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 747 da paura

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il sally
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MessaggioOggetto: 747 da paura   Dom Set 28, 2008 10:04 am


avete visto che roba?!?!
Bisogna proprio avere le p***e per fare queste manovre con uno shuttle sopra la testa lol!
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MessaggioOggetto: Re: 747 da paura   Dom Set 28, 2008 11:24 am

Perchè bisogna avere le p***e?

Modificato da DjBerto perchè ci si può espreimere in altri 100 modi più consoni all'ambiente...
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il sally
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MessaggioOggetto: Re: 747 da paura   Dom Set 28, 2008 2:54 pm

bè vorrei vedere te con uno schuttle sulle spalle What a Face What a Face
deve essere difficile riuscire a controlarlo,l'aereodinamica cambia un sacco no?!?
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deltagolf
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MessaggioOggetto: Re: 747 da paura   Dom Set 28, 2008 7:00 pm

il sally ha scritto:
bè vorrei vedere te con uno schuttle sulle spalle What a Face What a Face
deve essere difficile riuscire a controlarlo,l'aereodinamica cambia un sacco no?!?

Beh, più che Pasquale vorrei vedere qualunque pilota non abilitato a quella particolare macchina, così come vorrei vedere qualunque pilota non abilitato ad una particolare macchina volare quella particolare macchina.

A cominciare dalla Pou di Ciel a finire allo Space Shuttle.

Nessuno mi convincerà mai che esistano macchine implicitamente facili o implicitamente difficili.
Ci sono macchine sulle quali si è addestrati e allenati ed altre no.
Questo è uno dei fondamenti della sicurezza del volo e della mentalità dei piloti.

Magari quel tizio che si porta lo Shuttle sulla testa poi non sa volare il trike di Lauretta... o i miei cessnini o i cirrus di JAcopo.

Pericoloso è se invece pensasse che siccome si porta lo Shuttle sulla testa, automaticamente sa volare il trike di Lauretta o i miei cessnini o i cirrus di JAcopo.

E facciamo attenzione, perché questa mentalità, purtroppo è diffusa.
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MessaggioOggetto: Re: 747 da paura   Dom Set 28, 2008 9:03 pm

beh è stato addestrato appunto per fare quello! ci mancherebbe non ne fosse capace! Wink

no beh a parte tutto, è spettacolare vedere un 747 con sopra la testolina uno Shuttle...soprattutto in atterraggio! Very Happy
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il sally
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MessaggioOggetto: Re: 747 da paura   Lun Set 29, 2008 1:46 pm

deltagolf ha scritto:
il sally ha scritto:
bè vorrei vedere te con uno schuttle sulle spalle What a Face What a Face
deve essere difficile riuscire a controlarlo,l'aereodinamica cambia un sacco no?!?

Beh, più che Pasquale vorrei vedere qualunque pilota non abilitato a quella particolare macchina, così come vorrei vedere qualunque pilota non abilitato ad una particolare macchina volare quella particolare macchina.

A cominciare dalla Pou di Ciel a finire allo Space Shuttle.

Nessuno mi convincerà mai che esistano macchine implicitamente facili o implicitamente difficili.
Ci sono macchine sulle quali si è addestrati e allenati ed altre no.
Questo è uno dei fondamenti della sicurezza del volo e della mentalità dei piloti.

Magari quel tizio che si porta lo Shuttle sulla testa poi non sa volare il trike di Lauretta... o i miei cessnini o i cirrus di JAcopo.

Pericoloso è se invece pensasse che siccome si porta lo Shuttle sulla testa, automaticamente sa volare il trike di Lauretta o i miei cessnini o i cirrus di JAcopo.

E facciamo attenzione, perché questa mentalità, purtroppo è diffusa.

