
Preludio
Conosco il piccolo aereo rosso in una torrida sera d'agosto, proprio una di quelle sere in cui tutti gli esseri umani soffrono ancora per il calore e l'afa del giorno appena trascorso e io invece sto bene.
Complice dell'incontro è Jacopilot, che ritiene che tutte le strade di Padova passino vicino all'aeroporto e che proprio quella sera non resiste alla visione di un cancello aperto.
“Ti piacerebbe vedere un aereo da vicino?”
Domanda retorica! Non ho mai visto un aereo, se non lontano in cielo.
In pochi istanti siamo accanto ad un aereo, un aereo piccolo e rosso.
Rosso? Non ho ancora ammirato tutte le splendide foto di coloratissimi aerei in Cleartoland, per cui un aereo rosso mi riempie di stupore. Gli aerei grandi che volano alti sono grigio-chiaro, gli aerei militari che volano più bassi ma più veloci sono grigio-scuro, tutti gli altri aerei più piccoli e più lenti sono bianchi. Questo aereo rosso mette scompiglio nella mia classificazione mentale!
Ma ciò che mi sconvolge è vederlo piccolo e minuto. Questo aereo riesce ad alzarsi in volo? Mi sento perplessa e sbalordita.
I miei occhi inesperti lo vedono così leggero e la mia mente apprensiva lo percepisce così fragile che quasi non ho il coraggio di toccarlo. Neppure mi accorgo che sto esclamando ad alta voce: “E' piccolissimo!”, che subito incontro lo sguardo sorpreso e divertito di Jacopilot per la mia osservazione. “Ma che dici? E' un aereo di 700 Kg, forte e resistente!”. E per convincermi lo fa oscillare prendendolo per un'ala. Sto quasi per gridare di non fargli male, ma Jacopilot mi precede: “Vedi? E' addirittura costruito appositamente per resistere ai sobbalzi a cui lo costringono talvolta gli allievi ai primi voli.”
L'aereo sembra assecondare e accompagnare i movimenti, come se fosse dotato... di un'essenza vitale propria.
Eh, già! Finalmente vedo. Vedo con gli occhi quello che la mente da sola non è stata in grado di vedere. Adesso vedo che un aereo ha un'anima, come più volte avevo letto ma non avevo capito. E mi intenerisco pure osservando il piccolo aereo che sembra riconosce la mano del suo amico e si accoccola come un cucciolo per godere meglio le carezze.
Se fossi più attenta forse potrei anche sentire il loro colloquio:
Piccolo aereo rosso: “Hey, Jacopilot! Who are these people?”
Jacopilot:”Don't worry! They're friends.”
Ma sono troppo meravigliata per essere attenta.
“Vuoi provare a sederti dentro?” mi chiede Jacopilot. Appena seduta sento lo stretto contatto con l'aereo in quell'angusto abitacolo, una sensazione che mi ricorda un tenero abbraccio. “Accendo le luci?”, mi domanda Jacopilot, che ha lo stesso sorriso divertito e soddisfatto di un papà che sta facendo salire il proprio bimbo sulla giostra più bella del luna park. Improvvisamente tutto si trasforma, ad ogni interruttore che Jacopilot tocca, l'aereo risponde docile: strumenti illuminati, luci esterne, luce rossa interna, luci stroboscopiche. Mentre respiro sento anche il profumo dell'aereo, intenso e particolare. Ancora non so che ogni aereo ha un proprio odore individuale, esattamente come gli esseri umani. Nonostante le luci, l'aereo è sempre semi-addormentato. Eppure io mi sentirei pronta, come nei libri di fantascienza, per compiere il salto attraverso l'iperspazio e raggiungere Trantor, o per fuggire sul piccolo Terminus ai bordi della Galassia.
Jacopilot mi osserva in silenzio, forse sta aspettando che gli esprima qualche impressione.
Sono così emozionata che riesco a dirgli poche parole: “Solo ora capisco tante cose.”
“Eh, già!”, mi risponde lui.
Ci allontaniamo per uscire. Le lunghe ombre della sera hanno lasciato il posto al buio, ma quando mi giro un'ultima volta prima di varcare il cancello riesco ancora a intravedere il piccolo aereo rosso addormentato.
Così il pensiero di quel piccolo aereo rosso di tanto in tanto affiora nei lentissimi giorni del lunghissimo inverno. Alzo sempre gli occhi quando sento il rumore di un'elica per cercare in cielo una sagoma rossa, ma è sempre bianco l'aereo che vedo.
So però che prima o poi arriverà la primavera.

