Sempre in bilico il futuro di Alitalia, ma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ***, intravede spiragli per un ormai insperato lieto fine dopo il vertice di questa mattina con i sindacati. «Il governo intende riconvocare i sindacati entro la prossima settimana per verificare concretamente le condizioni dell'intesa», ha fatto sapere Letta attraverso una nota. Poi, in una conferenza stampa, *** si è espresso sull'incontro: «Do un giudizio positivo. Si tratta di un passo in avanti in una vicenda molto complessa e delicata».
Insomma, il governo si gioca le ultime carte con Air France-Klm e la prossima settimana vorebbe presentare un nuovo piano al numero uno della compagnia parigina, Jean-Cyril Spinetta. «Smaltiamo le tossine delle elezioni politiche: siamo in una cristalleria e ogni mossa può rompere tutto ma c'è la disponibilità a una seconda occasione, la porta Air France si può riaprire» ha detto Letta durante l'incontro con i sindacati. Certo, bisognerà vedere come finirà la competizione elettorale di domenica e lunedì. Sulla sponda opposta dello schieramento politico si starebbe lavorando alacremente alla creazione della finora fantomatica cordata annunciata dal leader del ***.
Secondo fonti consultate dal quotidiano Il Riformista «si attende solo l'avallo politico del nuovo governo e il naufragio della trattativa con Air France». I nomi? «Giorgio Squinzi, presidente di Federchimica e patron del gruppo Mapei, il gruppo Radici che si era già detto interessato al comparto cargo. Il gruppo MyChef oppure Alberto Bombassei, vice-presidente di Confindustria oltre che ad e presidente di Brembo». Così il giornale diretto dall'ex senatore del *** In una nota successiva al vertice *** ha poi precisato che «il Governo esprime la volontà di svolgere un ruolo attivo perché si determini una seconda opportunità che conduca alla conclusione della trattativa» con Air France-Klm. Palazzo Chigi, auspicando che «venga colta questa seconda opportunità», intende «riconvocare i sindacati entro la prossima settimana per verificare concretamente le condizioni dell'intesa».
Il sottosegretario è ancora convinto che «l'acquisizione da parte di Air France-Klm avviene con condizioni finanziarie onorevoli (al prezzo concordato vanno aggiunti il riscatto del debito e gli investimenti attraverso l'aumento di capitale di rischio, ndr) e con un piano industriale che assicura la continuità e, nel futuro, l'espansione della compagnia di bandiera italiana».
Quattro gli obiettivi indicati: «Assicurare al Paese un adeguato sistema di trasporto aereo che ne aiuti l'espansione attraverso la sua apertura e la sua connessione con il resto del mondo; rispondere all'ansia dei lavoratori e delle loro famiglie, di tutti i lavoratori; offrire al cittadino-viaggiatore maggiori opportunità, servizi migliori e costi più contenuti; garantire, attraverso un'adeguata politica del trasporto aereo, un'equilibrata "armonia territoriale" del Paese». L'esecutivo, ha spiegato ***, «si è impegnato nel raggiungimento di questi obiettivi» e non vuole venire meno agli impegni stessi proprio quando si sente vicino «alla grande opportunità che da tempo il sistema Italia aspetta nel settore del trasporto aereo. Il rammarico, semmai, è che se questo obiettivo fosse stato conseguito anni fa, le condizioni sarebbero state ben migliori».
La risposta dei sindacati: il governo intervenga direttamente nella trattativa con Air France e nel frattempo conceda un prestito ponte alla compagnia che consenta di aver il tempo sufficiente a condurre un confronto vero. «Se il governo - ha detto il segretario generale della *** riconosce che le questioni di merito (aerei di lungo raggio, integrazione di Az Servizi nel perimetro Alitalia e struttura della governance) sono sensate, le formalizzi e partecipi alla ricerca di soluzioni così che ci si possa proiettare con questi impegni al dopo elezioni». *** ha aggiunto che «prima ci vuole una piena assunzione di responsabilità che specifichi il ruolo dello Stato italiano e gli strumenti per intervenire nello sviluppo del trasporto aereo» chiedendo «quanto conterà il governo nelle decisioni del vettore aereo nazionale».
Sul prestito ponte si è espresso a stretto giro il ministro dello Sviluppo economico -***: Palazzo Chigi concederà un prestito ponte per l'Alitalia solo se ci sarà una sponda per un'intesa con Air France, anche perché su eventuali aiuti di stato veglia l'Unione europea. «Dopo 20 anni di perdite - avrebbe detto il ministro secondo quanto riferiscono fonti presenti all'incontro - i rapporti di forza sono quelli che sono. Siamo a un passaggio urgente e il ruolo del governo è a valle di un'intesa. Non vogliamo lasciare a casa nessuno».
In Borsa il titolo Alitalia (scambiato in un'unica fase d'asta) ha visto oscillare il prezzo teorico da -11% a +1,27% dopo le parole di Letta. Il quale ha comunque ricordato che se la liquidità dell'Alitalia si sta esaurendo la Commissione europea impedisce l'immissione di nuovi fondi pubblici nella compagnia. Mercoledì le azioni del vettore tricolore avevano chiuso con un tonfo del 21% dopo uno stop alle negoziazioni durato 4 giorni. Passati di mano 4,2 milioni di pezzi a fronte di una media giornaliera di 16,9 milioni nell'ultimo mese.
Il Sole24 Ore