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 deltaplano risucchiato dalla tempesta

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Lauretta
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MessaggioOggetto: deltaplano risucchiato dalla tempesta   Sab Lug 19, 2008 1:30 pm

Deltaplano risucchiato dalla tempesta: Campionessa sopravvive a - 50°
Saturday, February 17, 2007, 02:25
MIRACOLO AD ALTA QUOTA

Ewa Wisnerska è salita oltre 9mila metri in maglietta e calzonicini con una temperatura polare: "Vedevo i fulmini intorno a me"

Canberra - In meno di dieci minuti è salita a una quota superiore a quella dell'Everest e in maglietta e calzoncini si è trovata intrappolata in una tempesta a 50 gradi sotto zero. Ma è sopravvissuta. È la straordinaria avventura toccata a una tedesca campionessa di parapendio che è stata risucchiata a più di novemila metri durante un'esercitazione a Tamworth, in Australia.

Ewa Wisnerska (nella foto), 35 anni, si è trovata in pochi minuti a una quota in cui la mancanza di ossigeno e la temperatura rendono impossibile la sopravvivenza, ma il suo organismo ha resistito. La donna ha perso i sensi e nonostante il pericolo che il cervello subisse danni irreversibili, non appena è scesa a 6.900 metri si è ripresa ed è stata in grado di manovrare il parapendio fino a raggiungere terra. Non è stato altrettanto fortunato un membro della squadra cinese che si allenava per i campionati del mondo che si disputeranno la settimana prossima a Sydney: anche lui non ha fatto in tempo a sfuggire al fronte della tempesta che si formava rapidamente ed è morto asfissiato.

Coperta di ghiaccio, la Wisnerska è stata ricoverata in ospedale con un principio di congelamento, ma si è ripresa ed è stata dimessa. Pochi giorni fa il componente della squadra britannica era sopravvissuto all'attacco di due aquile che avevano bucato il suo parapendio e lo avevano fatto precipitare. «Non credo di esagerare se dico che questa è la donna più fortunata della Terra» ha detto Godfrey Wenness, organizzatore del campionato, «sopravvivere a una cosa del genere è come vincere la lotteria dieci volte di seguito. Il cinese è morto e lei ce l'ha fatta senza che ci sia alcuna spiegazione, se non pura e semplice fortuna».

I due avevano deciso di lanciarsi nonostante fossero stati avvertiti che si stava avvicinando il maltempo e in poco tempo non sono più stati in grado di evitare il fronte nuvoloso. Il corpo di He Zhongpin, 40 anni, è stato trovato dalla polizia durante le ricerche nell'area in cui si era formata la tempesta. La Wisnierska si è trovata alla stessa quota alla quale volano i Boeing 747 e ha raccontato di aver perso i sensi per circa 40 minuti. «Potevo vedere i fulmini tutto intorno a me» ha detto, «era buio e si gelava e sapevo di non poter fare altro che sperare e pregare di venirne fuori in qualche modo. Non credo in Dio, ma mi sono ritrovata a ringraziare gli angeli per avermi salvata». L'equipaggiamento in dotazione alla donna ha tenuto nota di tutto e quando le squadre di soccorso l'hanno trovata era ancora intontita dalla lunga ipossia e con le orecchie e le gambe congelate.(Fonte: quotidiano.net)


E' un inconveniente successo ormai un pò di tempo fa che però mi aveva colpito moltissimo e continua a stupirmi tutt'oggi...e così ho deciso di postarlo qui...
Va beh i complimenti alla signorina mi sembrano d'obbligo perchè riportare a terra sano e salvo un deltaplano in quella situazione credo sia veramente meritevole...
le uniche cose che mi lasciano perplessa sono che: innanzi tutto la prima cosa che insegnano prima di mettere piede sul deltaplano è che non si sale MAI e per nessuna ragione al mondo senza una tuta di volo anche se a terra ci fossero 40°...quindi perchè è salita in maglietta e pantaloncini?!? poi... avevano visto il cattivo tempo...perchè non hanno rimandato il lancio?!? poi la cosa che mi ha lasciata quasi sconvolta è come abbia fatto a non rompersi l'ala... se non erro nei cb ci sono venti molto forti e l'ala del delta per quanto robusta è delicata.... come avrà fatto a non rompersi?!? Rolling Eyes
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MessaggioOggetto: Re: deltaplano risucchiato dalla tempesta   Sab Lug 19, 2008 1:04 pm

