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 Atterraggio corto

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MessaggioOggetto: Atterraggio corto   Sab Ago 30, 2008 4:11 pm

Spostato in flight operation, perché il thread, inizialmente dedicato ai filmati di Nik, è diventato poi un interessante thread di tecniche di pilotaggio.

deltagolf


Vi assicuro che non è poi così facile come sembra,se siete atterrati qui sapete la distanza tra inizio pista e raccordo B,ma posso fare certamente di meglio Very Happy
P.S:non fate caso ai commenti!!!

http://www.youtube.com/watch?v=V1fSIv5zY-E
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Jacopilot
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MessaggioOggetto: Re: Atterraggio corto   Sab Ago 30, 2008 7:19 pm

Si può fare di meglio Wink

_________________
www.cirrusaircraft.it
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Improvvisamente mi risvegliai e con mio grande sollievo scoprii di non avere la terra sotto i piedi

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sam339
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MessaggioOggetto: Re: Atterraggio corto   Sab Ago 30, 2008 8:18 pm

complimenti nik Cool Cool Cool ma mi sa che se me li insegna tu sai chi....eheheh non ho bisogno nemmeno di girare come hai fatto te Razz Razz Razz Razz
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MessaggioOggetto: Re: Atterraggio corto   Dom Ago 31, 2008 8:14 am

Jacopilot ha scritto:
Si può fare di meglio Wink

Lo so admin,oggi ci riprovo Wink
Citazione:
ma mi sa che se me li insegna tu sai chi

Beh per poco lui non libera all'alpha!!!
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sam339
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MessaggioOggetto: Re: Atterraggio corto   Lun Set 01, 2008 8:26 am

http://it.youtube.com/watch?v=UAUEVY090eM ecco qui la prova che nik è capace di tutto cheers
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deltagolf
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MessaggioOggetto: Re: Atterraggio corto   Lun Set 01, 2008 8:35 am

Nik, sul C172 c'è un buffo affare a forma più o meno di mezzaluna, con due protuberanze che servono per le mani.

Se, quando atterri, ti attacchi a quel coso lì e tiri, tiri forte, succede che invece di spiattellarti sul concreto, il C172, per non so quale arcana magia, alza il muso e tocca leggero leggero.

Provaci, dai: il coso buffo non è dotato di due protuberanze per attaccarci su il cappello; TIRA!
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MessaggioOggetto: Re: Atterraggio corto   Lun Set 01, 2008 8:36 am

Mamma mia grande sam!!!Che sete di caffè ragazzi!!! lol!
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MessaggioOggetto: Re: Atterraggio corto   Lun Set 01, 2008 8:37 am

deltagolf ha scritto:
Nik, sul C172 c'è un buffo affare a forma più o meno di mezzaluna, con due protuberanze che servono per le mani.

Se, quando atterri, ti attacchi a quel coso lì e tiri, tiri forte, succede che invece di spiattellarti sul concreto, il C172, per non so quale arcana magia, alza il muso e tocca leggero leggero.

Provaci, dai: il coso buffo non è dotato di due protuberanze per attaccarci su il cappello; TIRA!

Delta ti giuro,non ce n'era più di volantino Very Happy ero troppo lento,ho fatto tutta la flare in stallo,l'avvisatore impazziva di bestia!!!E poi non era poi così piatto il secondo dai,e poi era una scommessa lol!
Però te che a Venegono ci hai volato puoi dire che non è poicosì facile vero?
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MessaggioOggetto: Re: Atterraggio corto   Lun Set 01, 2008 8:44 am

Nik ha scritto:
Delta ti giuro,non ce n'era più di volantino Very Happy ero troppo lento,ho fatto tutta la flare in stallo,l'avvisatore impazziva di bestia!!!E poi non era poi così piatto dai,e poi era una scommessa lol!
Però te che a Venegono ci hai volato puoi dire che non è poicosì facile vero?

Mah, non so se quel giorno fosse facile o difficile. Dipende da quanta pista richiedeva l'aereo in funzione di mille parametri che ci sono sul manuale.
Se ne richiedeva di meno, era facile, o meglio normale operatività, né facile né difficile; se ne richiedeva di più era impossibile senza violare dei parametri.

Spero comunque che la scommessa fosse già stata confortata dal calcolo sul manuale della fattibilità della cosa e riguardasse quindi la capacità di applicare alla lettera quanto previsto dal manuale, cosa peraltro che un allievo dovrebbe sapere fare senza bisogno di scommetterci sopra.

