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 Pilatus PC-6

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deltagolf
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MessaggioOggetto: Re: Pilatus PC-6   Lun Lug 20, 2009 4:43 pm

Sì, era il 99; ricordo bene l'incidente di KiloJuliet.
Purtroppo a distanza di dieci anni, a causa delle pastoie burocratiche italiane il Büro für Flugunfalluntersuchungen non ha potuto ancora mettere a disposizione il report finale sull'incidente, come invece fa di solito in tempo molto brevi.
Ricordo però che il giorno dopo tra i piloti di Porter di parlava di quell'incidente come di un esempio di tante cose che sarebbe meglio non fare.

Non per farmi gli affari tuoi, ma perché hai mollato il paracadutismo per dedicarti al PPL?
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I-DIEGO



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MessaggioOggetto: Re: Pilatus PC-6   Lun Lug 20, 2009 8:12 pm

Mi sono iscritto al corso vincolato del '91 perchè era il modo meno costoso per poter salire su un aereo e frequentare l'aeroporto.
Dunque, come credo tu possa immaginare l'attività lancistica ad Aosta è limitata alle ore del mattino in quanto al pomeriggio il vento da 09 è "leggermente" fastidioso e quando tira da nord o da 27 è meglio lasciar perdere anche al mattino.
La scuola di paracadutismo non ha mai potuto contare su grandi numeri e con un cessna 207 turbo neanche su mega quote e tempi brevi di salita. Inoltre l'attività si ferma da ottobre a marzo/aprile.
Fra il '93 ed il '97 pero' si era formato un gruppo molto affiatato con tanta voglia di lavorare, di crescere e di saltare.
Quando per motivi vari il gruppo si è sciolto io mi sono trovato a dover scegliere se restare ad Aosta o seguire un carissimo amico nonchè mio istruttore, pilota tandem, istruttore aff, ppl credo nel '94 o'95 che aveva deciso di aprire un centro di paracadutismo a Cumiana in provincia di Torino con altri big.
A parte il doversi fare 200/400 km a week end li' le cose erano ben diverse, paracadutisti ed istruttori esperti, squadre di rw, tandem a go go e quindi per me la possibilità di fare molte foto e video, e tanta, tanta esperienza in un ambiente che girava a ritmo frenetico e dove il pilo non poteva stare fermo...... altro che Aosta, pareva di stare ad Ampuria!!!!
Il mio carissimo amico nel frattempo stava facendo il passaggio proprio sul Kilo Juliet, per non farsi mancare nulla!
Come sempre pero' il troppo stroppia e quando si devono far quadrare i conti e per farlo bisogna volare a tutti i costi....
Cosi' quel 26 dicembre con una situazione meteo pazzesca il mio amico ci ha lasciato i piumetti insieme al PIC,e fortunatamente i para' a bordo se la cavarono con qualche escoriazione ed una frattura riuscendo a lasciare l'aereo che perse un ala e si spacco' in due.
Pare comunque che nessuno dei due avesse il paracadute.No
Dopo la disperazione, i ragionamenti presero il sopravvento.
Quando capitano cose di questo genere credo sia normale arrovellarsi il cervello chiedendosi i perchè ed i percome e quasi sempre se non si è miopi le risposte alle domande a poco a poco arrivano.
Ricordo lanci splendidi con lui, magari con qualche apertura "bassina",o "facciamo il tandem-ma ci sono 12 nodi-facciamo iltandem-ma nooo-SI" e poi fuori campo col passeggero ma che risate, un lancio del primo dell'anno ad Albenga dove a terra il vento era una scoreggia ma poi dopo essere stati lanciati quasi in mezzo alla valle la turbolenza chiudeva la vela a caramella, cosi' (fortunatamente non per me) una costola fratturata con polmone perforato ed un caviglia slogata, per non parlare poi del volo in aereo..... controlli??? e cosa sono? check list....boh e se si arriva ad albenga e non si vede sotto perchè c'e' copertura? si buca!!!! oppure si decolla in formazione con i dr400. Poi pensi che in 9 anni hai perso 5 amici tutti per incidenti di volo ed anche quel mito indistruttibile di Patrick de Gaillardon, conosciuto peraltro ad Ampuria... beh....
Oltre a tutto questo nel 2000 è nata la mia prima figlia, cosi' ho venduto tuta, casco, paracadute, altimetro, ditter e mi sono preso una pausa di riflessione.
Nel frattempo è nata la mia seconda figlia, ho giocato a flight simulator per qualche anno e finalmente grazie anche ad una situazione economica migliore sono tornato alla mia passione iniziale, l'aereo!
Detto questo credo che le mie idee (nonostante io provenga dall' anarchico e particolare mondo del paracadutismo) siano molto simili alle vostre per quello che riguarda la sicurezza la pianificazione e l'istruzione, oserei quasi dire che non mi diverto se i miei voli non sono preceduti da una dettagliata pianificazione, dal ripasso del manuale della macchina su cui devo volare, dal cercare di capire il meteo ed i suoi sviluppi, insomma mi piace andare in volo sicuro (anche se in realtà non lo sono mai) e con le idee ben chiare su cosa sto' facendo, dove sono e che mezzo sto' usando.
Ho l'abitudine anche per tratte che fanno ridere di rivedere la mia pianificazione con l'istruttore prima di decollare, chiedergli se effettivamente ho capito la meteo, e qualsiasi altro dubbio mi venga in mente, d'altronde lui è li' per quello!!
Mi sento perennemente allievo e spero che questa sensazione mi accompagni per la mia lunga vita da pilota Very Happy
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I-DIEGO