Me lo chiedo anche io,nei CB le correnti ascendenti e discendenti sono fortissime,tanto da formarli.Entrando in un CB grandine a parte e possibile ghiaccio non se ne esce neanche con un cessna.E se se ne esce èsolo fortuna,mi pare mooooolto strano.
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Lauretta
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MessaggioOggetto: Re: deltaplano risucchiato dalla tempesta   Sab Lug 19, 2008 1:06 pm

Nik ha scritto:
Me lo chiedo anche io,nei CB le correnti ascendenti e discendenti sono fortissime,tanto da formarli.Entrando in un CB grandine a parte e possibile ghiaccio non se ne esce neanche con un cessna.E se se ne esce èsolo fortuna,mi pare mooooolto strano.
anche a me sembra molto strano...anche perchè 40 minuti nella tempesta...tra vento e ghiaccio....brrr mi vengono i brividi solo a pensarci! Embarassed
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MessaggioOggetto: Re: deltaplano risucchiato dalla tempesta   Sab Lug 19, 2008 1:17 pm

Lauretta ha scritto:
Nik ha scritto:
Me lo chiedo anche io,nei CB le correnti ascendenti e discendenti sono fortissime,tanto da formarli.Entrando in un CB grandine a parte e possibile ghiaccio non se ne esce neanche con un cessna.E se se ne esce èsolo fortuna,mi pare mooooolto strano.
anche a me sembra molto strano...anche perchè 40 minuti nella tempesta...tra vento e ghiaccio....brrr mi vengono i brividi solo a pensarci! Embarassed
Poi intontita com'era,come ha fatto ad affermare di essere svenuta per 40 minuti??forse la cosa è stata ingigantita

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Improvvisamente mi risvegliai e con mio grande sollievo scoprii di non avere la terra sotto i piedi

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MessaggioOggetto: Re: deltaplano risucchiato dalla tempesta   Dom Lug 20, 2008 2:11 pm

Non andò altrettanto bene sul Cornizzolo, vicino a Como, vent'anni fa giusti giusti (24 luglio 1988), quando morirono in tanti.
Meglio sopravvalutare la meteo mille volte e stare al suolo che sottovalutarla una volta sola nella vita e lasciarci la pelle.

Dal libro:
I VISITATORI DEL CIELO
DI HUBERT AUPETIT

La tragedia del Cornizzolo

Probabilmente domenica 24 luglio 1988 si è consumata la più grande tragedia del volo libero da quando questo è praticato nel mondo.
Mario Maspero (il direttore di gara degli ultimi "Triangolo Lariano"), Memo La Rocca, Guido Baruffini, Antonio Legranzini, sono morti, uccisi da un cumulo nembo che si è formato in un istante sul Cornizzolo.
Marco Lietti, dopo tre giorni passati in gravissime condizioni all'ospedale di Bergamo è spirato: i suoi organi sono stati donati a chi ne avrà bisogno per continuare a vivere. Angelo Capitani dall'ospedale di Como è stato trasportato a Chamonix in un centro specializzato per la cura delle ustioni in viso e il congelamento delle mani.
Marco Casali dopo aver rotto un'ala ed aperto il paracadute, è atterrato lesionandosi una caviglia.
Ezio Arrigoni è stato salvato da un' imbarcazione dopo che la furia del vento io aveva spinto nel lago di Garlate; Roberto Colombo è miracolosamente uscito indenne dopo un volo dl tre ore dentro e fuori dai cumulo.
Felice Cairoli, Sarino Martorana, Felice Sola e altri, sono fortunosamente riusciti a salvarsi.