Briefing
Jacopilot: “Dove vuoi che andiamo per il tuo secondo volo?”
Nuvola: “Non ha importanza la destinazione. Portami pure dove vuoi. Avrei però una richiesta per quanto riguarda l'aereo, ma non so se è possibile.”
Jacopilot: “Prova a dirmi.”
Nuvola: “Mi piacerebbe andare a volare con quel piccolo aereo rosso...”
Mi interrompo, perché Jacopilot mi guarda molto perplesso.
Jacopilot: “L'addestratore?”
Addestratore non mi dice niente.
Nuvola: “Quell'aereo che mi hai fatto vedere quest'estate. E' possibile?”
Jacopilot: “Sì, lui. Ma certo che si può.”
Sguardo sempre più perplesso...
Jacopilot: “BravoDelta è bello.”
BravoDelta è l'aereo con cui siamo andati per il mio primo e unico volo.
Nuvola: “BravoDelta è bellissimo. Ma sto pensando da tanto tempo a quel piccolo aereo rosso...”
Jacopilot: “Allora va bene.”

Pre-volo
Il brutto tempo interrompe più volte il conto alla rovescia del mio volo tanto desiderato.
Quando finalmente torna il sereno, gli impegni della vita quotidiana diventano pressanti.
Jacopilot: “Quando vorresti iniziare ad emozionarti?”
Ho chiesto a Jacopilot di avvertirmi un po' di giorni prima del volo, perché mi piace assaporare l'emozione dell'attesa.
Nuvola: “Veramente io avrei già iniziato ad emozionarmi. Ho fatto male?”
Jacopilot: “Hai fatto benissimo. Allora, quando andiamo?”
Grande sospiro mio...
Nuvola: “Ecco, io pensavo che forse sarebbe meglio aspettare di essere entrambi più liberi dagli impegni.”
Jacopilot: “Quindi?”
Nuvola: “Quest'estate...”
Jacopilot: “Quest'estate sarò più impegnato di adesso... Andiamoci sabato, il sabato è fatto proprio per volare!”
Mi elenco mentalmente gli impegni di Jacopilot, almeno quelli che conosco.
Nuvola: “Aspettiamo che tu esaurisca le cose più urgenti.”
Jacopilot: “C'è sempre tempo per un volo. E poi, se aspettiamo, l'aereo non sarà più libero, perché gli allievi piloti devono fare l'esame con lui.”
Quasi cedo, così Jacopilot incalza:
Jacopilot: “Stai tergiversando perché hai paura, forse?”
Nuvola: “Ti sembro una persona che ha paura di volare?”
Jacopilot: “E io ti sembro un pilota che non trova il tempo di volare?”
Cerco di resistere. Anche a me dispiace dover attendere ancora.
Nuvola: “Non ho fretta. Aspetteremo di essere liberi tutti e tre: pilota, aereo e passeggera.”
La mia coscienza si sente tranquilla, la mia voglia di volare sta invece protestando energicamente dentro di me.
Quasi mi rammarico che Jacopilot non insista.
Ma per fortuna lui è molto tenace e molto determinato.
Qualche giorno dopo...
Jacopilot: “Domani è sabato e il tempo è ottimo.”
Nuvola: “Vorresti dirmi che si potrebbe andare a volare?”
Lo dico sorridendo e Jacopilot si illumina perché ha capito che ho già ceduto.
Jacopilot: “Eh, sì. E poi la settimana prossima l'aereo va in manutenzione...”
Potrei dire di aspettare che torni dalla manutenzione, tanto so che sono necessari solo pochi giorni. Ma me ne guardo bene...
Nuvola: “Bisogna per forza andare. Altrimenti dovremo aspettare tanto di quel tempo prima che lui torni dalla manutenzione...”
Jacopilot: “Eh, sì! Tanto tempo, troppo...”
Nuvola: “Ok. Allora domani andiamo.”
Vedo davanti a me la felicità fatta persona.
Jacopilot: “Telefono subito, così mi assicuro che l'aereo sia ancora libero.”
E io mi sento come una mamma che ha appena promesso al proprio bimbo di andare al luna park.
Per ravvivare la mia già grande emozione dell'attesa, Jacopilot mi spedisce una foto del piccolo aereo rosso.
Eccolo! E' lui!
LimaJuliet

