Quasi non ci credo ancora.
Mi sveglio al mattino e penso: ma è accaduto veramente?
Poi sento l'emozione che ancora provo...
Sì, è proprio accaduto!
Sabato 10 aprile 2010 Jacopilot mi ha portata in volo!

Il mio primo volo... sono felicissima!
Il giorno prima le previsioni meteo che leggo mi fanno temere un ulteriore rinvio.
Il sabato mattina però c'è un bel sole.
Il volo è programmato per il pomeriggio, così vado ad assaporare la dolcezza delle ore d'attesa in campagna.
Guardo il cielo azzurrissimo assieme al pesco:

Guardo il cielo anche con il melo, più cauto con i boccioli:

Per sicurezza chiedo anche ai fiori del mio giardino che nel cielo si specchiano:

Tutti mi assicurano che il tempo reggerà per il mio volo. Bene!
Torno a Padova e fatico un po' a spiegare a Galileo che io vado a volare mentre lui deve rimanere a casa.
Dopo un po' Galileo si rassegna e decide di aspettarmi facendo un riposino sul divano.

Finalmente arriva il pomeriggio e vado in aeroporto.
Inizia la mia grande avventura!
I protagonisti principali:
BravoDelta
e il Comandante Jacopilot

C'è anche Paolo, la mia dolce metà, a condividere questa entusiasmante avventura.
Paolo è già stato in volo, ma su aerei di linea. Quindi è come se fosse la prima volta anche per lui!

Mentre iniziano i preparativi...

...io e BravoDelta ci guardiamo negli occhi.

BravoDelta è proprio bello!
Che motore lucidissimo...

I fili tutti ordinatissimi...

Così grande che non riesco neppure a inquadrarlo per intero!

I controlli continuano, precisi ed accurati. Seguendo pure un percorso stabilito.
Serbatoi, prese statiche, viti, tubo di Pitot...

Jacopilot ha l'agilità di un gattino nell'infilarsi sotto le ali. Invece Paolo fatica a stargli dietro...

Il Comandante ci spiega fin nei minimi particolari la procedura di controllo.

BravoDelta è bellissimo anche all'interno...

Ma... dove si trova il motivo e la causa di questo volo?
Nuvola, dove sei?
Eccomi qua!
Emozionatissima e con un desiderio ormai irrefrenabile di volare...

leggera e raggiante...

ma soprattutto felicissima!

Jacopilot è concentratissimo sulla check list.
Mentre segue con precisione la procedura mi spiega accuratamente quello che sta facendo.
Ma io mi perdo su tutti quegli interruttori...

Finalmente partiamo.
Finalmente stacco i miei piedini da terra.
Cinture, cuffia.
Via dall'elica!
Prova motore.
Torre di controllo.
Sono meravigliata della scioltezza dell'inglese di Jacopilot.
Ma sono attentissima a non perdere un solo secondo di quanto succede.
Eccoci in pista. Cerco di percepire il momento del distacco, ma non lo sento.
Siamo decollati in uno spazio che a me sembra brevissimo.
BravoDelta si è alzato in un attimo. Non ho avuto il tempo di accorgermene.
Chiedo conferma al Comandante: siamo già staccati da terra? Sì, mi risponde.
Guardo fuori e vedo tutto molto in basso. Chiedo ancora conferma: siamo molto in alto? Eh già, mi dice divertito Jacopilot.
Mi comunica anche la quota in piedi, ma io devo farmela tradurre in metri: circa trecento metri. Però!
Il mondo è laggiù, lontano...

Mi sento sospesa, ho l'impressione di essere immobile nello spazio.
Guardo ancora fuori, il mondo un po' sembra scorrere sotto di noi, ma poco.
Chiedo sempre conferma al Comandante. Mi assicura che ci stiamo muovendo.
Mi dice la velocità in nodi, che mi faccio ancora tradurre: circa 200 km/h.
Non sono mai andata così velocemente!
Mi sembra che anche il tempo si stia fermando.
Il mondo fuori è distaccato, piccolo e ininfluente.
Queste sensazioni mi piacciono molto.
Guardo ancora fuori il paesaggio.
Incredibile: vedo l'orizzonte! Quante poche volte nella vita quotidiana riesco a vederlo.
Purtroppo c'è un po' di foschia.

Guardo le case, le automobili, gli alberi: tutto piccolissimo!
Piccoli anche i tralicci. E non vedo i cavi...

Appena decollati, e già siamo sopra Abano!
In auto ci metto così tanto tempo!

I colli... che aspetto diverso dall'alto!

La rocca di Monselice. Siamo già a Monselice? Mi sembra incredibile.
E finalmente capisco cosa significa VFR! Jacopilot mi dice: vedi la rocca? Ora puntiamo là.
Le facciamo anche un giro intorno. Mi sembra di poter sfiorare la collina con le dita...
Traballiamo un po', e Jacopilot si affretta a rassicurarmi che si tratta solo di una leggera turbolenza dovuta alla vicinanza con la collina.
Così sperimento pure la turbolenza!

Torniamo verso Padova.
Passaggio basso in pista, così sento ancora Jacopilot parlare inglese con il controllore.
Andiamo verso la città, intanto io sposto l'attenzione dal paesaggio al pilota.
Jacopilot è proprio bravo. Osservo le sue mani sicure e delicate muoversi ai comandi.
E anche se non capisco niente ne percepisco la precisione.
Ora siamo sulla città.
Sorpresa! Ma quelli sono i palazzi dove abito io...
Mi sembra impossibile da qua di dover arrancare su 51 gradini per tornare a casa!

Il centro, con Palazzo della Ragione e le piazze.

Il Santo, riconoscibile dalle cupole.

Comunicazione importante di nuvola a Jacopilot...

E poi verso l'aeroporto. Ultimo sguardo al mondo dall'alto...

Sono molto curiosa di provare un atterraggio.
Lungo finale dice il Comandante al controllore.
Mi concentro, perché non voglio perdere il momento del contatto.
E invece non lo sento.
BravoDelta e Jacopilot si sono appoggiati così delicatamente che non l'ho percepito.
Ancora una foto al mio aereo preferito e al mio pilota preferito.

Un abbraccio e una carezza a BravoDelta che è già pronto per dormire con la sua copertina.

Un ultimo sguardo al sole che tramonta sull'aeroporto.
Le nuvolette all'orizzonte sono il preludio del brutto tempo.
In tarda serata arriverà un temporale.
Ma il tempo ha retto abbastanza per permettermi di volare.

Ora che sono a terra mi sento molto terricola.
Ho passato tutta la mia vita in due dimensioni: asse x e asse y.
Con questo volo ho aggiunto l'asse z.
Ho conquistato lo spazio!
Ma adesso?
Ci pensa Paolo a precedere i miei pensieri.
Mentre torniamo verso casa mi dice: è stato bellissimo... dobbiamo proprio organizzare qualche altro voletto!