ho sentiti, birbanti!!!), o "Io non decollo se non ho fatto il mio walk around", si fa la figura degli imbranati.
L'episodio che ci ha raccontato Andrea Stratocaster è emblematico di come una semplice chiave caduta in terra sia stata un evento turbativo del volo. Un atteggiamento un po' meno maturo e riflessivo da parte del pilota sarebbe come minimo scaturito in un decollo senza walk around (quasi c'eravamo eh???)... Ma siccome la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, c'è da giurarci che sarebbe stata proprio quella la volta in cui il Lycoming del cessnino avrebbe sputato tutto l'olio nell'erba mentre era al parcheggio, oppure che una gomma sarebbe stata lì lì per scoppiare, con tanto di bernoccolo fuori che sarebbe saltato all'atterraggio, oppure che un terrorista di Al Qaeda vi avrebbe messo un chilo di zucchero nei serbatoi.
Possibilità che succedesse tutto questo? Minime... Però: vostra voglia di volare? Infinita... Voli che farete nella vostra vita? Tantissimi.
La professoressa Nuvola saprebbe spiegare meglio di me come Minimo per Infinito per Tantissimo dia un risultato solo: la certezza che prima o poi succede.
E in volo, si sa, basta una volta: una volta moltiplicato per la certezza, dà come risultato che se si vuole diventare vecchi, nulla deve entrare nel volo al di fuori del volo stesso.
Né il pesce al Cinquale, a meno che abbiate il coraggio di dire "Torno lunedì, perché adesso la meteo è brutta, né l'air show, a meno che non abbiate il coraggio di dire "Decollo alle 1500 LT come previsto anche se le Frecce ritardano e arrivano alle 1700 e non alle 1430", né la sagra del chiodo ribattuto, a meno che non sappiate dire "Compro solo un chiodino piccolo per ricordo e lascio là quel chiodone da venti chili perché non ci sto nel MTOW" (Il chiodo era uno scherzo, ma quel ragionamento qua con due prosciutti di Parma interi l'ho visto fare...).
Questo finché si vola in VFR sui nostri affarini.
Poi ci sono le macchine superiori e l'IFR, ma lì non è più la filosofia del volo per il volo. Lì si vola per lavoro e per far soldi e logicamente le cose cambiano e, altrettanto logicamente, difficilmente un pilota professionista si stacca dalla sua macchina dall'aeroporto di partenza a quello di destino, anche se in un giorno fa sei tratte. Vola e stop. Niente pesce, niente air show, niente chiodi ribattuti; ci pensa il datore di lavoro a farvi comportare esclusivamente da piloti, perché per questo vi paga.
Invece, fino a che si va in giro in cessnino, è meglio pensarci prima e considerare il volo nella sua interezza: da quando ci si alza dal letto per andare a volare, (anche alzarsi all'ora giusta per fare tutto con la necessaria calma è flight safety...), a quando si rimette l'aereo in hangar alla sera.
Magari poi, oltre a chiedere in segreteria i documenti della macchina, visto che in troppi aeroclub non sono imbarcati come la legislazione prevederebbe, si può anche pensare di farsi dare le doppie chiavi.
Hai visto mai? |
|  | | nuvola Moderatore


Numero di messaggi: 883 Località: Padova Data d'iscrizione: 30.07.09
 | Oggetto: Re: Massi'...son ragazzi...ovvero : puo' capitare a tutti.. Lun Dic 14, 2009 9:51 pm | |
| | deltagolf ha scritto: | | La professoressa Nuvola saprebbe spiegare meglio di me come Minimo per Infinito per Tantissimo dia un risultato solo: la certezza che prima o poi succede. |
La spiegazione di deltagolf è puntuale, precisa ed esaustiva. Non potrei aggiungere ulteriore rigore logico a un ragionamento così accuratamente espresso. Non so nulla o quasi di Flight Safety, se non quello che ho imparato qui in Cleartoland. Ma concordo pienamente e totalmente con le asserzioni di deltagolf.
La vita è una sola. Quando si perde quella, è perduto tutto. Alcuni avvenimenti dell'esistenza ce li impone il Destino e su quelli poco possiamo intervenire. Ma in molte circostanze possiamo scegliere con la Razionalità. La capacità di pensare, capire e ragionare è una risorsa potentissima che un essere umano ha a disposizione. E non solo per questioni di Flight Safety. _________________ I miei pensieri hanno bisogno di piste lunghe per decollare e di immenso spazio in cielo per volare...
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|  | | Ringhiotauro Bronze Wings


