Non è il mio lavoro e non sono pertanto in grado di fare commenti o illazioni; è gente preparata, quindi avranno seguito adeguate procedure.
Riporto ciò che mi lascia perplesso, così chi ne sa di più mi potrà dare chiarimenti:
1) Io ho capito che il radar credeva che fossero a una quota diversa e quindi non si è ovviamente preoccupato dell'altro traffico che, per il radar, era 4000 ft più alto.
2) Il traffico è visibile chiaramente al secondo 3.16 nel filmato (anche se immagino che l'HUD aiuti molto)
3) Da quel momento a quando il pilota dice "che è questo qua in mezzo che sta a passà" passano 41 secondi, infatti siamo al secondo 3.57.
4) Successivamente il pilota dice più volte che aveva il traffico in vista, ma lo giudicava più basso, tuttavia
a me personalmente sembra strano, perché:
4a) Il traffico per tutto il periodo in cui è in vista segue quasi perfettamente la linea di riferimento dell'orizzonte artificiale, quindi immaginare che sia 1000 ft sotto
a me risulta difficile;
4b) La frase "che è questo qua in mezzo che sta a passà"
a me suona come una sorpresa, come la frase di qualcuno che vede il traffico per la prima volta e non che lo sta seguendo da oltre quaranta secondi.
Di pressoché certo si potrebbe dire che nessuno dei piloti dei due traffici guardava fuori e questo per diverse decine di secondi, perché quaranta secondi per notare un traffico, valutarne la quota, la rotta e decidere la eventuale manovra di scampo senza tirarsi all'ultima frazione di secondo con una virata di oltre 90° di bank sono un tempo estremo.
E' normale questo? (E' una domanda, non una polemica)
Mi ha anche molto colpito che a bordo le comunicazioni tra operatori avvengano in lingua nazionale e non in inglese.
Credevo che a licenza di pilota militare e il conseguente comportamento a bordo prevedesse l'esclusivo uso della lingua inglese.
(Almeno nei paesi NATO... immagino che i russi parlino in russo!!)
Grazie Jacopo. Ho imparato qualcosa di nuovo sul volo militare.