Guardando la foto non capisco se sta decollando, atterrando o facendo altro ancora.
Ma è proprio lui, il piccolo aereo rosso

Volo
Convincere Paolo, mia dolce metà, che questa volta andrò a volare senza di lui non è difficile: mi basta ricordargli il nostro incontro estivo con LimaJuliet, per cui comprende il mio desiderio.
Molto più difficile è convincere Galileo che neppure questa volta lo porto con me.
Solo dopo una discreta quantità di coccole e carezze mi lascia partire, concedendosi nel frattempo un sonnellino in uno dei suoi giacigli preferiti.

Prima di arrivare in aeroporto cerco uno specchio per controllare di essere in ordine. Purtroppo il vento increspa la superficie...

Un pensiero un po' scuro mi incupisce la mente: cosa farò quando Jacopilot si stancherà di portarmi a volare?

Beh, non ci penso ora e mi concentro sulla strada per raggiungere l'aeroporto.
Sono la prima ad arrivare, anche se sono in ritardo sul mio solito anticipo.
Poi arriva Jacopilot. Lo saluto con il consueto “Comandante, buongiorno!”, che lo mette di buon umore. Ma lui è già felice, perché è appena stato in volo con degli amici.

Presentazioni.
Gli amici un po' si intimoriscono.
Così Jacopilot sdrammatizza con una battuta: “Eh, l'ho proprio rovinata e fatta diventare un'appassionata del volo!”
Anch'io rassicuro tutti: “Non allarmatevi, che io sono buona.”
Forse però la mia stretta di mano è un po' troppo energica.

Un rapido calcolo, e scopro che siamo ben quattro utenti di Cleartoland.
Un micro-raduno padovano, del tutto spontaneo!
Arriva LimaJuliet! Jacopilot è il primo ad accorgersene. Sicuramente avrà riconosciuto il rumore familiare dell'elica da molto lontano.
E io finalmente vedo quell'aereo volare.
Bellissimo!

Tutti stanno chiacchierando attorno a BravoDelta, così io ne approfitto per avvicinarmi a LimaJuliet.
Cerco di combattere la mia timidezza...
Nuvola: “Ciao, LimaJuliet!”
LimaJuliet: “Ciao, nuvola!”
Non riesco a evitare di arrossire! Mi conosce?

LimaJuliet sembra leggere i miei pensieri: “Ci siamo conosciuti l'estate scorsa, ti ricordi?”
Come potrei dimenticare...
La mia timidezza continua a colpire...
Nuvola:”Bellissima giornata oggi, serena e senza vento...”
Ci raggiunge Jacopilot, forse preoccupato del nostro confabulare.
Jacopilot: ”Hey, LimaJuliet! What are you trying to do with my pax?”
LimaJuliet: “We were talking about the weather. I'm ready to go...”
Jacopilot: “We will try to go as soon as possible, but my pax is slow.”
LimaJuliet: ”Slow?”
Jacopilot: ”Very slow, too much slow!”
LimaJuliet: ”

”
Non capisco cosa si sono detti, perché parlano troppo velocemente. Certo qualcosa di spiritoso, dal momento che stanno ridendo entrambi.
Nuvola: ”Il metar...”
Jacopilot: “L'ho appena guardato io. CAVOK ovunque...”
Nuvola: “Il piano di volo...”
Jacopilot mi guarda rassegnato: “Adesso compiliamo il piano di volo. Andremo a vedere il mare.”
Siamo appoggiati sull'ala di BravoDelta, che non si è risentito per non essere lui a portarmi a volare.
A scanso di equivoci, Jacopilot non sta firmando autografi, sta proprio compilando un piano di volo...

E che piano di volo!

Jacopilot è precisissimo e accuratissimo nei preparativi, ma troppo veloce per i miei ritmi lentissimi. Io sto ancora cercando di capire come si vede che il primo bullone sull'ala è fissato, che lui è già arrivato all'altra ala. Torna indietro, cerca di rispiegarmi, poi riparte di nuovo veloce indicando via via con la mano: fissato, fissato... libero, libero... tutto a posto.
Saliamo.
Check list, ma io continuo ad arrancare per seguire tutto.