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MessaggioOggetto: Re: Pilatus PC-6   Lun Lug 20, 2009 8:22 pm

giuro, le ultime foto di lanci, poi postero' solo roba di volo serio!!! bounce bounce bounce
Una stellona su Aosta

Un'uscita dal 207t
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Jacopilot
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MessaggioOggetto: Re: Pilatus PC-6   Lun Lug 20, 2009 8:32 pm

Grazie Diego, che esperienza stupenda...ma cosa successe a quel PC6?

_________________
www.cirrusaircraft.it
Boeing 737-800NG First Officer
Improvvisamente mi risvegliai e con mio grande sollievo scoprii di non avere la terra sotto i piedi

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deltagolf
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MessaggioOggetto: Re: Pilatus PC-6   Lun Lug 20, 2009 9:12 pm

Forse, come troppi tra la gente dell'aria, hai frequentato l'ambiente sbagliato.
Il tuo racconto mi ha messo i brividi e non erano brividi di emozione, ma di orrore.

L'ambiente dei Para dove opero io è estremamente professionale e non ho mai visto nessuno prendere un rischio per nulla o saltare con condizioni non idonee.
Forse per questo si fanno circa diecimila lanci (oltre ai lanci militari...) l'anno con un malfunzionamento (malfunzionamento, non incidente...) un anno sì e un anno no.

Forse per questo dalle mie parti vengono Para da tutto il mondo a saltare, comprese le nazionali di diversi paesi per fare allenamento.

E con meteo non idonee i Porter stanno a terra e l'abilità dei piloti si vede non dalla spavalderia di volare quando c'è una turbolenza che può spaccare in due un aereo che certo non è un mostro di aerodinamica, o, come tu scrivi "per non parlare poi del volo in aereo..... controlli??? e cosa sono? check list"..."

I Porter sono in mano solo a piloti professionisti e la loro abilità si vede dalla precisione del punto di lancio, verificata da GPS e stimata in pochi metri avanti o indietro, o dalla precisone nei tempi di missione misurate nell'ambito delle decine di secondi e, soprattutto, dalla capacità di dire "adesso no", anche se il piazzale è pieno di para e di pax per i tandem, altrimenti compare il boss e "adesso no" lo dice lui e per quel povero pilota è meglio cercare un altro lavoro.

Gli zeri nelle ore di volo o nel numero di lanci sono sempre tre, meglio quattro... non è un posto per giocattolari dilettanti.

