Addirittura UNA INTERA GIORNATA DI APPROFONDIMENTO per mettere i giornalisti non tecnici in condizione di favorire "una corretta attività di informazione in occasione di incidenti aerei".
L'unica corretta informazione è dire "non ci sono informazioni fino a che la comissione d'inchiesta non si è pronunciata", ma così non si vendono i giornali.
Certa stampa (non tutta la stampa, per carità, ma certa stampa) ha bisogno di cose come questa per vendere:
(ANSA) - MADRID, 11 SET - Funerali solenni questa sera a Madrid nella cattedrale dell'Almudena per le 154 vittime dell'incidente aereo del 20 agosto scorso all'aeroporto di Barajas,in presenza di re Juan Carlos e della regina Sofia, del premier Jose' Luis Zapatero e per l'Ue il commissario ai Trasporti e vicepresidente della Commissione Antonio Tajani.
La cerimonia era stata prevista per il primo settembre ma e' stata rinviata a causa dei ritardi nel riconoscimento dei corpi delle vittime, molti dei quali carbonizzati. Il 17 settembre ci sara' un'altra cerimonia solenne in presenza dei principi delle
Asturie nella Gran Canaria, dove era diretto l'Md 82 della Spanair caduto durante la fase di decollo a Madrid, e da dove provenivano 70 delle 154 vittime. Le cause dell'incidente non sono ancora del tutto chiare. Secondo le prime indiscrezioni
l'esame delle scatole nere indica che l'aereo e' decollato senza che fossero spiegati i flaps, le alette situate nella parte posteriore delle ali mentre i piloti forse per guasto al sistema elettronico erano convinti che lo fossero. Ma stando a diversi
esperti questo fatto da solo non basta a spiegare l'accaduto.
Oggi il quotidiano di Barcellona 'El Periodico' pubblica i verbali di quanto hanno riferito alla Guardia Civil quelli fra i 18 sopravvissuti all'incidente in grado di parlare: un racconto drammatico degli ultimi secondi prima dello schianto finale.
Tutti i sopravvissuti erano seduti nelle 9 prime file dell'aereo. Dietro di loro non si e' salvato nessuno, probabilmente a causa della vicinanza con i serbatoi del carburante che si sono incendiati nell'impatto finale. Fra di loro una miracolata: la hostess Antonia Martinez, che andava alle Canarie come passeggera per prendere servizio su un altro aereo. Le era stato assegnato il posto 23B, ma si era spostata all'1E per stare vicina ai colleghi. Mentre l'aereo iniziava a correre sulla pista 36 di Barajas, ricorda di avere scambiato con un collega sguardi preoccupati: "qui succede qualcosa", aveva pensato. Beatriz Reyes, al 5D, ricorda che "l'aereo prese poca velocita", una impressione confermata la Ligia Palomino, al 9D, secondo la quale l'apparecchio "ha avuto come un paio di frenate, o strappi, come se faticasse a prendere velocita"'.
Poi si e' alzato ma, secondo Antonia Martinez, "dava l'impressione di faticare a salire". Dopo pochi secondi e' ricaduto, a lato della pista. I passeggeri erano terrorizzati. "Il panico si e' impadronito di tutti noi. Alcuni passeggeri urlavano che ci saremmo fracassati con l'ala contro il suolo" ricorda Jose' Pablo Flores, 9A. Poi nella sua corsa folle a terra l'aereo ha subito tre duri colpi, coincidenti con i tre avvallamenti che superava. Dal primo "i sedili di alcuni passeggeri si sono staccati e si sono spostati nell'aereo" riferisce Jose' Maruia Alonso, 7E, che viaggiava con la moglie e due figlie. Solo lui e una bambina si sono salvati. Dopo il primo colpo ci fu un silenzio improvviso nell'aereo. Poi esplosero di nuovo le grida, ricorda Leandro Ortega, 2E. "I bambini piangevano, gridavano chiamavano i genitori, la gente urlava 'aiuto' ". Poi lo schianto finale, in un piu' largo avvallamento attraversato da un corso d'acqua. Molti sopravvissuti hanno perso i sensi. Leandro Ortega ricorda di essersi trovato improvvisamente immerso nell'acqua, un braccio incastrato fra le lamiere. "Non potevo gridare perche' l'acqua mi arrivava alla bocca, se l'aprivo entrava". "Ho visto il corpo di un uomo davanti a me che veniva inghiottito dall'acqua fino a scomparire completamente. L'acqua - il suo ultimo ricordo - era calda, oleosa, sapeva di benzina, vi scorreva il sangue". (ANSA).
Dubito che una giornata di informazione migliorerà le cose; spero di sbagliarmi, ma sa molto di trovata demagogica.