Troppo lento, flare in stallo, avvisatore che impazziva, scommessa... Se devo dire la mia sai già dove andiamo a finire...

Comunque per essere ammessi all'esame PPL (non per superarlo, per essere ammessi), da me gli allievi devono fare almeno tre touch and go, di cui uno no engine, con contatto entro i quindici metri dalla soglia pista, ma nose up e velocità corretta, -1/+2 KIAS, sennò l'esame non lo fanno.
Senza scommesse: solo addestramento.
Meno uno, più due nodi indicati, se no niente esame...

Se vi piace scommettere, perché non utilizzate questa passione a scopo formativo, come scommettere su chi fa dieci volte i controlli esterni senza saltare neanche un passaggio della check list?
Uno lavora e gli altri, con la check list anche loro in mano, verificano?
Non è facile come sembra: richiede attenzione, metodo e pazienza ed è un lavoro da piloti, meglio che improvvisare parametri.


Ultima modifica di deltagolf il Lun Set 01, 2008 10:48 am, modificato 3 volte
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MessaggioOggetto: Re: Atterraggio corto   Lun Set 01, 2008 8:54 am

Era un allenamento a campo corto,e siccome Luca diceva che non ce l'avrei fatta a liberare al B l'ho fatto più corto del solito,è stato secondo me un bell'allenamento una cosa che richiede coordinazione su tutti i comandi.Un atterraggio no engine in simulata entro 15 metri dalla soglia pista non ci vuole molto a farlo.E un atterraggio normale quello di tutti i giorni si fa tranquillamente ai parametri corretti per poi liberare tranquilli al Charlie.Se hai mai liberato al B sai come vengono gli atterraggi e che arrivi molto lento che quasi il volantino non basta e ripeto,quello del primo video era piatto,ma quello del secondo non mi sembrava così piatto.Se poi è un buon allenamento ben venga.Capiteràdi andare su piste molto corte no?Quello chiamato avvicinamento a campo corto dove lo lasciamo?


Ultima modifica di Nik il Lun Set 01, 2008 9:27 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Atterraggio corto   Lun Set 01, 2008 9:26 am

Nik ha scritto:
Quello chiamato avvicinamento a campo corto dove lo lasciamo?

Lo lasciamo ai parametri corretti; non ci si avvicina certo ad un campo corto piatti, facendo la flare in stallo e con l'avvisatore che impazzisce.
Un campo corto si fa con precisi assetti che non comportano certo una flare stallata...
Soprattutto un campo corto non si fa per scommessa, che prevede anche la voglia di vincerla, ma si fa, tra le altre mille cose, dopo un accurato ripasso dapprima al suolo e poi high voice lungo il finale delle procedure di riattaccata e di salita a Vy o Vx secondo il terreno, perché su un campo corto la riattaccata è più probabile e si deve arrivare con la macchina in credito di energia, perché è il caso di dovere saltare via perché non si è corti abbastanza, non in affanno, stallando lungo la flare.
Poi un campo corto si fa dopo accurato calcolo degli spazi di frenata e dopo mille altre cose che sicuramente conosci e che nulla hanno a che vedere con una scommessa, ma solo con una puntigliosa attuazione di regole precise.

Nik ha scritto:
Un atterraggio no engine in simulata entro 15 metri dalla soglia pista non ci vuole molto a farlo

Hai ragione: un atterraggio no engine in simulata entro 15 metri dalla soglia pista non ci vuole molto a farlo, come non ci vuole molto a fare un avvicinamento a un campo corto o un avvicinamento cross wind o ogni altra manovra prevista nel corso PPL.
Nulla di ciò che viene fatto fare agli allievi durante un PPL è particolarmente impegnativo ed in effetti praticamente nessuno degli allievi sbaglia questo "pre esame".
Hanno tutti avuto un'istruzione precisa e fanno il loro lavoro correttamente; ci mancherebbe altro; gli altri si sono fermati o sono stati fermati prima.

Un atterraggio no engine in simulata entro 15 metri dalla soglia pista è una semplicissima applicazione di tecnica di pilotaggio e disciplina aeronautica.
Sappiamo che avete pochissime decine di ore di pilotaggio e la vostra capacità è quindi relativa alla vostra esperienza.
Mica possiamo chiedere a gente di 45 ore manovre da esperti: semplicemente devono sapere fare il minimo per sopravvivere, come sapere mettere giù un cessnino precisamente dove vuoi, nei precisi parametri previsti dal manuale.