Chiavi? Si ricorderà Jacopilot dove le ha appoggiate? Ovviamente sì...
Arco verde, lo sento dire.
Guardo gli stumenti, forse questo lo capisco.
Si parte!
Abbiamo pure gli amici che ci salutano.

Purtroppo, anche oggi c'è foschia.

Come già mi aveva avvertito Jacopilot, siamo senza cuffia. Ma io quasi non mi accorgo del rumore del motore e dell'elica, tranne quando cerchiamo di dirci qualcosa. Per capirci dobbiamo avvicinarci e gridare forte.
Non parliamo molto. Jacopilot è sereno e rilassato. E io mi sto godendo il volo.
Anche questa volta sento la sensazione di distacco dal mondo che scorre in basso. Ancora quella piacevole sensazione che ormai sento familiare di sospensione nello spazio e nel tempo.
Sotto un'ala protettiva, cerco di scorgere l'orizzonte.

La laguna...
Mi sembra anche di intravedere l'eterna lotta tra uomo e natura.

Non resisto e scatto una foto alla mano del pilota, che non capisce e mi guarda un po' perplesso.
“Tre dita, come dice deltagolf.”

Allora capisce e sorride.

Chioggia. Non ci sono mai stata.

Qui non so dove siamo. Queste case sono in mezzo all'azzurro del mare e al turchese della laguna.

Cielo e mare sembrano confondersi. L'orizzonte quasi non si scorge.
Azzurro, colore della lontananza.

Quanti alberi! Pensavo non potessero crescere così vicini all'acqua salata.

Siamo arrivati al lido. Almeno credo...

Prato, alberi, mare e cielo. Qui l'Uomo sembrerebbe non esistere neppure.

Jacopilot lascia che l'aereo voli da solo.
“Lui è fatto per volare”, mi spiega.
Ma c'è uno sguardo di intesa fra lui e l'aereo, come testimonia l'immagine nello specchio.

Il sole sta scendendo, anche se il tramonto è ancora lontano.
Jacopilot insiste sempre per organizzare i voli verso sera.
“Ti piace volare la sera, vero?” gli chiedo.
“E' il momento migliore”, mi risponde.

Stiamo già tornando. Riconosco Prato della Valle, ben visibile.

Ci stiamo abbassando.
Ultima occhiata al mondo visto dall'alto...

“Ci hanno anche illuminato la pista”, mi fa notare Jacopilot.
Poi si concentra sull'atterraggio.
Qualche foto ricordo.
Il piccolo aereo rosso...

L'abbraccio con LimaJuliet...

I due protagonisti, stanchi ma soddisfatti...

Nuvola: “Ma, il debriefing...”
Jacopilot: “Non ci siamo persi.”
Nuvola: “Tutto qui?”
Jacopilot: “Il volo è stato bellissimo. Non è necessario altro. Tu vuoi aggiungere qualcosa?”
Nuvola: “Questa volta, nessun attacco di chinetosi e nessuna lacrima di commozione. Sto migliorando!”
Jacopilot: “Ottimo!”

Post-volo
Il ritorno in due dimensioni per me è quasi traumatico. Devo concentrarmi per guidare l'auto mentre torno verso casa. Lentamente sopraggiunge la quotidianità, con il suo fardello di impegni, pensieri, preoccupazioni, talvolta dolori.
Un bel salto attraverso l'iperspazio...
Cosa sceglierei tra Trantor e Terminus? Nessun dubbio: Terminus.

Debriefing
Ho anche la risposta ai miei pensieri cupi. Cosa farò quando Jacopilot si stancherà di portarmi a volare? Semplice: non succederà, perché ci sarà pur sempre un aereo quando andremo a volare...

Epilogo
Questa volta devo rispettare il copyright.
La foto iniziale di LimaJuliet è di Jacopilot.
Le foto più belle sono di Luca_m1.
Tutte le altre foto sono di nuvola.

Ringraziamenti
Grazie a Jacopilot, che mi ha portata a volare.
Grazie a LimaJuliet, che mi ha sostenuta con le sue ali.
Grazie a Paolo, che ha assecondato il mio desiderio.
Grazie a Luca_m1 per le splendide foto.
Grazie all'Admin che mi ha concesso di scrivere "a discrezione", e che quando gli ho chiesto cosa significa a discrezione mi ha risposto: "Quanto vuoi!

"