In effetti hai proprio ragione...e risaputo che la maggior parte degli incidenti sono causati dalla troppa sicurezza dei piloti, però credo che un pilota per definirsi tale debba innanzi tutto "sperimentare"(sempre in sicurezza) cose nuove,per saper gestire le occasioni in cui le cose non vanno proprio come devono...insomma...l'imprevisto si deve sempre calcolare no?
Comunque penso che chi guida macchine del genere di ore sui cessnini se ne sia fatte parecchie Wink Wink
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deltagolf
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MessaggioOggetto: Re: 747 da paura   Lun Set 29, 2008 2:10 pm

il sally ha scritto:
Comunque penso che chi guida macchine del genere di ore sui cessnini se ne sia fatte parecchie Wink Wink

L'addestratore basico (C150/152/172, TB9, PA18, P66, cose simili) è in genere l'aereo sul quale il pilota professionista passa il minor tempo della sua carriera: di solito le 40 ore per arrivare al PPL, poi migra su Complex SEP, MEP e via dicendo e svolge poi la sua attività sulle macchine che gli competono per lavoro.

E' quindi normale avere piloti con magari 10000 ore, di cui 30 su addestratore basico e le altre 9970 su macchine più complesse.
Ecco perché, subito dopo gli istruttori, che passano la loro vita professionale su addestratori basici, i piloti più qualificati a questo tipo di macchina sono gli allievi piloti e i piloti della domenica che decidono di non andare oltre, a condizione che facciano un numero decoroso di ore l'anno (almeno 50) se no una scuola seria non li manda da soli ma mette di fianco a loro un istruttore o un safetypilot.

Tutti gli altri non hanno adeguato allenamento su queste macchine e, spesso, hanno acquisito "vizi" che sono mutuati da macchine più potenti, più performanti, più strumentate o da forme di volo più assistite, come l'IFR.

Capita cosi spesso, soprattutto dopo che le regole JAR/FCL hanno sacrosantamente sancito che rating superiore non rinnova automaticamente rating inferiore, di avere piloti professionisti che per non fare scadere il loro SEP vengono in scuola di volo una volta ogni due anni a fare un flight check.

Così, sedendosi da istruttore alla loro destra, è molto facile vedere come ormai siano totalmente spaesati a trovarsi di nuovo ai comandi di macchine che, con grande superficialità e supponenza, si definiscono "facili".

Mediamente, se dovessi generalizzare, potrei dire:

I piloti IFR in genere non sanno navigare e spesso faticano a tenere una quota o a fare un semplice giro campo basandosi solo su una carta e riferimenti esterni, a volte con risvolti tragici: recentemente un pilota di bimotore con un motore in avaria sorvolò in una giornata di tempo meraviglioso almeno cinque aeroporti VFR dove avrebbe potuto atterrare prima di schiantarsi contro una montagna, ma lui aveva carte IFR, mente da IFR e non era più capace di guardare fuori: affidò la sua salvezza all'ago di un ILS e non ai suoi occhi; aveva perso i basici e pagò, tutto qua.

I piloti di liner usano molto poco e male i piedi (c'è il flybywire che spedala per loro quanto è giusto) e si trovano a grandissimo disagio non appena chiedi loro di mettere un bank sopra i 30° o un assetto un po' più cabrato del minimo sindacale.

I piloti militari sono il meglio in assoluto, anche se i piloti di jet per i primi cinque minuti sbattono i comandi con poca dolcezza, abituati come sono a fare bang bang con la cloche durante il dog fight.

Dei piloti professionisti direi che i migliori sono i piloti dei grandi trasporti ad elica, tipo C130.
Tutti in genere hanno dimenticato la fonia VFR, i civili perché in IFR si dicono cose diverse, i militari perché hanno proprio una fonia veramente diversa.


Molti dei casi sopra descritti, anzi, la maggior parte, si avvicinano con umiltà e serietà al flight check sul cessnino e fanno il loro lavoro come allievi piloti da dieci ore e in genere vanno bene.
Anzi, dopo che riprendono un po' la mano sono tanti che dicono: bisogna che voli più spesso su queste macchine, perché col lavoro che faccio ho disimparato a volare, rendendosi conto di cosa significhi pilotare un aereo forte solo delle tue mani, del tuo raziocinio e delle tue decisioni, giuste o sbagliate che siano, dopo mesi passati a volare con decine di processori che filtrano, approvano, o meno e mettono in pratica, o meno, ogni tua decisione.

Con questi piloti è un piacere lavorare, si ha un bellissimo scambio di "culture" aeronautiche e tutti se ne vanno soddisfatti, ringraziandoti e anche un po' invidiandoti per il bel lavoro che fai.

