Posto qua di seguito, dopo avere occultato i nomi e ogni altra cosa che renda individuabili i protagonisti della vicenda, la storia che ha pubblicato un amico pilota relativa a un suo volo.
Credo che sia un buon esempio che fa capire perché i fondamentali vanno imparati anche quando sembrano cose dei tempi andati, perché le regole vanno seguite sempre e comunque anche quando sembrano solo menate e perché l'addestramento va reiterato fino alla noia anche dopo il conseguimento delle licenze, come dico sempre: un volo di piacere e un volo di lavoro, come se si avesse l'istruttore di fianco.
L'imprevisto è sempre dietro l'angolo: un doppio malfunzionamento è considerato quasi impossibile, vero? Bene, questo amico ne ha avuto uno triplo: VOR, ADF e GPS, ovviamente nelle condimeteo peggiori.
Se è tornato a casa è perché al momento del bisogno si è ricordato di chi gli aveva insegnato a navigare con bussola e orologio, perché lui aveva seguito le regole di una corretta pianificazione e aveva a bordo carte e tutte le menate che adesso si lasciano a terra tanto c'è il cosciale col GPS e perché lui aveva continuato ad allenarsi in merito, senza fidarsi troppo delle diavolerie elettroniche.
Buona lettura e fatene tesoro.
Quel giorno, io e l'amico (omissis), decidemmo di fare un volo tutt'altro che semplice: andata e ritorno (omissis)-Parigi interamente VFR con un "vecchio" S205 fornito di tips alari. Il volo venne preparato minuziosamente a tavolino; per rendere le cose più semplici decidemmo di usare anche il GPS di (omissis).
Andò tutto molto bene, anche se non avevamo fatto i conti con un bel fronte nuvoloso che ci costrinse a terra una volta giunti a Parigi, per un paio di giorni. Poi il ritorno che ricordo benissimo. Tempo nuvoloso, ma accettabile. A bordo oltre il GPS di (omissis), avevamo un VOR ed un ADF.
Eccoci dunque al ritorno: Decollo da Parigi con (omissis) che, osservando la base delle nubi, mi mostra il GPS dicendomi che quello sarebbe stato il nostro grande aiuto. Nessuno poteva immaginare cosa sarebbe successo poco più tardi.
Circa 15 minuti dopo il decollo, infatti, il GPS fece "Puff", e "ciao cara". Quando la tecnologia ti "molla" non hai altre alternative che ricorrere al tuo sapere "classico" quello per cui gli Istruttori si sgolano a non finire durante li corso che porta al conseguimento del brevetto.
E quanto ci toccò fare. Situazione dopo poco più di un'ora di volo, infatti: pioggia a catinelle, turbolenza anche se non fortissima, visibilità scarsa, Ago dell'ADF impazzito per le numerose scariche dei fulmini che tutt'intorno ci tenevano compagnia. Che allegria! Non potevamo neppure tornare indietro, visto che il fronte si era serrato alle nostre spalle.
Unica alternativa quindi, proseguire. Bene, decidemmo con calma di fare un "vero" VFR, come mai prima di allora: bussola, orologio, cartina, stimati il più possibile precisi. Avevamo preso quella condizione in maniera positiva, come se stessimo sostenendo un esame di navigazione. Intanto, per colmo di sfortuna, anche il VOR aveva cominciato a diventare inattendibile (ma la cosa ormai non poteva spaventarci più di tanto... avevamo la bussola).
Per farla breve superammo quella caterva di pioggia, turbolenza e fulmini navigando alla vecchia maniera. Arrivammo a (omissis) solo il giorno seguente, dopo aver deciso un pernottamento nella vicinissima (omissis): la stanchezza per un volo così impegnativo, oltre allo scadere delle effemeridi, ci consigliarono una tappa.
Quel volo ci insegnò sicuramente una cosa: che la tecnologia d'avanguardia, come il GPS, è utile al Pilota; ma il Pilota che confida solo in essa, può trovarsi a mai partito in caso di anomalie.
Quindi ben venga tutto il nuovo, ma vediamo di non scordarci perché il nostro Istruttore si premurava tanto di insegnarci ad usare soltanto bussola, cartina ed orologio.