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| | Miniaeroporti a rischio chiusura | |
| | Autore | Messaggio |
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deltagolf VIP


Numero di messaggi: 3871 Età: 55 Località: LSZL Data d'iscrizione: 03.02.08
 | Oggetto: Miniaeroporti a rischio chiusura Mer Nov 10, 2010 12:43 pm | |
| Da Lampedusa ad Aosta, le piccole città reclamano il loro aeroporto...ma dal punto di vista economico non è un grande affare
Scali a rischio in Italia
Lampedusa, pur appartenendo geograficamente all’Africa, è il punto più a sud dello Stato italiano. È un minuscolo paradiso naturale con scogliere spettacolari e un clima da sogno. L’isoletta non ha voluto farsi mancare il suo aeroporto, con una pista larga 45 metri e lunga 1.800, cioè un sesto della lunghezza totale di Lampedusa, pari a 12 chilometri (3 chilometri invece la larghezza). D’inverno i 6.166 residenti dell’isola sono serviti da 34 voli di linea a settimana: quattro voli al giorno (due atterraggi e due decolli) che la collegano con Palermo e sei a settimana con Catania.
IL CROLLO DEI PASSEGGERI - Più intenso il traffico estivo, grazie soprattutto all’arrivo di turisti per le vacanze. Con un totale di 3.651 aerei che transitano dallo scalo isolano nell’arco di 12 mesi. Ma un numero di passeggeri che, secondo i dati Enac aggiornati al 31 maggio 2010, nel tempo sono diminuiti scendendo dai 205.903 del 2005 ai 196.604 del 2006 e ai 188.708 del 2007, tutti partiti o decollati dall’unica pista dell’aeroporto.
24 AEROPORTI DI TROPPO - Non a caso le società Nomisma, One Works e Kpmg, su commissione dell’Enac, hanno messo a punto un documento per la riorganizzazione del sistema aereo nazionale. Che dopo avere studiato il problema sotto tutti i punti di vista, giunge a una conclusione: in Italia ci sono 24 aeroporti di troppo. Cioè, per l’esattezza Aosta, Cuneo, Albenga, Bolzano, Brescia, Parma, Forlì, Rimini, Ancona, Siena, Elba, Grosseto, Perugia, Pescara, Roma Ciampino, Foggia, Salerno, Taranto, Crotone, Reggio Calabria, Comiso, Pantelleria e Tortoli. Piste senza passeggeri - a Siena ne transitano non più di mille l'anno - o con scarse potenzialità di crescita come Ciampino. Che riceve ogni anno dallo Stato circa 2,5 milioni di euro di sovvenzioni, senza di cui non potrebbe sopravvivere. Secondo la ricerca voluta dall’Enac, ciascun aeroporto necessiterebbe di un traffico minimo di 500mila persone l'anno per sperare di arrivare all'equilibrio economico.
CONFRONTO CON L’EUROPA – Mentre secondo una ricerca dell’università Bocconi, che ha messo a confronto Italia, Spagna, Germania, Francia e Inghilterra, il nostro è il Paese con il sistema aeroportuale più frammentato. L’Italia è ultima per quanto riguarda le quote di mercato del suo aeroporto più grande (Fiumicino), ma prima per quanto riguarda la quota di quelli secondari, da cui parte il 50% dei voli, contro il 32% dell’Inghilterra.
Fonte: http://it.viaggi.yahoo.com/p-promozione-3360140; IlSussidiario.net
Ecco un articolo che mi fa rabbrividire; chiunque sia del settore sa bene che abbiamo un numero di aeroporti addirituttura risibile in confronto alle nazioni europee più sviluppate, che diventa realmente ridicolo se facciamo il rapporto aeroporti/abitanti/superficie della nazione. Chiunque abbia volato in Svizzera, Francia, Germania, UK, Danimarca e chissà dove altro, sa bene che in quelle nazioni c'è un aeroporto ogni venti metri.
Se a questo parametro aggiungiamo quante movimentazioni avvengono mediamente sui nostri aeroporti "minori" e quanti su quelli stranieri, c'è da mettersi le mani nei capelli.
Certo, fino a che consideriamo "aeroporti" solo gli aeroporti dove vola la linea e consideriamo "movimentazioni" solo quelle della linea, perché l'aviazione generale viene vista come un gioco per arricchiti da spazzare via il prima possibile, allora dobbiamo dare ragione al giornalista che ha scritto l'articolo e ai ricercatori della Bocconi.
Quando finalmente ci renderemo conto che l'AG è una grande fonte di ricchezza economica, culturale, una possibilità di movimentazione eccellente, una possibilità di riportare nel bel paese non so quanti turisti che oggi finiscono in Croazia, Spagna, Francia, Grecia, un'indispensabile strada per velocizzare le relazioni di lavoro, un indispensabile mezzo per decongestionare i pochi aeroporti "veri" e di conseguenza le strade e le città circostanti, per distribuire invece i traffici laddove sono richiesti, allora forse capiremo il valore, la preziosità e anche l'orgoglio che dovremmo avere nei confronti degli aeroporti cosiddetti "minori" e nei confronti dell'aviazione generale e di quegli ormai pochi che a questa branca del volo si dedicano, mettendoci dentro professionalità, cuore, caparbietà e, non ultimo, denaro.
Nel resto d'Europa l'hanno capito da un pezzo. Da noi, invece, si salvi chi può, perché se non arrivano 500 pax diretti a Sharm tre volte all'ora, chiudiamo bottega che si fa prima e l'opinione pubblica applaude.
Grazie a Chi mi ha fatto nascere vicino al confine, così volo in un paese dove gli aeroporti sono guardati con orgoglio, l'AG è agevolata nel suo ruolo di indispensabile mezzo di sviluppo di un paese, non solo economico ma anche culturale.
A tutti gli altri, auguri, soprattutto a chi vola, vive e svolge la propria professione aeronautica ad Aosta, Cuneo, Albenga, Bolzano, Brescia, Parma, Forlì, Rimini, Ancona, Siena, Elba, Grosseto, Perugia, Pescara, Roma Ciampino, Foggia, Salerno, Taranto, Crotone, Reggio Calabria, Comiso, Pantelleria e Tortoli.
Se un giorno, Dio non voglia, perderete il lavoro, sapete a che mentalità dire grazie. |
|  | | Jacopilot Admin