Qualcuno ogni tanto, ma non proprio ogni tantissimo, prende la cosa con sufficienza, smoccola, chiede a te (cioè all'istruttore) perché mai deve fare sta palla di cessnino visto che lui vola l'MD80 che è grosso, potente e rumoroso e c'hai la responsabilità di tante persone e capita perfino di fare cinque tratte al giorno anche se la normalità sono tre o quattro nel breve raggio; un istruttore qualsiasi fa almeno cinque atterraggi in manuale per ogni missione di addestramento con l'allievo e questo più volte al giorno, anche venti o trenta decolli e atterraggi in una giornata, senza neanche bere un caffé durante il volo, stando attento come una serpe che l'allievo non faccia cavolate, senza un co-pilot a cui cedere i comandi quando deve fare pipì e di solito per quattro soldi, o anche gratis, ma è felice e contento, tranne quando deve levarsi la tuta di volo, perché dopo una giornata così la tuta di volo ti si è attaccata alla pelle e perché vuole dire che è finita una giornata di volo e fino a domani non voli più...

In genere poi questi tipi passano un'ora in VFR a fare brutte figure, dimostrando la correttezza dei principi JAR/FCL e del buon senso aeronautico in genere, che non sempre quattro botte sulle spalle danno in automatico, se non te l'hanno creato fin dal principio proprio quegli istruttori di VFR basico che loro guardano dall'alto in basso, perché si sa che una divisa blu fa elegante e una tuta di volo, invece, ora di sera è sudata fradicia, con le chiazze grosse così e magari non ha neanche più un buon odore...


Sono d'accordo con te, Sally: di certo il pilota che si porta lo Shuttle sulla testa chissà quante ore di cessnino (o macchine del segmento) ha fatto.
Sono intimamente convinto che una costante applicazione su macchine del segmento "addestratore basico" contribuisca a mantenere la capacità di pilotaggio di un pilota a livello elevato.
E' una convinzione che mi viene dall'analisi quasi trentennale di centinaia e centinaia di piloti e delle loro carriere, delle loro mentalità, del loro modo di apprendere e di porsi di fronte ad un aereo e al volo in assoluto.
In questi trent'anni ho visto, da allievo, da collega o da istruttore piloti di ogni genere: piloti di linea dall'ATR42 al 767, militari di jet (dall'F84 all'FA18) o trasporti, (C130 e G222) gente che vola sul Canadair, acrobati di grido e persino un paio di PAN, ma tra quelli "bravi" ho potuto notare un denominatore comune, cioé quello di non considerare nessuna macchina né facile né difficile, ma solo una macchina su cui sei o non sei addestrato o allenato, sia essa un C150 o un B777 e, soprattutto non considerare nessuna macchina con maggiore o minore emozione o rispetto di un'altra, indipendentemente da potenza, dimensioni, velocità, passeggeri trasportati, ecc. ecc.

Peraltro sono già diverse le compagnie aeree che lo hanno capito e fanno fare VFR ai loro piloti con costanza e quello che si porta lo Shuttle è un pilota militare americano e i piloti militari americani non perdono mai il contatto con l'addestratore basico.


Prima di dovere fare un "back to the basics" come molti incidenti aerei hanno purtroppo insegnato, l'USAF non fa mai perdere i basics, che sono appunto la base, la cosa più importante.

Quanto al fatto che il pilota debba sperimentare cosa succede quando le cose non vanno per il verso giusto, hai assolutamente ragione, purché sperimentare non significhi inventare cose nuove o assurde, ma sperimantare la propria capacità di fare quanto previsto dall'inviluppo di volo dell'aereo, che deve essere conosciuto a menadito e la propria capacità di fronteggiare ogni possibile esperienza secondo le procedure sancite dal manuale, che vanno altrettanto conosciute a menadito.
Lo predico sempre: si deve fare alternativamente un volo di piacere (o di lavoro) e un volo di addestramento, SEMPRE, con simulazione di ogni sorta di emergenza e di ogni assetto o manovra inusuale concessa dal manuale di volo.
Questo fino a che ci si autogestisce; poi saranno le compagnie a mandarvi al simulatore quando serve, secondo precisi piani di lavoro, ma sperimentare e verificare SEMPRE!

