Non è per errore che posto questo filmato in Flight Safety invece che in incidenti aerei.
Credo che tutti voi o quasi lo abbiate già visto, dato che ha rapidamente fatto il giro del mondo.
Non è di questo incidente in particolare, o del paracadute balistico che ha indubbiamente salvato la vita del pilota, che voglio parlare, ma degli insegnamenti che se ne possono trarre.
Come è evidente, la semiala si spezza in un momento di apparentemente non eccessiva sollecitazione, considerando il tipo di aereo che è sicuramente in grado di incassare ben superiori carichi aerodinamici.
Cosa è successo?
Boh... non lo so... lo stabilirà l'inchiesta. Tra le varie ipotesi è possibile che il cedimento possa essere dovuto a qualcosa accaduto in precedenza, come se la struttura dell'aereo fosse stata messa a dura prova durante una delle manovre già eseguite, magari troppo tirate persino per un aereo così.
Naturalmente questa è solo una delle mille chiavi di lettura possibili ma, come ripeto, non è questo incidente che voglio analizzare né potrei farlo: ci sarà un'inchiesta al riguardo.
Il filmato però offre l'occasione per ribadire una cosa importante per la flight safety: ogni volta che portiamo un aereo fuori dal proprio inviluppo di volo, esponiamo la macchina al rischio di cedimenti strutturali e non è detto che se la macchina non ha ceduto in quel momento, poi non lo faccia più avanti.
Questo vale (forse) per l'acrobatico avanzato del filmino, ma vale per ogni macchina che vada per aria, che ha precisi limiti operativi e strutturali.
Sareste contenti se mentre pilotate un C172 vi partisse una semiala perché il pilota prima di voi ha fatto i numeri per mettere poi il filmino su youtube?
Immagino di no...
Ecco, allora evitiamo di farlo anche noi, qualunque licenza, qualunque numero di ore di volo e qualunque esperienza possiamo avere in tasca.
Se l'aereo non si è rotto tra le nostre mani non è detto che non lo farà tra quelle del prossimo malcapitato.
Quindi occhio ai limiti, occhio ai manuali e occhio a dove si prende un aereo a nolo: dove ci sono poche regole, prima o poi qualcuno infrange anche quelle poche... e il prossimo su quell'aereo potrebbe essere proprio uno di noi.
Occhio dove c'è gente che si vanta di fare numeri: il fatto stesso che venga tollerato lo sproloquio significa che non c'è particolare attenzione a certe problematiche e non sarà per forza un balistico a salvarci, anche se ne abbiamo uno, perché dove ci sono poche regole non è poi così sicuro che tutto funzioni come si deve, balistico compreso...
In campana e se un giorno, anche senza avere cercato rogne volontariamente, vi rendeste conto di avere tirato la macchina un po' troppo, o se vi capitasse di fare un atterraggio da schifo, invece di fare finta di niente andate al volo a dirlo in officina; è il minimo che dovete a chi vola dopo di voi.
Uno che conosco (

) siccome è noioso fino alla morte nei controlli pre-volo un giorno trovò un semi-stabilizzatore che a suo parere non era ben saldo.
Smontato il pezzo fu facile trovare una flangia di attacco criccata: bastò forzarla con una pinza perché si spezzasse.
Ma nessuno e poi nessuno aveva messo giù duro quella macchina, nessuno e poi nessuno aveva fatto numeri e la macchina era fresca di revisione.
Peccato che quel tipo che conosco fosse così pignolo... se fosse stato più allegrone avrebbe scoperto come vola un monomotore senza mezzo stabilizzatore (il dx, per precisione).
Però non ha dimenticato il fatto e se un giorno avesse il piacere di reincontrare chi volò prima di lui su quel monomotore e poi si defilò alla chetichella, sarà lieto di tenergli una lezione di farmacologia, per dimostrare che i pezzi di flangia di attacco possono essere efficacemente utilizzati quali stimolanti della peristalsi di particolari fasce della muscolatura liscia dell'organismo umano.