Per evitare di andare Off Topic nella parte dei racconti, apro un post qui che è più indicato.
Alcuni di voi chiedevano se è possibile fare ghiaccio d'estate, la risposta è si.
Nel caso in cui, con motori a pistoni poco performanti, si lavori a basse pressioni di alimentazione per esempio (MAP) la valvola lavora in posizioni di apertura inferiori al 50% nelle quali la formazione di ghiaccio è molto facile.
Per questo motivo nei manuali di volo si raccomanda di lavorare bene con l'aria calda al carburatore.
Vorrei ricordare che non sono solo le basse temperature che inducono alla formazione di ghiaccio, basta per esempio una forte umidità, un terreno bagnato, forti precipitazioni per fovirire la formazione di ghiaccio e le peggiori condizioni di funzonamento del motore.
Per finire questo breve Post vorrei inoltre ricordare che essendo la presa d'aria del carburatore, di fatto un Tubo di Venturi, l'aumento della velocità e la diinuzione della pressione inducono una caduta di temperatura che può superare di gran lunga i 15°C tra l'OAT e la temperatura dell'aria che realmente finisce nel carburatore.
Per portarvi un esempio il manuale del Robinson 22 prevede che venga applicata tutta aria calda quando:
- Avviene la messa in moto su una superficie bagnata o in condizioni di forte umidità;
- Quando si opera con pressioni di alimentazione ineriori a 18 pollici;
- Quando la messa in moto avviene con una temperatura esterna inferiore ai 15°C è obbligatorio eseguire il riscaldamento con tutta aria calda per prevenire la formazione di ghiaccio.
Detto questo, resto a disposizione.