Solo così si rimane veramente pronti e solo così ci si può definire addestrati ed allenati, che è il parametro minimo per salire su QUELLA macchina.
Che poi tu abbia diecimila ore su UN'ALTRA macchina, vale poco più del due di picche.
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MessaggioOggetto: Re: 747 da paura   Lun Set 29, 2008 4:37 pm

Come tutte le volte mi tocca sempre ascoltarti a bocca aperta e apprendere da te delta golf affraid Very Happy affraid Very Happy affraid Very Happy
hai sicuramente ragione e faccio affidamento completo sulla tua esperienza Smile
Tutte quelle strumentazioni che sui liner oramai sono un must(flybywire ecc.) tendono a sminuire le doti reali del pilota,adesso le compagnie che cercano i piloti esperti sono sempre meno,la maggior parte cerca il giovane,anche con poca esperienza,e lo mette su un 320 come ridere solo per la facilità di apprendimento dei comandi(più vicini ad un videogame che alla realtà).
Questo atrofizza la cognizione,i punti di riferimento,la capacità di"spedalare"che dicevi tu e via dicendo...
Per tornare al video però penso che un PIC che viene messo su quell'aereo abbia come minimo il volo nel sangue,altrimenti non gli avrebbero mai messo tutti quei miliardi sulla testa...
ma stiamo parlando di americani...tutto un altro addestramento purtroppo Crying or Very sad
Very Happy (grazie per il papiro) Very Happy
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MessaggioOggetto: Re: 747 da paura   Mar Set 30, 2008 11:49 am

STAFF: Sono stati rimossi i post oggetto di inutili polemiche per potere andare avanti a discutere sull'argomento del thread.

Per informazione l'utente Jack è stato bannato per:

1)Ripetute violazioni degli articoli 2,3,4,5,9,13 del regolamento.
2)Attacchi personali allo Staff
3)Esposizione di frasi lesive della professionalità di membri dello Staff.
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MessaggioOggetto: Re: 747 da paura   Mar Set 30, 2008 12:43 pm

il sally ha scritto:
Per tornare al video però penso che un PIC che viene messo su quell'aereo abbia come minimo il volo nel sangue,altrimenti non gli avrebbero mai messo tutti quei miliardi sulla testa...

Sicuramente quel pilota è molto bene addestrato e conscio dell'unicità della macchina che gli è stata affidata.
Se è pur vero che tutte le macchine sono uniche e da avvicinare con grande rispetto, indubbiamente l'onore di pilotare un aereo come questo è qualcosa di grandioso.
Forse questo è un concetto che si è perso e che io, per la verità, cerco di restaurare un po' con gli allievi e un po' con tutti: potere sedere ai comandi di un aereo è comunque un privilegio e l'attività aeronautica, sia essa professionale o hobbistica, dovrebbe sempre essere considerata tale.
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MessaggioOggetto: Re: 747 da paura   Mar Set 30, 2008 1:47 pm

infatti Very Happy
ricordiamoci che volare non vuol solo dire usare una macchina ma anche provare sensazioni che solo pochi provano Smile
non é forse quasi inesprimibile la sensazione che si prova in testata pista quando si da tutto motore?
e quando senti che l'aereo si stacca da terra...sembra quasi un prolungamento del nostro corpo Very Happy che sia la prima o la millesima volta qualche cosa si prova sempre...forse cambiano un pò le sfumature di queste emozioni...ma qualsiasi macchina si usi rimangono forti Cool
non e questo il più grande dei privilegi?!?!provare quello che solo pochi possono provare?!?! king
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MessaggioOggetto: Re: 747 da paura   Mar Set 30, 2008 2:21 pm

il sally ha scritto:
infatti Very Happy
ricordiamoci che volare non vuol solo dire usare una macchina ma anche provare sensazioni che solo pochi provano Smile
non é forse quasi inesprimibile la sensazione che si prova in testata pista quando si da tutto motore?
e quando senti che l'aereo si stacca da terra...sembra quasi un prolungamento del nostro corpo Very Happy che sia la prima o la millesima volta qualche cosa si prova sempre...forse cambiano un pò le sfumature di queste emozioni...ma qualsiasi macchina si usi rimangono forti Cool
non e questo il più grande dei privilegi?!?!provare quello che solo pochi possono provare?!?! king

Io sono completamente d'accordo con te, al 101%: ho dato manetta migliaia e migliaia di volte in testata pista e ogni volta si rinnova la magia del primo solo, con l'aereo che diventa leggero sotto di te e lo puoi staccare dal suolo con la forza di due dita che tirano leggere leggere il volantino.