Così si offre professionalità e sicurezza; ci sono diversi genitori con più figli che saltano, compreso una simpatica coppia di coniugi che per un po' di tempo saltavano uno alla volta, perché l'altro stava al suolo a palleggiare la neonata.
Se era papà, cullava la bimba. Se toccava alla mamma stare a terra, tetta fuori e pieno alla neonata, con lo sguardo rivolto al cielo mentre papà veniva giù a palla.
Ora la bimba comincia a essere grandina: presto la vedremo con un paracadute sulla groppa, credo...

Niente rischi, niente guasconate, niente "troppo che stroppia e quando si devono far quadrare i conti e per farlo bisogna volare a tutti i costi", ma un capo istruttore e proprietario del paracentro, con non so quante decine di migliaia di lanci sulla groppa e una laurea in economia aziendale, che sa bene che è antieconomico perdere il valore di un Porter per avere voluto fare un lancio in più e quindi tiene come l'oro le sue macchine, i suoi piloti, i suoi para, che alla fine sono i clienti, che sono la linfa di ogni attività economica.

Se mai ti venisse di farti un giro, sarai il benvenuto, fosse solo per vedere che, per quello che ho visto io, che non sono un para, di anarchico, pazzo e guascone nel mondo degli skydiver non c'è nulla.

Presso il "mio" Paracentro c'è solo una enorme professionalità, portata all'estremo, come si addice ai veri professionisti, altro che tandem fuori campo o saltare e poi si buca o chissà cos'altro.

Caso mai ti venisse in mente di saltare ancora... sai dove andare...

Non permettiamo che la follia, il pressapochismo, la confidenza nell'italico stellone o semplicemente la faciloneria uccidano la nostra passione.

Il rispetto per chi è morto è estremo, ma altrettanto estrema è la critica per chi non si comporta o non si è comportato da gente dell'aria, che sia il pilota collaudatore dello Space Shuttle o un "semplice" paracadutista.

Chi vola sa con che moneta si paga l'errore. Chi ha sbagliato, ha pagato il prezzo che conosceva in anticipo.
L'unica soluzione è non sbagliare, e questo comincia dai controlli, dalle check list, dal rispetto della meteo e della macchina e da tutte quelle cose che, secondo il tuo racconto, non facevano parte del bagaglio culturale di qualcuno che tu hai conosciuto.
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I-DIEGO



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MessaggioOggetto: Re: Pilatus PC-6   Lun Lug 20, 2009 9:33 pm