Numero di messaggi: 2990 Età: 22 Località: Padova Data d'iscrizione: 01.02.08
 | Oggetto: Re: Miniaeroporti a rischio chiusura Mer Nov 10, 2010 1:12 pm | |
| Pazzesco...perchè non ci mettiamo a fare il conto di quante stazioni ferroviarie minori sono in passivo? _________________ www.cirrusaircraft.it Boeing 737-800NG First Officer Improvvisamente mi risvegliai e con mio grande sollievo scoprii di non avere la terra sotto i piedi  |
|  | | Lolo1989LIPT Gold Wings


Numero di messaggi: 785 Età: 23 Località: Vicenza Data d'iscrizione: 22.09.08
 | Oggetto: Re: Miniaeroporti a rischio chiusura Ven Nov 12, 2010 1:52 pm | |
| Impressionante questo articolo. Comunque tra quegli aeroporti ci aggiungerei anche Vicenza, che è già stato cancellato dal territori vicentino (grazie ai politici che vedono il volo solo come il Jumbo) per lasciare spazio ad una base militare e ad un progetto di parco naturale dove molto probabilmente la malavita farà da sovrana. In Italia la mentalità è vecchia. Basta guardare chi ci rappresenta e chi prende le decisioni. Grazie a questa mentalità vecchia l'italiano medio pensa ancora che l'aereo sia per i ricchi, che sia pericoloso. Tutti coloro che prendono queste decisioni sul chiudere gli aeroporti non hanno ancora capito che l'aviazione non vuol dire solo il 747. Anche un C150 fa aviazione. Il risultato di tutto ciò: aeroporti con piste enormi dove vengono investiti milioni e milioni per le compagnie aeree e per la sicurezza che si vedono passare sul finale gli ultraleggeri che non sono in contatto con nessuno e nn hanno transponder; ultraleggeri di chi si è stufato di volare con l'aviazione generale e ha scelto (a questo punto direi in maniera intelligente) di volare con l'ultraleggero passando attraverso CTR, TMA, ATZ ecc senza porsi il minimo problema. Questo sistema rende l'aviazione civile molto insicura secondo me. Ci si ritroverà con una grande TMA di classe Alpha che ricopre tutta l'Italia e i Jet di linea che saranno costretti a schivare gli ultraleggeri a vista per evitare catastrofi. |
|  | | deltagolf VIP