Il problema se mai è farlo capire a voi, che avete venti ore e non ventimila.
Le difficoltà se le creano da soli gli allievi indisciplinati che cominciano a cercare di usare le macchine fuori dai parametri.
Allora si che diventa difficile e succedono i guai.
Invece in genere con i piloti di ventimila ore non ci sono grandi problemi, non perché siano più bravi, (un buon allievo bene allenato vola un addestratore con altrettanta perizia di un pilota di linea scarsamente allenato sulla macchina e spesso con un migliore rispetto dei parametri) ma quanto meno ne hanno viste tutti abbastanza da capire che volare non è un gioco, non è una scommessa, ma è solo disciplina.
Per questo sono vivi a ventimila ore.

Nik ha scritto:
Se hai mai liberato al Bravo...

Credo qualche centinaio di volte con svariate macchine; se la macchina in quella configurazione può fermarsi entro il Bravo si libera al Bravo; se la macchina in quella configurazione richiede più pista, allora se cerco di fermarla al Bravo, non sono... Bravo, ma un po' sciocco e imprudente ed offro un'evidenza di pessima tecnica di pilotaggio.

Nel volo, facile o difficile spesso non vanno d'accordo con la spettacolarità delle manovre o la guasconeria che si pone nel compierle, anche se troppi film e troppi discorsi da piazzale di aeroclub vertono in questa direzione.

Difficile è fare sì che un volo sia la trasfigurazione in aria di un manuale, che si tratti di un girocampo in cessnino, di un volo acrobatico col 339 o del rientro dello Shuttle.
Facile, invece, è volare a sessanta invece che a settanta, perché in quel momento ti viene così; facile è arrivare troppo lenti perché in quel momento ti viene così facile è lasciare urlare l'avvisatore se in quel momento doveva tacere, perché in quel momento ti viene così.

Difficile è, quando le cose "ti vengono così", modificare assetti e potenza e status mentale e riportare la macchina nei corretti parametri.
Difficile (anzi, inutile e impossibile) è liberare al Bravo se con quel vento, con quella macchina, con quel potere frenante, con quel peso ecc. ecc. ecc. la macchina entro il Bravo non si ferma, se invece la macchina ce la può fare con quel potere frenante, con quel peso ecc. ecc. ecc. allora si deve liberare al Bravo, se no vuole dire che il finale, l'aiming point e tutto il resto erano sbagliati.

La vostra scommessa poteva ad esempio essere: "diciamo ognuno di noi in quanto può fermarsi no brakes il C172 oggi e poi facciamo i conti con il regolo e il manuale per verificare chi si è avvicinato di più."

A quel punto, fatti i conti, non c'era neanche bisogno di provarlo in volo, perché se il manuale dice bianco, il volo deve venire bianco.
Se viene grigino, grigetto, rosso, verde, giallo o fuxia, è sbagliato.

Questo è il difficile... ma questo un pilota.
Il resto... vabbé... Rolling Eyes


Ultima modifica di deltagolf il Lun Set 01, 2008 12:50 pm, modificato 6 volte
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MessaggioOggetto: Re: Atterraggio corto   Lun Set 01, 2008 9:31 am

No delta su una cosa ti sbagli,io volevo farlo scendere così,in flare molto lenta e in stallo perchè sapevo facevo come nel primo video e non riuscivo a liberare.Per di più il parametro c'era,60mph in secondo regime a muso alto,tutto l'avvicinamento così coordinato......a me sembra una buona tecnica.
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MessaggioOggetto: Re: Atterraggio corto   Lun Set 01, 2008 9:38 am

Nik ha scritto:
No delta su una cosa ti sbagli,io volevo farlo scendere così,in flare molto lenta e in stallo perchè sapevo facevo come nel primo video e non riuscivo a liberare.Per di più il parametro c'era,60mph in secondo regime a muso alto,tutto l'avvicinamento così coordinato......a me sembra una buona tecnica.

Per la verità io basavo tutto il mio discorso sulle tue precedenti affermazioni, dove dicevi di essere arrivato troppo lento e di essere stato praticamente stallato durante la flare.
Adesso dici che i parametri erano corretti, allora le cose cambiano: un conto è essere "troppo lenti", un altro è avere la velocità corretta per un avvicinamento su campo corto.
Un conto è entrare a muso alto e in secondo regime come si fa su campo corto, un altro è fare una flare a incidenze prossime allo stallo.
Comunque, la soluzione è una sola Nik: devi vedere quanta pista secondo il manuale richiedeva il C172 quel giorno, con quel vento, con quel peso, con quel potere frenante, quella density altitude, eccetera eccetera.
Se richiedeva meno pista di quella che c'è tra la threshold e il Bravo, allora dovevi potere liberare al Bravo facendo un atterraggio normalissimo, senza arrivare lento, senza arrivare in stallo e tutto il resto.
Naturalmente questi calcoli li puoi fare su un atterraggio con tecnica da campo corto, se questo era l'addestramento che volevi fare.