Testimonianza di Tiberio Roda
Tutto si è svolto in pochi attimi: dei venti aquiloni in volo nessuno ha potuto prevedere uno sviluppo così veloce del nembo; solo chi si trovava alle quote più basse o sufficientemente davanti alla tremenda aspirazione ha potuto tener testa alla furia degli elementi, per gli altri non c'è stato nulla da fare.
Capitani, che ho riaccompagnato a casa dopo che era stato recuperato a Morbegno in Valtellina, raccontava di salite aggrappato alla barra con l'ala che saliva velocissima, chiglia in verticale, o che scendeva in picchiate al limite del ribaltamento.
Per evitare i tumbling Angelo cercava di virare in scivolata affidandosi alla tenuta della struttura; il suo GTR 162 in ergal ha tenuto, e i problemi, una volta atterrato, sono stati soprattutto quelli dati dalle mani congelate che non gli consentivano di sganciarsi agevolmente.
Qualcuno, sempre pronto a sparare a zero con il senno di poi, ventila l'idea che la cosa si potesse prevedere. Si prevedevano temporali; ma non una tromba d'aria e non la formazione di un cumulo nembo nel giro di tre o quattro minuti da un cielo azzurro e pressoché libero.
Nel momento del disastro io mi trovavo in barca a vela sul ramo del lago di Lecco a circa 15 km dal Cornizzolo. Sin dalla mattina la Grigna era incappucciata da "cumulus umilis" che non si erano evoluti nell'arco del pomeriggio. A ovest si vedevano le cime delle montagne occidentali al lago di Como.
Prima della buriana alcune nubi senza sviluppo verticale avanzavano abbastanza lentamente. Sopra di noi l'azzurro.
Un tuono mi ha indotto ad ammainare le vele e a dirigermi a motore verso Lecco. Nell'arco dl tre/quattro minuti, il tempo di indossare la cerata, onde da un metro, raffiche di vento oltre gli 80 km/h, visibilità inferiore a 20 metri, acqua in aerosol negli strati prossimi alla superficie rendevano difficile anche respirare.
Volo in deltaplano da Otto anni, da altrettanti navigo con le imbarcazioni più disparate questo lago, ma mai c'è stato cosi poco tempo tra le prime avvisaglie e un fenomeno meteorologico così imponente.
Questo, il fatto che venti piloti esperti, non "Rambo temerari", fossero in volo al momento del disastro, può aiutare a capire perché nessuno si sia accorto con sufficiente anticipo di quello che stava succedendo. Tutto è stato di una velocità che ha oltrepassato il limite delle aspettative che i segnali della natura lasciavano interpretare solo qualche attimo prima.
La spiegazione meteorologica fa partire il tutto da un ingresso di aria estremamente fredda in quota da nord-ovest: probabilmente la grande differenza di temperatura tra la pianura che inizia proprio ai piedi del Cornizzolo e delle Grigne, la Breva, un vento pomeridiano che dalle pianura spira verso l'alto lago, hanno innescato quella che si è rivelata una bomba meteorologica e che ha ucciso i nostri amici.
Innumerevoli sono state le giornate nelle quali si erano previsti temporali. Nessuno, compreso chi dice che era previsto, si aspettava una evoluzione del genere.
Dal punto di decollo del Cornizzolo inoltre, non era possibile vedere l'evoluzione della situazione che si è formate dietro, verso l'interno del territorio dei Triangolo Lariano.