Numero di messaggi: 3871 Età: 55 Località: LSZL Data d'iscrizione: 03.02.08
 | Oggetto: Re: Miniaeroporti a rischio chiusura Ven Nov 12, 2010 7:40 pm | |
| | Lolo1989LIPT ha scritto: | | Ci si ritroverà con una grande TMA di classe Alpha che ricopre tutta l'Italia |
Beh, se consideri:
L'impossibilità di fatto di attraversare buona parte degli spazi aerei controllati; L'impossibilità di volare a quote di sicurezza decorose (sempre che si voglia volare nella legalità); La quasi impossibilità di trovare la LL100 (e dove c'è di non pagarla come il sangue di un martire); I costi che si devono sopportare per atterraggi ed handling, pagando spesso servizi che non si ricevono o servizi che servizi non sono, ma impedimenti che dilatano in maniera assurda i tempi aeroportuali; Le pastoie burocratiche per entrare ed uscire dagli aeroporti; E tutta l'altra milionata di difficoltà che tutti conosciamo bene...
si può tranquillamente dire che anche se non è stato ancora ufficialmente disegnato, in realtà lo spazio Alpha che ricopre il bel paese esiste già di fatto.
D'altra parte:
Quanti stranieri vengono con macchine di AG in Italia? Quanti stranieri vanno invece con macchine di AG in Svizzera, Germania, Francia, Spagna, Croazia, Grecia, UK, Scandinavia, Austria, ecc. ecc? Quanti italiani non volano più in Italia (Io per primo)? Quanti italiani non immatricolano più le proprie macchine in Italia?
Lo spazio Alpha esiste già, ma è peggio ancora di uno spazio Alpha "vero", perché uno spazio Alpha vero proibisce solo il VFR, ma in IFR ci passi. La situazione italica di fatto rende impossibile tutta l'AG. |
|  | | Lolo1989LIPT Gold Wings


Numero di messaggi: 785 Età: 23 Località: Vicenza Data d'iscrizione: 22.09.08
 | Oggetto: Re: Miniaeroporti a rischio chiusura Ven Nov 12, 2010 8:49 pm | |
| Hai pienamente ragione Delta. Questo argomento secondo me è molto importante per l'Italia. Spero che gli utenti di Cleartoland commentino questo articolo. Sono curioso di sapere cosa pensiamo noi, ormai pochi, sostenitori dell'AG in Italia. |
|  | | nuvola Moderatore


Numero di messaggi: 883 Località: Padova Data d'iscrizione: 30.07.09
 | Oggetto: Re: Miniaeroporti a rischio chiusura Lun Nov 22, 2010 9:25 am | |
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|  | | deltagolf VIP


Numero di messaggi: 3871 Età: 55 Località: LSZL Data d'iscrizione: 03.02.08
 | Oggetto: Re: Miniaeroporti a rischio chiusura Lun Nov 22, 2010 11:10 am | |
| Credo che alla fine la decisione spetti all'ENAC, Ente Nazionale Aviazione Civile, però il problema non risiede in chi fisicamente metterà un timbro od una firma.
Il problema è culturale, prima di tutto. L'attore finale, cioé il funzionario ENAC, altro non fa che porre il sigillo a quanto si è concretizzato in seguito ad un lungo percorso che comincia a livello capillare nella cultura nazionale, che sopporta il caos del traffico, ma non il rumore di un cessnino, che tollera milioni di tubi di scappamento incolonnati verso il mare, ma addita un PA28 in volo come fonte di inquinamento insopportabile, che guarda con indifferenza alla più elevata obesità infantile in Europa, ad una delle più basse percentuali di accesso alle pratiche mediche preventive, ad una delle più elevate percentuali di automobilisti senza cinture di sicurezza allacciate, ma poi vede un pericolo mortale nel TB9 che decolla dal prato di fianco.
Poco importa chi fisicamente emette l'ordine di chiusura di un aeroporto; è l'ignoranza il vero nemico dell'AG, degli aeroporti e del volo in genere e, per la verità, non è che si possa dire che noi, gente dell'aria, a qualunque livello svolgiamo la nostra attività aeronautica facciamo granché per combattere questo problema.
Siamo spesso noi i primi a non farci riconoscere come seri professionisti e quasi a vergognarci nel dire che abbiamo rinunciato ad un volo perché la meteo non ci piaceva, perché saremmo stati oltre il MTOW, perché non ci sentivamo di attraversare quello spazio aereo così trafficato. Siamo spesso noi i primi a non farci riconoscere come seri professionisti, ma come spavaldi gradassi, che si fanno belli di avere violato le regole, di avere trascurato le norme di sicurezza, di avere trovato italicamente la scappatoia per aggirare una difficoltà.
Se ad esempio un cacciatore, invece di dirmi che prima di premere il grilletto valuta attentamente quale sia il suo bersaglio e spara solo quando è ben sicuro di ciò che fa, mi dicesse che è bravo perché spara a tutto ciò che si muove, penserei che è pazzo e nella mia mente sarebbe subito evocata l'immagine di qualche povero diavolo impallinato per errore.
Troppi di noi si comportano come quel cacciatore che l'unica cosa che caccia sono le balle e, se fossi un non addetto ai lavori, francamente, comincerei a pensare anch'io che gente che ragiona così probabilmente è pericolosa, se non pazza da legare e prima ce ne liberiamo meglio è.
Per il volo, questo sta già succedendo.
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