Numero di messaggi: 310 Età: 30 Località: Brescia Data d'iscrizione: 12.02.09
 | Oggetto: Re: Massi'...son ragazzi...ovvero : puo' capitare a tutti.. Mar Dic 15, 2009 12:09 am | |
| Grazie Strato, di cuore. Grazie perchè queste testimonianze fanno bene, soprattutto a pilotini della domenica come me. Grazie perchè non è facile raccontare i propri errori, soprattutto in un forum pieno di bravi piloti. .... .... ......ma soprattutto grazie perchè hai avuto la forza di scendere e rifare i controlli..... Un abbraccio al mio radioamatore preferito  |
|  | | Stratocaster Bronze Wings


Numero di messaggi: 109 Età: 47 Località: Verona Data d'iscrizione: 10.04.09
 | Oggetto: Re: Massi'...son ragazzi...ovvero : puo' capitare a tutti.. Mar Dic 15, 2009 2:13 pm | |
| @ Ringhio Oh...lo sai vero..? : quando vuoi, fai un salto qui che ti faccio giocare con le manopoline delle mie radio... ;-) @Delta Sai che condivido quanto hai esposto e come penso ti sia chiaro, e' proprio una questione di scelte e "soglie" di pericolo accettabili...: fermo restando che ritengo me stesso l'unico responsabile del casino che avrebbe potuto succedere, il lavoro deve essere fatto sulla persona : avrei semplicemente e freddamente dovuto fregarmene ( accettandone serenamente le conseguenze) di essere in ritardo, agendo come se non fosse cosi'... La scelta dell'aeroclub, questione spinosa assai, non e' mediata solo sulla distanza/ tempo per raggiungerlo, ma anche ( e se ho capito bene e' un problema che non ti "tocca"  ) sugli equilibri familiari che questa scelta va a toccare. Ti faccio un esempio : prima dell'aeroclub Verona, volavo a Legnago, pippandomi 120 Km di strada statale, totalizzando due ore abbondanti di strada, oltre che una quindicina di euro di spesa... Beh...ti assicuro che le due ore in meno di strada, per me significano poter volare e rimanere sposato, visto che altrimenti avrei dovuto consumare tutti i pomeriggi o giorni di ferie infrasettimanalmente durante l'anno per garantire un certo numero di ore volate. Ecco che, gli standard di sicurezza di Bosco, appaiono tutto sommato buoni in ottica "tempo", se si eccettua il turnover "strettamente" schedulato di un allievo ogni due ore... ah...avevo menzionato che a Legnago il turnover era di una sola ora ? Detto questo, ma il concetto non cambia, posso essere invece in disaccordo con l'Aeroclub ad avere 10 aerei a 4 posti al costo tra i 200 e 300 euro/ora, invece di toglierne un paio e inserire 2 o 3 C-150 per abbassare il costo orario e permettere quindi a tante persone di aumentare il numero di ore volate, cosa che, oltre a gratificare di piu' la gente, rende piu' sicuri ed esperti... : attualmente, dei 4 C-150 in dotazione, due sono in linea e due in officina....ma quelli in linea sono praticamente dominio degli allievi, che si accapigliano per prenotarli, soprattutto il fine settimana.. E non credo che a Monti o Trento le cose stiano meglio...anzi...molti vengono a VR a fare il corso e si iscrivono all'AC di Verona proprio per poter avere costi ridotti... A questo punto, l'elemento "trigger" dunque diventa la disponibilita' economica e io, che per la cronaca ho crashato l'auto 4 giorni fa (mi spiace JacoPilot, so che ti piaceva tanto...  ) so che dovro' allungare i tempi tra un volo e l'altro per restare dentro le spese....oppure, restare a casa. Certo..nessuno mi obbliga a volare ma la soglia di pericolo percepita, in questo momento e' ancora lontana dal livello rosso...: spero solo che quando non lo sarà più, avro' la freddezza di dire "stop".... Andrea |
|  | | | | Massi'...son ragazzi...ovvero : puo' capitare a tutti.. | |
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