Ogni tanto sento qualcuno che invece dice che per lui non è più così: peccato.
Si perdono la magia e il privilegio di essere ammessi ancora una volta nel regno di Chinonhapeso e diventano solo degli operatori di cockpit.
Io, a Dio piacendo, mi gusto ancora ogni scampolo di volo, anzi, di contatto con l'aereo, da quando lo spingo fuori dall'hangar al mattino a quando, tutte e due stanchi, ci lasciamo alla sera.
Spero che vada sempre così, che ci sia sempre un "ciao Amico caro" al mattino e un "grazie di cuore" alla sera, fino a quando la salute mi concederà di avvicinarmi a un aereo, anche se magari in mezzo la giornata sarà fatta di fatica, di concentrazione e magari di ripetitività.
Ma forse il segreto è tutto qua: quello di avere ancora il privilegio di vivere l'aereo dalla pulizia del parabrezza al mattino fino a rimettergli la copertina la sera e mandarlo a nanna.
Forse chi vive il volo con una divisa dorata si perde queste fasi di intimità con la macchina e comincia a vederla più come strumento di lavoro che non di vita, anche se poi, alla fine, la pagnotta la guadagnamo tutti svolazzando.
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MessaggioOggetto: Re: 747 da paura   Mar Set 30, 2008 10:38 pm

deltagolf ha scritto:
il sally ha scritto:
infatti Very Happy
ricordiamoci che volare non vuol solo dire usare una macchina ma anche provare sensazioni che solo pochi provano Smile
non é forse quasi inesprimibile la sensazione che si prova in testata pista quando si da tutto motore?
e quando senti che l'aereo si stacca da terra...sembra quasi un prolungamento del nostro corpo Very Happy che sia la prima o la millesima volta qualche cosa si prova sempre...forse cambiano un pò le sfumature di queste emozioni...ma qualsiasi macchina si usi rimangono forti Cool
non e questo il più grande dei privilegi?!?!provare quello che solo pochi possono provare?!?! king

Io sono completamente d'accordo con te, al 101%: ho dato manetta migliaia e migliaia di volte in testata pista e ogni volta si rinnova la magia del primo solo, con l'aereo che diventa leggero sotto di te e lo puoi staccare dal suolo con la forza di due dita che tirano leggere leggere il volantino.

Ogni tanto sento qualcuno che invece dice che per lui non è più così: peccato.
Si perdono la magia e il privilegio di essere ammessi ancora una volta nel regno di Chinonhapeso e diventano solo degli operatori di cockpit.
Io, a Dio piacendo, mi gusto ancora ogni scampolo di volo, anzi, di contatto con l'aereo, da quando lo spingo fuori dall'hangar al mattino a quando, tutte e due stanchi, ci lasciamo alla sera.
Spero che vada sempre così, che ci sia sempre un "ciao Amico caro" al mattino e un "grazie di cuore" alla sera, fino a quando la salute mi concederà di avvicinarmi a un aereo, anche se magari in mezzo la giornata sarà fatta di fatica, di concentrazione e magari di ripetitività.
Ma forse il segreto è tutto qua: quello di avere ancora il privilegio di vivere l'aereo dalla pulizia del parabrezza al mattino fino a rimettergli la copertina la sera e mandarlo a nanna.
Forse chi vive il volo con una divisa dorata si perde queste fasi di intimità con la macchina e comincia a vederla più come strumento di lavoro che non di vita, anche se poi, alla fine, la pagnotta la guadagnamo tutti svolazzando.

Shocked semplicemente la verità Shocked
ci sono dei gesti a volte che a noi paiono fondamentali e ad un esterno possono far pensare alla pazzia(carezze,parole,risate fatte a tu per tu...soli...il pilota e la macchina...)
Sono proprio questi gesti che ci fanno imbarazzare se qualcuno ci vede ,che portano alla gioia,all'euforia e all'eccitazione del volo soprattutto in solitudine:D
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747 da paura

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