Se, a conti fatti, invece, il C172 richiedeva anche un metro in più, era inutile provarci, perché per fermarti prima dovevi uscire dai parametri e questa è una delle prime cause di incidente.

Io non so se quella che tu riferisci sia una buona tecnica o meno, non conoscendo peso, potenza e tutto il resto della macchina che hai usato.
Però non sei tu che devi dire che a te sembra una buona tecnica. C'è il manuale che dice se lo è o meno.
Ogni utilizzo di un aereo al di fuori del manuale è pericoloso, scorretto e certamente non fa fare bella figura al pilota.

Se impari a ragionare così, cioé da pilota, capisci l'inutilità di certe scommesse.
La risposta è già lì, sul manuale. Scommetti su una certezza?

Allora su cosa scommetti?
Se l'aereo non ce la può fare a fermarsi al Bravo, secondo il manuale, stai scommettendo sul fatto che un allievo pilota con venti ore andrà in volo e cercherà di uscire dai parametri di volo per forzare una macchina a fare qualcosa che non può fare.

Oppure se l'aereo può farcela, scommetti sul fatto che un allievo pilota con venti ore di volo che ha già volato solo, non sappia fare un atterraggio normalissimo.

In entrambi i casi, mi sembrano due argomenti molto delicati, rischiosi e che non fanno onore a chi dovrebbe avere un piccola, ma solida cultura aeronautica.
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MessaggioOggetto: Re: Atterraggio corto   Lun Set 01, 2008 10:24 am

Citazione:
Adesso dici che i parametri erano corretti, allora le cose cambiano: un conto è essere "troppo lenti", un altro è avere la velocità corretta per un avvicinamento su campo corto.
Un conto è entrare a muso alto e in secondo regime come si fa su campo corto, un altro è fare una flare a incidenze prossime allo stallo

Confermo,i parametri erano corretti,ho tolto motore troppo presto e per non farlo troppo piatto ho tirato un bel po' accendendo pesantemente l'avvisatore di stallo.
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deltagolf
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MessaggioOggetto: Re: Atterraggio corto   Lun Set 01, 2008 10:39 am

Nik ha scritto:
Citazione:
Adesso dici che i parametri erano corretti, allora le cose cambiano: un conto è essere "troppo lenti", un altro è avere la velocità corretta per un avvicinamento su campo corto.
Un conto è entrare a muso alto e in secondo regime come si fa su campo corto, un altro è fare una flare a incidenze prossime allo stallo

Confermo,i parametri erano corretti,ho tolto motore troppo presto e per non farlo troppo piatto ho tirato un bel po' accendendo pesantemente l'avvisatore di stallo.

Ah, capito.

Beh, se ti ricapitasse una situazione simile, è meglio ridare progressivamente motore, anziché tirare.
Un atterraggio in secondo regime prevede il muso già discretamente alto e ovviamente appena tagli motore l'aereo sprofonda ed è ciò che vogliamo per toccare giusti in un campo corto.
Se tolto motore tiri, lo stallo è pericolosamente vicino, perché l'incidenza è già tanta e appena cominci a sprofondare aumenta vertiginosamente.

In effetti, mentre nel primo filmato si vede un discreto atterraggio, nel secondo puoi notare come l'aereo dopo il contatto vada a caricare notevolmente il ruotino di prua, segno che l'ala davvero non portava più nulla o quasi.
Questo è segno che lo stallo era incipiente o magari già in corso e se si fosse verificato a qualche centimetro più su prendevi una brutta botta.

Comunque su campo corto il motore non andrebbe mai tolto fino a che non si è sopra la pista e praticamente da quando togli motore a quando tocchi, l'assetto non cambia o cambia pochissimo.

Nelle gare di regolarità, dove c'è l'atterraggio di precisione, entrano tutti in secondo regime, così si tirano fino sul punto di touch down e poi, bang, via motore e giù precisi.
Più di un incidente, qualcuno anche pesante, è capitato proprio per questo motivo: motore tolto un attimo troppo presto, volantino indietro per farlo galleggiare ancora qualche metro, stallo, bum, per terra.
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