Testimonianza di Felice Cairoli
"È successo tutto in pochi minuti"
"In decollo c'era una cellula locale di temporale ed abbiamo pensato: mal che vada andremo ad atterrare verso Lecco. un'evoluzione così rapida e drammatica era assolutamente imprevedibile".
Su in decollo secondo me, c'era un fronte; anzi più che un fronte sembrava una cellula locale di temporale"
"Siamo partiti molto tardi per fare un volo un pò diverso dal solito. Verso le 16,20 sul Monte Bollettone era nero, però quel nero che non dà fastidio; poi questa cellula si è spostata sopra Erba e qui già ha cominciato a scaricare. In tanto sul Bollettone ricompariva Il sole, così abbiamo pensato che il temporale se ne stava andando via verso est sud-est. Parto e dopo tre minuti parte anche Mario Maspero.
All' improvviso arriva un vento mostruoso, mentre il prato del decollo si riempie di grandine. Punto verso est e comincio a trovare + 1 + 2, mentre intorno a me ed anche più sotto cominciano a formarsi delle cellule. Allora mi sono detto: devo stare più attento perché questo qua dietro sta cominciando ad aspirare di brutto. Infatti mi giro e vedo tutto nero che sta già scaricando e sopra continua a formarsi. Tutto questo succede in due o tre minuti non di più
In quel momento ho visto un altro pilota, evidentemente non molto esperto, che cercava di fare dei 360 gradi, come in scivolata d'ala, ma rimanendo lì nella zona di forte ascendenza.
Io non avevo la sua stessa frequenza radio, ma altra gente da sotto lo ha avvisato di allontanarsi. Tiro progressivamente la barra e supero il monte Barro: senza fare una virata sono partito da 900 metri ed ora sono a 1700! Tiro ancora, piego le ginocchia e metto la barra a metà gamba. Tengo d'occhio il nero dietro di me, e controllo il vario, che non va quasi mai sotto lo 0. Appena dà anche un piccolo valore a scendere, picchio di più e cerco di fare delle "S". Dopo il Barro, sul lago di Seriate, raggiungo tutti quelli che erano partiti prima di me. Vedo l' Hazard di Lietti che tira verso la Valcava (sempre est sudest) e gli faccio segno di accelerare... lo sorpasso e quando giro l'occhio l'aquilone è già scomparso dentro il nembo. Intanto sotto di me si è formato uno di quei nuvoloni bianchi da "richiamo" di questo mostro che stava praticamente aspirando tutto quello che c'era in giro. Il batuffolone bianco in pochi secondi si trasforma in una vera e propria nube.
Sono preoccupato per Marco Lietti che si è lasciato tirare dentro: con tutta questa condensazione sarà molto difficile uscire dalla nuvola.
Continuo a "delfinare" cercando sempre di volare il più veloce possibile. Trovo qualche zero ed allento la presa, ma non riesco più a tenere la posizione normale di volo perché ho le braccia irrigidite dalla fatica.
Intanto intorno, sia sull' aeroporto di Valbrembo, sia sulla Val Seriana, il nembo stava già richiamando prepotentemente. Con formazioni di cellule. La mia intenzione è di atterrare a Valbrembo; guardo l'altimetro ed ho ancora 1500 metri punto la città di Bergamo e vedo la formazione di un'altra cellula poco a sud dell'aeroporto di Orio al Serio. Ad est, cioè in Val Seriana è tutto nero. Sull'aeroporto finalmente riesco a scendere. So che hanno allungato la pista e adesso qui atterrano anche i DC8 e DC9... guardo ad inizio e fine pista e non vedo nessuno. Mi porto a 500 metri. L' aria sembra molto più tranquilla, ed è estremamente calda. Mi viene in mente la frase "La calma prima della tempesta"... ed ecco un vento che, violentissimo, piega gli alberi fino quasi a terra.
Riesco ad atterrare in un prato di fianco all'aeroporto con l'aquilone che vola all'indietro: c'è vento da ovest ad oltre 60 km/h. Prima il vento era da est ora è da ovest: vuol dire che questo nembo sta ancora richiamando altra roba. Intanto dietro di me comincia a cadere la pioggia. Abbasso il delta e rimango sotto il temporale. Da quando sono decollato sono passati 35/40 minuti ed ho fatto quasi 40 km"
"All' inizio non sembrava un nembo, ma solo una cellula locale. Sia io che Mario non abbiamo valutato che potesse essere cosi veloce il vento ad oltre 100 km/h era poi assolutamente impossibile da prevedere. Dietro al nero vedevamo già il contorno del Bollettone, così abbiamo detto: mal che vada andremo ad atterrare verso Lecco. Gli altri delta già in volo erano li sopra al decollo 200/300 metri sembravano proprio condizioni perfettamente normali; c'era vento da est poi naturalmente quando è arrivato il temporale è girato anche il vento. Era nero, e di solito col nero anche noi non partiamo mai, però quando hai un pò di esperienza pensi anche: cerchiamo di sfruttare la situazione. Dietro al Cornizzolo verso il Barro e verso Bergamo era tutto completamente pulito, solo qualche piccolo batuffolo e quel cielo un po? grigiastro. indice di grande caldo.
Era assolutamente impossibile prevedere una degenerazione così violenta e veloce.
Maspero era ben preparato meteorologicamente. ed anche lui non aveva immaginato niente."