Jacopilot ha scritto:
Grazie Diego, che esperienza stupenda...ma cosa successe a quel PC6?
Quel pilatus si è alzato in volo con queste condizioni:
http://www.arpa.piemonte.it/upload/dl/Pubblicazioni/Il_vento_in_Piemonte/massima_raffica.pdf
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26 Dicembre 1999: Vento fino a 200 kmh nel Cuneese.
Rammentiamo le due tremende tempeste che interessarono molte regioni europee nel dicembre 1999. In particolare, il 26 dicembre 1999 il Nord della Francia, il Benelux, il sud dell'Inghilterra, poi Germania, Polonia, Svizzera, Austria furono investiti da un uragano, con il vento che soffiò con raffiche anche ad oltre i 200 km/h.
A Parigi Orly, alle 8.00 del mattino del 26 dicembre 1999, il vento spirava a 111 km/h con raffiche sino a 157 km/h. Il picco di tempesta in città ebbe breve durata, ma i danni furono ingentissimi, non solo alle strutture e abitazioni, ma anche ai boschi e parchi. Fu un fenomeno di rilevanza storica.
Attualmente, nell'area parigina il vento sta rinforzando seriamente, e tocca raffiche prossime ai 100 km/h. Tra l'altro si misurano temperature sino a +15°C mentre piove. E' una situazione meteo più tipica di ottobre che di gennaio.
La causa del fortissimo vento che flagella molte regioni europee è da attribuire alla differenza di oltre 50 hPa di pressione atmosferica, tra Mare del Nord e regioni del Mediterraneo settentrionale.
Secondo i servizi meteo, la maggiore intensità dell'uragano si dovrebbe verificare tra il pomeriggio e la serata sulla Germania, con il vento che potrebbe giungere sino a 200 km/h nelle zone montuose.
Si potrebbe innescare un'onda di tempesta con conseguente inondazione di alcune località costiere del Mare del Nord.
Mentre realizziamo questo articolo, apprendiamo di un allerta meteo che è stata diramata nei Paesi Baltici e nella Russia occidentale dove domani sono previsti venti che potranno superare la soglia dei 120 km/h.
Anche in Italia, domani, si avranno venti intensi, specie nei crinali alpini da dove scenderanno venti di foehn.
In Sardegna dovrebbe soffiare una burrasca di Maestrale, con conseguente sensibile aumento del moto ondoso. In questo istante, nel nord della Corsica sono stati misurati venti furiosi con raffiche a Capo Corso di 122 km/h e Ile Rousse di 104 km/h.
Ma la tempesta Kyrill porta anche forti piogge specie in Germania, dove in varie zone si sono avuti apporti di 50 mm nelle 24 ore, ed altra è attesa per questa sera e stanotte. Piogge intense si sono avute anche nel sud dell'Inghilterra.
La pioggia cadrà intensa anche in buona parte dell'Austria e della Svizzera, con neve solo oltre i 2000/2200 metri di quota.
A causa del maltempo si potranno avere disagi nel traffico aereo per la chiusura di importanti aeroporti.
tratto da: http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=14860
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Carissimi,
mi spiace riportarvi indietro nel tempo per darvi le ultime notizie sulla dinamica dell'incidente accorso al PILATUS PORTER il 26 dicembre 1999 a Cumiana Torino, nel quale tra le altre cose ho perso un amico paracadutista sin dal tempo del servizio militare Piergiorgio MAGGIORI.
L'AEREO IN QUOTA A 3000 METRI HA INCONTRATO UNA DISCENDENZA CHE LO HA FATTO PRECIPITARE PIATTO, dallo strumento di uno dei paracadutisti a bordo si è potuto rilevare che la velocità di caduta ha raggiunto i 400 Kh, A QUELLA VELOCITÀ L'AEREO HA PERSO INIZIALMENTE UN ALA E SUCCESSIVAMENTE LA CELLULA DELLA CARLINGA HA COLLASSATO SPACCANDOSI IN DUE TRONCONI. Grazie a questo fatto quattro paracadutisti si sono trovati in aria e si salvati attivando i paracadute, due con ferite e fratture guaribili con il normale decorso.
Io quell'aereo l'ho vissuto notte e giorno sull'aviosuperficie Valdera mi piace pensarlo come una cosa vivente e pensante, che in qui momenti sopraffatto dagli eventi naturali, ad un certo punto si è ribellato al destino aprendosi in qui due tronconi per liberare gli amici paracadutisti limitando i danni.
tratto da:
http://web.tiscali.it/luigipani/forum.html
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qui in fondo all'articolo un accenno all'incidente aereo:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/12/27/in-italia-il-pericolo-il-ghiaccio.html
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non so come lo strumento del paracadutista (un altimetro a capsula) abbia potuto rilevare la velocità di caduta, comunque questo è piu' o meno quello che è successo all' anima della tempesta annunciata, della sicurezza e della pianificazione.

deltagolf ha scritto:
Forse, come troppi tra la gente dell'aria, hai frequentato l'ambiente sbagliato.
Il tuo racconto mi ha messo i brividi e non erano brividi di emozione, ma di orrore.
Voglio specificare che Aosta è sempre stato un centro super sicuro e gestito in maniera professionale, e che i centri che ho frequentato (Casale, Vercelli, Ampuria Brava, Gap) erano tutti iperprofessionali, l'unica parentesi negativa è stata quella e non è durata molto. Comunque con i lanci ho chiuso, mi è rimasto un bel ricordo ma nella vita non si puo' fare tutto e tutto sommato vuoi per stile di vita, vuoi perchè gli anni ci cambiano , oggi preferisco di gran lunga impegnarmi nel pilotare un aereo
Very Happy
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