Dalla rivista L'Aquilone:
La situazione meteo del 24 Luglio 1988
"Sulle regioni settentrionali inizialmente poco nuvoloso. Nel corso della giornata nuvolosità in aumento con precipitazioni anche temporalesche, più frequenti nelle zone alpine. Sulle regioni centro-meridionali sereno o poco nuvoloso. Temperatura: in diminuzione al nord, senza variazioni di rilievo sulle altre zone. Venti ovunque deboli o moderati. Mari: poco mossi."
Queste le previsioni fornite dal Servizio meteorologico dell'Aeronautica e pubblicate da 'Il Resto del Carlino", quotidiano a diffusione nazionale, il 24 luglio 88.
Nella cartina qui sopra è anche segnato un fronte freddo in avvicinamento da nord-ovest: con una massa d'aria prefrontale instabile, la notevole umidità in quota ed un forte gradiente termico verticale, la formazione di cumuli-nembi è cosa certa.
Ma una previsione ancora più precisa ed accurata ere stata fatta sabato 23 dal professor Furia, direttore del Centro geofisico prealpino di Campo dei fiori (Varese). Eccone il testo:
"In ossequio al principio generale della prevenzione dei fenomeni naturali interessanti la protezione civile, comunichiamo quanto segue. Un sistema frontale freddo proveniente dalla Francia avanza verso le Alpi occidentali ed interesserà, fra stasera e domani sera, le nostre regioni settentrionali. La pressione, che alle 12 era livellata su tutta la padania intorno a 1027 millibar, diminuisce rapidamente, sintomo dell'approssimarsi del fronte temporalesco. Le masse d'aria caldo-umide stagnanti da diversi giorni sulla conca padana alpina saranno attivate a causa del sopraggiungere delle masse d'aria più fredde, a partire dalle Alpi Cozie e, via via, sempre più intensamente verso le Alpi e le Prealpi centrali, fra il Ticino e l'Adda.
I fenomeni saranno esaltati dall'elevato irraggiamento diurno sulle zone montane. Attualmente sono in vista (attraverso Il meteosat n.d.r.) i primi addensamenti cumuliformi tra le Alpi Marittime e le Cozie, sui due versanti francese ed Italiano. La loro evoluzione in peggio è abbastanza rapida.
Periodo da noi ritenuto critico ai fini del dissesto idrogeologico sulle zone ad alto rischio, secondo le peculiarità locali ben note al servizio vigilanza geologica: tra la prima parte di questa notte e domani sera.
Fenomeni previsti: rovescia precipitazioni di forte intensità, con temporali, turbolenza e grandine. Il limite di 0 gradi è previsto in abbassamento da 4400 metri fino a circa 3000.
Evoluzione:
è previsto un miglioramento a partire da domani sera per effetto dei venti che tenderanno a soffiare da nord e da nord-ovest, a seguito del fronte temporalesco".
Peccato che una previsione cosi accurata sia stata inviata solo alla Protezione civile. Se avessero potuto conoscerla anche i piloti di aquilone. sarebbe accaduta ugualmente la tragedia de Cornizzolo?
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MessaggioOggetto: Re: deltaplano risucchiato dalla tempesta   Lun Lug 21, 2008 8:00 am

deltagolf ha scritto:
Peccato che una previsione cosi accurata sia stata inviata solo alla Protezione civile. Se avessero potuto conoscerla anche i piloti di aquilone. sarebbe accaduta ugualmente la tragedia de Cornizzolo?
direi proprio che si sarebbe evitata un'emorme tragedia... ma tutte queste previsioni arrivano solo ed esclusivamente alla protezione civile? Io al campo volo sulle bacheche trovo solo i metar e i taf...mai trovato una previsione così.... Rolling Eyes
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MessaggioOggetto: Re: deltaplano risucchiato dalla tempesta   Lun Lug 21, 2008 8:14 am

I fatti risalgono a vent'anni fa; allora per avere le previsioni dovevi telefonare ad un aeroporto dotato di telescrivente e trovare un addetto che avesse la pazienza di leggertele, oppure andare di persona.

Oggi con internet le cose sono molto facili e persino in cima ad una montagna, con un cellulare puoi vedere le previsioni di tutto il mondo prima di lanciarti col parapendio, quindi scusanti non ce ne sono più.

Comunque anche quel giorno la situazione non era molto chiara, come dicono gli stessi testimoni, con molte nuvole nere in giro.
Un po' più di prudenza e si sarebbero evitati guai.

La cosa più difficile è dire "non vado", ma è sempre la cosa più sensata, anche se questo ti costerà spesso lo scherno dei "coraggiosi".

Io mi sono fatto ridere dietro da un milione di persone, ma sono qua. Qualche coraggioso non lo è più.
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MessaggioOggetto: Re: deltaplano risucchiato dalla tempesta   Lun Lug 21, 2008 8:51 am

deltagolf ha scritto:
La cosa più difficile è dire "non vado", ma è sempre la cosa più sensata, anche se questo ti costerà spesso lo scherno dei "coraggiosi".

Io mi sono fatto ridere dietro da un milione di persone, ma sono qua. Qualche coraggioso non lo è più.
e cosa importa se ridono... Rolling Eyes
magari anche questi "coraggiosi" avevano schernito qualche loro compagno perchè quel giorno aveva deciso di restare a terra... le conseguenze si sono viste però...
meglio rinunciare a volare un giorno ma continuare a volare tutti gli altri!!!
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